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lunedì 13 settembre 2010

Russia: la polizia usa Microsoft per reprimere le contestazioni

La polizia irrompe negli uffici di ONG e piccoli giornali critici verso l’esecutivo, con la scusa di sequestrare computers equipaggiati con software pirata. E da Redmond approvano.

di Tommaso Caldarelli

La nuova frontiera della repressione politica passa per Microsoft Windows. Il meccanismo è molto semplice, e in Russia lo stanno sperimentando con risultati più che soddisfacenti: se un gruppo, un giornale, un’organizzazione contestataria è accusata di usare software pirata sui suoi computer, la polizia è legittimata ad entrare nella sede, sequestrare gli elaboratori – con annesse informazioni - e smantellare tutto; un’azione che si mantiene così sull’orlo della legalità, e che può però costituire una tragedia per chi aveva impiegato a volte anni per archiviare preziose informazioni.



UN BLITZ – La storia la racconta il New York Times in un lungo articolo, che riporta la vicenda della Baikal Environmental Wave, gruppo ambientalista che aveva lanciato una contestazione a viso scoperto contro Vladimir Putin in persona, colpevole di stare appoggiando la riapertura di una cartiera precedentemente smantellata, per gli evidenti danni ambientali all’ecosistema del lago Baikal poco distante. Alla fine di gennaio, “poliziotti in borghese” sarebbero penetrati all’interno degli uffici del movimento, sequestrando ogni dispositivo informatico presente, in cui erano conservati i preziosi dati sull’attività ultradecennale del gruppo, impegnato da sempre per la protezione e difesa della fauna locale. La motivazione ufficiale alla base del blitz, appunto il software pirata: “Le forze di polizia affermano che tali azioni riflettono la loro preoccupazione verso la pirateria nei software, fenomeno rampante in Russia. Ma d’altronde, atti del genere raramente vengono portati avanti verso gruppi di pressione o media favorevoli al governo”, spiega il Times.

POLITICA AZIENDALE – E ciò che è peggio, è che i locali rappresentanti legali di Microsoft esprimerebbero supporto totale a queste iniziative. Noi siamo le vittime in tutto questo, spiegano gli uomini di Redmond, e i criminali devono essere perseguiti: ma questa linea sta perdendo, man mano che i raid aumentano, ogni sua credibilità. “Senza il supporto di Microsoft”, ha spiegato un attivista, “questi episodi criminali verso attivisti dei diritti umani e giornalisti non potrebbero mai accadere.” Sotto la pressione di molte organizzazioni internazionali, alcune delle quali stanno scrivendo lettere di fuoco a Microsoft, nella speranza che venga presa in considerazione una revisione di questa politica, la casa madre di Windows fa sapere che è già in programma “una più attenta supervisione dei nostri affari legali in Russia”. Il direttore delle relazioni esterne Microsoft, Kevin Kurtz, ha fatto sapere che “i problemi sollevati godranno della massima considerazione; dobbiamo proteggere i nostri prodotti dalla pirateria, ma siamo anche legati al fondamentale rispetto dei diritti umani. Gli sforzi antipirateria di Microsoft sono tarati per centrare entrambi gli obiettivi, ma siamo aperti ad ogni feedback che ci possa aiutare a migliorarci”.

NON SERVONO SCUSE – La linea di Microsoft, in teoria, sarebbe quella di punire i produttori di software pirata, e non l’eventuale consumatore. Tuttavia, il Times fa notare che “Microsoft non ha mai pubblicamente criticato i raid contro le organizzazioni di advocacy russe”. Redmond avrebbe inoltre in mente di offrire soluzioni low cost agli attivisti, in modo da permettergli di operare con software legale, e togliendo così la scusa alle forze di polizia per realizzare i loro blitz. Questo sebbene la polizia dimostri di non avere granchè bisogno di un motivo reale per effettuare questi interventi: “Le forze di sicurezza riempie moduli affermando di aver trovato software pirata, quando ancora deve iniziare ad esaminare le macchine“, raccontano i testimoni. E le segnalazioni di reato, che giustifichino a priori l’intervento della forza armata, sono il più delle volte false.


http://www.giornalettismo.com/archives/81189/russia-microsoft/

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