Rom, duro scontro Francia-Ue sui rimpatri
Parigi attacca: "Critiche indecorose". E intanto espelle 220 stranieri, rimandati in Romania. Bruxelles apre la procedura di infrazione per violazione delle norme sulla libera circolazione. La Commissaria Reding: "Situazione da seconda guerra mondiale"
E' scontro tra la Francia e l'Unione europea sui rimpatri dei migranti, in particolare i Rom. Mentre continuano le espulsioni di Parigi, oggi (15 settembre) il governo Sarkozy replica duramente al Commissario europeo alla Giustizia, Viviane Reding, che ieri ha annunciato l'apertura di una procedura di infrazione. A parlare è il ministro degli Affari europei, Pierre Lellouche: la critica alla linea politica francese è "indecorosa", afferma senza mezzi termini, e rappresenta una "gaffe" da parte delle istituzioni europee. Nello specifico, l'Eliseo non ha gradito il paragone della Ue con gli anni della seconda guerra mondiale e il modo in cui venivano trattate le minoranze etniche.
Ma intanto continuano i rimpatri. Proprio di ieri è la notizia dell'esplulsione di 220 cittadini Rom, ricondotti in Romania su voli speciali allestiti in Francia. Oltre 160 di loro sono stati imbarcati su un aereo partito dall'aeroporto parigino di Roissy-Charles de Gaulle. Altri 69 rom, tra cui 12 bambini, sono partiti dallo scalo di Marsiglia con destinazione Bucarest. Le persone ricondotte in patria hanno accettato la procedura di "ritorno volontario" adottata dal governo, che concede un incentivo di 300 euro per ciascun adulto e 100 euro per i bambini.
Bruxelles ha avviato la procedura di infrazione. La commissaria Reding ha annunciato l'avvio di "una procedura di infrazione contro la Francia", per applicazione discriminatoria della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini e per la mancata trasposizione di tali norme europee nella legislazione francese.
"Non posso non esprimere il mio profondo rincrescimento per il fatto che le dichiarazioni dei ministri del governo francese sono state apertamente contraddette da un documento del ministro dell'Interno", ha detto la commissaria. "Se non possiamo avere più fiducia in quello che dice un ministro alla Commissione, non si tratta di una violazione minore ma di una disgrazia", ha aggiunto. Quindi l'allusione che non è piaciuta ai francesi, riferita alle minoranze etniche: "Pensavo che l'Europa non sarebbe stata più testimone di questo tipo di situazioni dopo la seconda guerra mondiale".
http://www.rassegna.it/articoli/2010/09/15/66468/rom-duro-scontro-francia-ue-sui-rimpatri
Parigi attacca: "Critiche indecorose". E intanto espelle 220 stranieri, rimandati in Romania. Bruxelles apre la procedura di infrazione per violazione delle norme sulla libera circolazione. La Commissaria Reding: "Situazione da seconda guerra mondiale"
E' scontro tra la Francia e l'Unione europea sui rimpatri dei migranti, in particolare i Rom. Mentre continuano le espulsioni di Parigi, oggi (15 settembre) il governo Sarkozy replica duramente al Commissario europeo alla Giustizia, Viviane Reding, che ieri ha annunciato l'apertura di una procedura di infrazione. A parlare è il ministro degli Affari europei, Pierre Lellouche: la critica alla linea politica francese è "indecorosa", afferma senza mezzi termini, e rappresenta una "gaffe" da parte delle istituzioni europee. Nello specifico, l'Eliseo non ha gradito il paragone della Ue con gli anni della seconda guerra mondiale e il modo in cui venivano trattate le minoranze etniche.
Ma intanto continuano i rimpatri. Proprio di ieri è la notizia dell'esplulsione di 220 cittadini Rom, ricondotti in Romania su voli speciali allestiti in Francia. Oltre 160 di loro sono stati imbarcati su un aereo partito dall'aeroporto parigino di Roissy-Charles de Gaulle. Altri 69 rom, tra cui 12 bambini, sono partiti dallo scalo di Marsiglia con destinazione Bucarest. Le persone ricondotte in patria hanno accettato la procedura di "ritorno volontario" adottata dal governo, che concede un incentivo di 300 euro per ciascun adulto e 100 euro per i bambini.
Bruxelles ha avviato la procedura di infrazione. La commissaria Reding ha annunciato l'avvio di "una procedura di infrazione contro la Francia", per applicazione discriminatoria della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini e per la mancata trasposizione di tali norme europee nella legislazione francese.
"Non posso non esprimere il mio profondo rincrescimento per il fatto che le dichiarazioni dei ministri del governo francese sono state apertamente contraddette da un documento del ministro dell'Interno", ha detto la commissaria. "Se non possiamo avere più fiducia in quello che dice un ministro alla Commissione, non si tratta di una violazione minore ma di una disgrazia", ha aggiunto. Quindi l'allusione che non è piaciuta ai francesi, riferita alle minoranze etniche: "Pensavo che l'Europa non sarebbe stata più testimone di questo tipo di situazioni dopo la seconda guerra mondiale".
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