Questa è la controreplica all'editoriale di Loris Mazzetti inviata ieri, 7 settembre, ad Articolo21. Desidero precisare che stimo Mazzetti come persona e professionista ma è doveroso da parte mia sottolineare alcuni aspetti.
“Amo la Calabria ed i calabresi”…perché sono calabrese e perché vivo in questa terra nonostante nella vita abbia potuto scegliere di lasciarla.
Poche battute per rispondere, doverosamente alla pregevole firma di Loris Mazzetti che si è disturbata di attenzionarmi, seppure, con maestria per un suo lancio promozionale.
Caro Loris, ci siamo conosciuti proprio in questo splendido ambito di Articolo21 il 16 giugno scorso quando dopo avere assistito alla presentazione del mio libro di fronte a tanti amici che basano la loro vita sulla libertà di pensiero e di espressione, Lei ha ricevuto il Premio Paolo Giuntella per la libertà di Informazione.
Una giornata che ha visto, oltre alla presentazione del mio lavoro anche quello dell’Osservatorio Tg di Giorgio Santelli e la rubrica "Evidenziatore" di Sofia Sabatino.
Ricorderà certamente, così come ricorderà gli editoriali e le interviste che da questa terra di Calabria invio periodicamente, contribuendo, attraverso Articolo21, di cui mi onoro di fare parte, a far uscire oltre i confini, le vicende che spesso, altri media, tendono a strumentalizzare.
Lei cita Vittorio de Seta, siciliano e non calabrese, se non per il legame materno, vissuto lontano dalla Calabria che dopo anni di assenza vi è ritornato come uno dei pastori erranti di cui racconta nel suo cortometraggio in 16mm. Quella di De Seta non è la Calabria e non è, caro Mazzetti, quella che io descrivo. Io parlo di cooperative sociali che stanno riscattando la dignità di un popolo offesa dai soprusi di quanti hanno calpestato l’onorabilità di questa regione. Parlo di Magistrati e di giornalisti che operano in trincea, rischiando di saltare in aria solo per “colpa” del loro lavoro svolto con dedizione e passione. Nessun disturbo dunque, ben venga Roberto Saviano e ben venga lei… ma nudi di fronte alla realtà vera. La Calabria non è la terra dei piagnistei, ma di chi si rimbocca le maniche e ricomincia da capo, in tutti i settori della vita quotidiana. Venite in Calabria è l’invito che ripetutamente rivolgo attraverso Articolo21, ma venite a viverla, non a visitarla. Rimanete qui, respiratela e vi accorgerete che non è un trattato di letteratura od un documentario.
Non mi si accusi di gelosia né invidia…grazie a Dio la mia storia personale offre da sola la risposta.
Mi auguro solo che l’equazione “Campania uguale camorra”, dopo Gomorra di Saviano, non diventi “Calabria uguale ‘ndrangheta” dopo il suo prossimo lavoro.
Con immutata stima
Giulia Fresca
“Amo la Calabria ed i calabresi”…perché sono calabrese e perché vivo in questa terra nonostante nella vita abbia potuto scegliere di lasciarla.
Poche battute per rispondere, doverosamente alla pregevole firma di Loris Mazzetti che si è disturbata di attenzionarmi, seppure, con maestria per un suo lancio promozionale.
Caro Loris, ci siamo conosciuti proprio in questo splendido ambito di Articolo21 il 16 giugno scorso quando dopo avere assistito alla presentazione del mio libro di fronte a tanti amici che basano la loro vita sulla libertà di pensiero e di espressione, Lei ha ricevuto il Premio Paolo Giuntella per la libertà di Informazione.
Una giornata che ha visto, oltre alla presentazione del mio lavoro anche quello dell’Osservatorio Tg di Giorgio Santelli e la rubrica "Evidenziatore" di Sofia Sabatino.
Ricorderà certamente, così come ricorderà gli editoriali e le interviste che da questa terra di Calabria invio periodicamente, contribuendo, attraverso Articolo21, di cui mi onoro di fare parte, a far uscire oltre i confini, le vicende che spesso, altri media, tendono a strumentalizzare.
Lei cita Vittorio de Seta, siciliano e non calabrese, se non per il legame materno, vissuto lontano dalla Calabria che dopo anni di assenza vi è ritornato come uno dei pastori erranti di cui racconta nel suo cortometraggio in 16mm. Quella di De Seta non è la Calabria e non è, caro Mazzetti, quella che io descrivo. Io parlo di cooperative sociali che stanno riscattando la dignità di un popolo offesa dai soprusi di quanti hanno calpestato l’onorabilità di questa regione. Parlo di Magistrati e di giornalisti che operano in trincea, rischiando di saltare in aria solo per “colpa” del loro lavoro svolto con dedizione e passione. Nessun disturbo dunque, ben venga Roberto Saviano e ben venga lei… ma nudi di fronte alla realtà vera. La Calabria non è la terra dei piagnistei, ma di chi si rimbocca le maniche e ricomincia da capo, in tutti i settori della vita quotidiana. Venite in Calabria è l’invito che ripetutamente rivolgo attraverso Articolo21, ma venite a viverla, non a visitarla. Rimanete qui, respiratela e vi accorgerete che non è un trattato di letteratura od un documentario.
Non mi si accusi di gelosia né invidia…grazie a Dio la mia storia personale offre da sola la risposta.
Mi auguro solo che l’equazione “Campania uguale camorra”, dopo Gomorra di Saviano, non diventi “Calabria uguale ‘ndrangheta” dopo il suo prossimo lavoro.
Con immutata stima
Giulia Fresca
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