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domenica 27 giugno 2010

Gated communities


Eserciti privati, isole esclusive, controllo digitale
Un nuovo Medioevo sociale?

Anno 1979. Il segretario di Stato Weinberger annuncia al mondo che l'America abbraccia una nuova visione di sicurezza. Sono passati solo pochi decenne dall'ultimo conflitto mondiale, e alla polizia era stato dato mandato di intervento oltre i confini nazionali. Lotta alla criminalità, al terrorismo, alle catastrofi naturali, alla droga e alle paure globali di ogni genere, da quel momento avrebbero risposto i corpi militari. Con la complicità della diffusione di nuove teorie sul controllo, entrate a pieno regime nel decennio '80-90, la svolta neoliberista e l'appello alla tolleranza zero (zero tollerance & broken window theory), si stava delineando nel Paese modello della globalizzazione dei mercati una forte spinta preventiva in materia di sicurezza.










Bisognava combattere i piccoli criminali di oggi in nome delle più grandi paure di domani. Privatizzare gli spazi pubblici, sorvegliare i cittadini, fortificare i quartieri, trasformare l'accesso alla casa in una questione di ordine sociale. Per i più estremi, di "darwinismo sociale". Cosa ne sia stato di questa svolta autoritaria, di questo imperativo alla sorveglianza che non di rado si è fatto bio-politica, è un argomento assai complesso, che oggi ci interessa da vicino. Se consideriamo il trend generale del mercato immobiliare del Canada e degli Stati Uniti, nel ventennio appena trascorso, non tarderemo ad accorgerci di un fenomeno controverso, che ha le sue radici nell'idea di una città promossa dal Nuovo Urbanesimo e dallo sviluppo del Real Estate. Il binomio segregazione-prestigio ha infatti completamente riformulato l'approcio alla progettazione urbana.










Come si stava prospettando una geografia mondiale basata su sfere di produzione e di influenza, la città si apriva ai conflitti e si chiudeva di fronte alla possibilità di reintegrazione della devianza, trasformando il discorso securitario in un problema endemico, e insieme in una ricerca di esclusività e condivisione valoriale. Per gli attori globali essere sotto controllo, significava due cose precise: potersi separare dal resto della società, Stato compreso, definendo la propria autorità, e farsi ammirare. L'effetto incredibile del richiamo alla sicurezza comunitaria era quello di definire in piena autonomia il proprio potere, conducendo ad un Nuovo Medioevo sociale, fatto di guardie armate, telecamere e recinzioni a perdita d'occhio. Nuovi codici di status di un'identità con valenza extraterritoriale.










Le gated communities, così sono chiamati i quartieri privati disseminati ovunque, rappresentano la risposta anti-europea al concetto di città aperta. Sono il prodotto di una visione criminologica che legge nel villaggio globale, e quindi nel villaggio sociale, il futuro della convivenza. Se si considera che negli Stati Uniti più di 30.000.000 di americani vivono in insediamenti ad accesso controllato, 8 nuove edificazioni su 10 sono di tipo chiuso, per un totale di 314 isole di lusso in Canada e ben il 40% dei nuovi progetti urbani in California, ci si rende conto di quanto la militarizzazione della paura sia diventata uno stile di vita diffuso. Nono solo entro i confini nazionali.






Cosa succede in Italia?
Unipolis registra per prima le avvisaglie di questo cambiamento di mentalità nel nostro Paese, con un'indagine condotta nel 2008, sulla rappresentazione dell'insicurezza. Mettendola a confronto con l'esposizione mediatica, infatti rileva da un punto di vista demoscopico, la correlazione diretta tra la percezione dell'opinione pubblica relativa alla criminalità e le influenze mediatiche. La riduzione dei reati da un punto di vista statistico non comporta un uguale fiducia tra i cittadini, che al contrario in maniera indipendente rispetto allo Stato, tendono ad organizzarsi per mantenere l'ordine pubblico.










Operativamente, dal momento in cui la convivenza nelle città non dipende più esclusivamente dalle politiche urbane e dalle forze di polizia locali, bensì dalle paure globali e dalla privatizzazione delle scelte securitarie, occorre fare appello ad una diversa gestione del territorio. Ad esempio una nuova governance, che tenga conto, nel percorso di ridefinizione della cittadinanza, dell'importanza del dialogo tra pubblico e privato, e del richiamo a quei valori cosmopoliti e moderati che stanno alla base di quello che l'economista americano Jeremy Rifkin ha chiamato "il sogno europeo".


Note-approfondimenti

Polizia globale. Cod Fiscal Year del 1979 dell'allora segretario di Stato americano Weiberger si è passati ad una nuova concezione di sicurezza, che prevedeva azioni di polizia dentro e fuori i confini nazionali.

Gated communietes. Nella loro forma moderna sono comunità residenziali dagli ingressi controllati da sistemi di sorveglianza o forze di polizia private. Molto spesso sono caratterizzate da muri perimetrali, alte barriere naturali o recinzioni, anche tra singoli i quartieri che limitano l'accesso pubblico. Si tratta di un fenomeno globale di "villaggificazione" della città, mediante privatizzazione di quartieri.

Real Estate. Economia Immobiliare e Real Estate (dall'inglese real = "immobile" ed estate = "bene"). Sono due locuzioni che si usano per definire nella sua accezione più estesa il settore immobiliare.
Il concetto di Real Estate si riferisce ai beni immobiliari derivanti dal sito naturale (terra), più i miglioramenti risultanti dal lavoro umano inclusi fabbricati, attrezzature e macchinari situati sul luogo, oltre a vari diritti di proprietà posti sugli stessi. (tratto da Wikipedia)

In Italia esaminando il periodo 1993-2005 la percentuale delle famiglie che considerano la zona in cui vivono molto o abbastanza a rischio di criminalità è in calo passando da un 31,2% del '93 a un 29,2 del 2005, registrando una situazione di controtendenza. (fonte:Istat, Aspetti della vita quotidiana, vari anni)

Nuovo Urbanesimo. Movimento urbanistico sviluppatosi negli Stati Uniti a partire dal 1980, ancora oggi molto influente nel settore immobiliare. La sua visione neo-tradizionalista si pone in aperto contrasto con quella modernista basata sull'uso dell'automobile e identificata dall'espansione urbana, affiancamento di grattacieli, autostrade, villette e ipermercati. Il Nuovo Urbanesimo abbraccia una re-invenzione della vecchia urbanistica incentrata sulla città tradizionale con il suo mix di funzioni e sistemi di trasporto integrato.

Nel quartiere di Fairview si possono trovare Wisteria Lane (la strada centrale della fiction) e le residenti di Desperate Housewives. Questo è un gated communities.

Esistono varie tipologie di gated communities, Lifestyle, security zone, prestige. Dalla ricerca di condivisione di uno status al rifiuto del traffico urbano, ci sono molti motivi per chiudersi entro le loro mura, adottare una nuova identità e persino una licenza di guida dedicata.





La rappresentazione dell'insicurezza in Italia (fonte: la sicurezza in Italia: significati, immagini e realtà. Ricerca realizzata da Demos e dall'Osservatorio di Pavia per Unipolis, 2008)










intervistati che pensano che la criminalità sia cresciuta 82%





intervistati che temono per la violazione della propria abitazione 21%





intervistati che vedono l'immigrazione come un'insidia 36%





intervistati che vedono nello Stato il garante della sicurezza pubblica 22%





intervistati che pensano che la globalizzazione generi inquietudine 35%





intervistati che temono per la sicurezza dei cibi 43%





Se dovessimo trovarci dinanzi alla possibilità di accedere in una gates communities quali elementi dovremmo valutare? Quali sono i Pro e i contro da tenere in considerazione?






Proviamo ad elencarne qualcuno insieme.






Pro gated life






-tutela della privacy e della sicurezza






-tutela della somiglianza degli interessi degli abitanti






-condivisione del lavoro e del mutuo aiuto, maggiore collaborazione






-forte senso indentitario del luogo






-migliore qualità della vita e più senso comunitario






-aumento del valore immobiliare delle residenze






Contro gated life






-il principio segretativo invalida l'idea di città aperta






-le mura creano confini non solo fisici ma anche cognitivi






-mura e cancelli sono lo specchio dell'insicurezza della società contemporanea






-le gated communities creano delle comunità di simili, escludendo le potenzialità delle diversità






-mura e cancelli aumentano la paura anziché diminuirla






-mura e cancelli interrompono la rete viaria e costringono ad una viabilità più difficile
















sabato 5 giugno 2010

Recensione del libro "Viaggio tra Due Mondi"


di Lucia Baroni Marino

Un ulteriore approfondimento sulla figura di san Francesco di Paola giunge da una recente pubblicazione di un giovane scrittore, Fabio Storino, che ha dato recentemente alle stampe la sua prima esperienza libraria, “Viaggiotra due mondi”, presentata nello scorso mese di dicembre al Sant'Agostino alla presenza del sindaco, avvocato Roberto Perrotta. Da un'attenta lettura che rivela un piano di fantasia sperimentale,attraverso cui l'autore incrocia le vicende del taumaturgo con quelle del grande navigatore,Cristoforo Colombo, si desume un intreccio narrativo nuovo che però va a discapito dell'autentica storia del santo protettore della città di Paola. Ma resta comunque salvo l'intento dimetterne ulteriormente in luce la fede, il senso di carità, la santità conquistata durante il suo lungo ed impervio cammino divita nonché la religiosità, attraverso cui l' uomo si libera dal male e dalle passioni insane grazie alla fede in Dio e alla preghiera.Tale aspetto, il punto di partenza dello scrittore (il cui nome misteriosamente e controcorrente non compare sulla prima dicopertina), che ha ambientato la stesura del romanzo verso la fine dell'alto medioevo, al tempo in cui i misteri erano di casa e i grandi astronomi scommettevano sulla sfericità della terra. L'intreccio si snoda attraverso vicende che interessarono padre Armand, un prelato che s'imbatte in una pergamena, occultata sotto il pavimento di una cripta. L'esperienza centrale del romanzo è, dunque, data dall'indagine che scatta al momento del ritrovamento dell'antico documento; dall'atmosfera di ansia che scaturisce da questa scoperta; dal senso di colpa che emerge nell'animo del religioso per aver toccato materialmente con mano qualcosa di inaccessibile sotto la spinta di un'eccessiva curiosità che lo conduce verso il pericolo dell'Inquisizione. Armand è costretto a fuggire e, attraverso una serie di sotterfugi, che gli consentono di cambiare identità, riesce a farla franca. Quando incontra nella città di Genova, Carlo, seguace di san Francesco di Paola, rivela il suo grande segreto ed insieme………………Per ragioni d'opportunità non riveliamo altro al lettore, ma disicuro l'autore ha sviluppato la narrazione per rafforzare la straordinaria figura di san Francesco; per attribuire antichissime origini alla città di Paola (il che è tutto da verificare!); per dire quanto sia stato fondamentale per Cristoforo Colombo vivere la sua cristianità; per dare risalto alle misteriose vicende dei Templari in una descrizione labirintica di situazioni in cui i segni che si susseguono sono tanti ed uno ne cela sempre un altro.
La domanda sorge spontanea: “La falsariga del romanzo si ispira alla superba scrittura di Umberto Eco?” Leggere e dedurre dal proprio punto di vista!