I manifestanti hanno fermato l'intero traffico ferroviario a Messina e impedito al traghetto Riace di attraccare e ripartire. Collegamenti parzialmente interrotti, 25 denunciati
dal nostro inviato ALESSANDRA ZINITI
MESSINA - Avevano annunciato che non avrebbero bloccato i collegamenti sullo Stretto ma alla fine la rabbia ha prevalso e a mezzogiorno il fiume di magliette rosse con su la stampa ironica di una Gelmini con l'aureola e la scritta "Beata ignoranza" ha conquistato tutte le invasature degli imbarcaderi delle Ferrovie dello Stato sulla sponda siciliana. Almeno quattromila precari della scuola, provenienti da tutta la Sicilia, si sono dati appuntamento a Messina, con i colleghi provenienti dalle regioni del Sud sull'altra sponda a Villa San Giovanni.
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A mezzogiorno il traffico sullo Stretto è stato parzialmente bloccato. Nonostante l'imponente cordone di forze dell'ordine schierato per consentire l'imbarco e lo sbarco dei veicoli, i manifestanti si sono stretti attorno alle cime del traghetto Riace impedendo al personale di bordo di mollare gli ormeggi e partire alla volta di Villa San Giovanni dove gli altri precari hanno invece bloccato la strada di accesso al porto. Poco dopo le 14 sono stati bloccati per un'ora i treni in stazione.
Nessuno scontro ma tanta tensione tra le migliaia di insegnanti che hanno sfilato con striscioni e cartelli al collo protestando per i tagli che, solo in Sicilia, quest'anno lasceranno senza lavoro tredicimila persone. Tensione che ha diviso anche gli schieramenti dei sindacati con le rappresentanze dei sindacati di base ad accusare i colleghi della Cgil di timidezze sulla vertenza dei precari. Sono dovuti intervenire i carabinieri per separare due sindacalisti venuti alle mani per un tentativo di strappare una bandiera.
Al fianco dei manifestanti anche gli aderenti alla Rete "No ponte" che si oppone alla realizzazione del ponte sullo Stretto. Non a caso lo slogan della protesta era: "Invadiamo lo Stretto: un Ponte per la scuola". I precari chiedono che proprio i fondi per il collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto vengano utilizzati invece per la loro stabilizzazione nella scuola.
Alla fine della manifestazione, la questura ha denunciato 25 precari per reati contro l'ordine pubblico. Altri manifestanti, informa la polizia, sono in corso di identificazione.
"Abbiamo aderito alla protesta e continueremo a sostenere le istanze dei lavoratori della scuola dentro e fuori il Parlamento - ha affermato in una nota il portavoce nazionale dell'Idv, Leoluca Orlando - è un ulteriore segnale di un settore in ginocchio. Eppure questo governo continua a restare insensibile al grido di allarme".
"Gli effetti dei tagli della Gelmini sono devastanti in Sicilia dove ci sono circa 10mila persone che perderanno il posto di lavoro", ha osservato il deputato regionale del Pd, Filippo Panarello, che ha partecipato al corteo dei precari della scuola.
"Piena solidarietà alle precarie e ai precari della scuola, che hanno manifestato a Messina tutto il loro sdegno di fronte alle vergognose politiche del governo Berlusconi", è stato il commento di Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera. "La falce di questo esecutivo colpisce maggiormente le zone deboli - ha aggiunto D'Antoni - tagliando solo in Sicilia oltre tremila cattedre, colpendo altrettante famiglie, mortificando professionalità, demolendo l'offerta formativa e ipotecando il futuro di tanti ragazzi".
"L'annuncio dell'identificazione di 25 lavoratori è una sciocca provocazione. Una provocazione destinata al fallimento, di fronte alla maturità di un movimento di massa, impegnato a difendere la scuola della Repubblica e della Costituzione", ha detto Luca Cangemi, segretario regionale di Rifondazione comunista.
"Piena solidarietà alle precarie e ai precari della scuola, che hanno manifestato a Messina tutto il loro sdegno di fronte alle vergognose politiche del governo Berlusconi", è stato il commento di Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera. "La falce di questo esecutivo colpisce maggiormente le zone deboli - ha aggiunto D'Antoni - tagliando solo in Sicilia oltre tremila cattedre, colpendo altrettante famiglie, mortificando professionalità, demolendo l'offerta formativa e ipotecando il futuro di tanti ragazzi". "L'annuncio dell'identificazione di 25 lavoratori è una sciocca provocazione. Una provocazione destinata al fallimento, di fronte alla maturità di un movimento di massa, impegnato a difendere la scuola della Repubblica e della Costituzione", ha detto Luca Cangemi, segretario regionale di Rifondazione comunista.
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/09/12/news/precari_scuola-6999461/
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