Se sei gay in Italia non hai vita facile. Ma questo probabilmente lo sai già. Sai che non hai diritto ad alcun tipo di unione civile con il tuo partner, nessuna tutela in quanto a discriminazioni e a quanto pare non hai neppure accesso facile nell’affitto di un’abitazione. In merito a questo ultimo atto di una lunga sequenza omofoba tutta italiana, sarebbe pronto a testimoniare Massimo Frana, docente di un istituto superiore romano.
Frana era convinto di essere riuscito a prendere in affitto un appartamento sito in zona Lucio Sestio fino a quando, dichiarando la sua omosessualità alla padrona di casa, si è visto costretto a dover abbandonare l’abitazione prima del previsto. La donna, un avvocato in pensione, avrebbe dichiarato di negare da tempo l’affitto a “immigrati e gay“.
E mentre l’Arcigay si stringe intorno al docente romano dichiarando la propria solidarietà e mostrando allo stesso tempo un giustificato sconcerto, Massimo Frana rende noto in ogni particolare quanto accaduto: “La proprietaria mi ha anche rimproverato per averle fatto perdere del tempo, sostenendo che nel condominio ‘non avrebbero capito certe cose’. Ho perdonato la signora, ma spero si renda conto della cattiveria delle sue parole e della violenza del suo atteggiamento. Sono preoccupato all’idea che vi possa essere un intero condominio che rifiuta le persone gay, secondo quanto ha insistito a ripetere. Cosi’ come rimango incredulo che un avvocato, quale la signora ha sostenuto di essere, possa parlare e agire in un simile modo. Da dieci anni insegno ai miei alunni a essere aperti e rispettosi di ogni diversita’, vista come valore che arricchisce, e devo dire che i giovani, opportunamente invitati a riflettere, dimostrano spesso di saper dare risposte positive ed equilibrate sul tema dell’integrazione e dell’accoglienza dell’altro”.
Alla luce di ciò dovremmo forse aspettarci che un ladro o un assassino urtino meno la sensibilità dei condomini? Dato che il criterio per avere un appartamento non è più quello di essere una persona per bene…
Cosimo Laneve
http://www.periodicoitaliano.it/2010/09/07/sei-gay-niente-casa-continua-la-sequenza-degli-affitti-negati/
Frana era convinto di essere riuscito a prendere in affitto un appartamento sito in zona Lucio Sestio fino a quando, dichiarando la sua omosessualità alla padrona di casa, si è visto costretto a dover abbandonare l’abitazione prima del previsto. La donna, un avvocato in pensione, avrebbe dichiarato di negare da tempo l’affitto a “immigrati e gay“.
E mentre l’Arcigay si stringe intorno al docente romano dichiarando la propria solidarietà e mostrando allo stesso tempo un giustificato sconcerto, Massimo Frana rende noto in ogni particolare quanto accaduto: “La proprietaria mi ha anche rimproverato per averle fatto perdere del tempo, sostenendo che nel condominio ‘non avrebbero capito certe cose’. Ho perdonato la signora, ma spero si renda conto della cattiveria delle sue parole e della violenza del suo atteggiamento. Sono preoccupato all’idea che vi possa essere un intero condominio che rifiuta le persone gay, secondo quanto ha insistito a ripetere. Cosi’ come rimango incredulo che un avvocato, quale la signora ha sostenuto di essere, possa parlare e agire in un simile modo. Da dieci anni insegno ai miei alunni a essere aperti e rispettosi di ogni diversita’, vista come valore che arricchisce, e devo dire che i giovani, opportunamente invitati a riflettere, dimostrano spesso di saper dare risposte positive ed equilibrate sul tema dell’integrazione e dell’accoglienza dell’altro”.
Alla luce di ciò dovremmo forse aspettarci che un ladro o un assassino urtino meno la sensibilità dei condomini? Dato che il criterio per avere un appartamento non è più quello di essere una persona per bene…
Cosimo Laneve
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