di Dora Quaranta - 2 settembre 2010 Bari.
Un’estate rovente a Bari dove la Procura Distrettuale Antimafia è in piena emergenza criminalità con uomini e mezzi decisamente insufficienti. Negli ultimi tre mesi vi sono stati 9 omicidi, 6 tentati omicidi, 5 ferimenti e 2 sparatorie a Bari e Bitonto a cui va sommato un aumento di scippi, furti negli appartamenti e furti di auto.
Dal 2004 sono stati compiuti nel distretto di Bari 245 omicidi (dei quali 112 nel barese e 133 in provincia di Foggia), 916 tentativi di omicidio (792 nel barese, 124 nel foggiano). A fronte di un organico che sulla carta conta solo 28 sostituti e tre aggiunti come 30 anni fa. I magistrati della Dda barese sono la metà di quelli di Palermo, 64, e meno di un terzo di quelli di Napoli, 107. E’ in atto una “aggressione della criminalità organizzata senza precedenti” ha detto Antonio Laudati, procuratore della Repubblica del Tribunale di Bari, che da mesi ormai ha lanciato l’allarme sulla situazione critica in cui versa il suo ufficio. Gli ultimi delitti inoltre hanno fatto registrare un salto di qualità della criminalità: sono stati commessi, ha spiegato Laudati, dopo un attento studio della vittima, padronanza del territorio e modalità assai professionali dei commandi armati. Non si tratta più di semplici omicidi ma veri e propri messaggi per dire “qui comandiano noi”. Nel Gargano, in provincia di Foggia, vi è una guerra sanguinosissima che da decenni vede contrapposti i clan Libergolis e Romito: in sette anni ci sono stati 141 omicidi. “In alcune giornate agostane molte situazioni sono state egregiamente affrontate con un organico di sostituti procuratori inferiori alle dita della mano – ha detto Laudati – eppure il bollettino di guerra non è inferiore a quello di altre zone dell’Italia meridionale. Anzi dati alla mano si può tranquillamente sostenere che il nostro Distretto è tra i più a rischio a livello nazionale sia sul piano della criminalità organizzata sia sul piano dei delitti che maturano in contesti socio-familiari boder line”. Nonostante le gravi difficoltà della Procura sono state portate a termine importanti operazioni antimafia nella città di Bari e nella provincia grazie al lavoro incessante degli organi inquirenti e delle forze dell’ordine. Il 28 luglio scorso sono state eseguite 46 ordinanze di custodia contro esponenti del clan Strisciuglio, considerato il più pericoloso gruppo criminale del capoluogo che controlla i quartieri Libertà, Borgo Antico, Carbonara, San Girolamo, San Pio, San Paolo, Palese, Santo Spirito con propaggini fino a Bitonto e Giovinazzo e dedito al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi clandestine, da guerra e altro. Il 30 luglio l’operazione Sylos contro il clan Cipriano di Bitonto ha messo in luce un traffico di cocaina, eroina, hashish e marijuana di vaste proporzioni tali da rendere Bitonto uno dei principali centri di smistamento della droga della provincia barese. In questa estate di emergenze con i pochi sostituti a disposizione la Procura barese è costretta a fare delle scelte. Gli inquirenti non riescono a dare a scippi e furti la stessa attenzione investigativa che hanno per gli omicidi, i tentati omicidi, le sparatorie e la guerra di mafia. La maggior parte dei piccoli reati, ha spiegato alla stampa Laudati, “non avrà mai un condannato, non avrà neppure un’indagine, resterà negli archivi delle Forze dell’Ordine e della Procura più a scopi statistici che a scopi investigativi”. “Ritengo che questo non sia giusto – ha proseguito il procuratore – ma continuerà ad essere così se l’organico della Procura consentirà di fronteggiare solo le emergenze ed i gravi fatti di sangue”. Laudati ha assicurato tutto il suo impegno “per dare al Distretto di Bari un Ufficio di Procura degno del prestigio e della crescita della società” con la forte speranza di un sostegno da parte di tutte le istituzioni.
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/30379/78/
Un’estate rovente a Bari dove la Procura Distrettuale Antimafia è in piena emergenza criminalità con uomini e mezzi decisamente insufficienti. Negli ultimi tre mesi vi sono stati 9 omicidi, 6 tentati omicidi, 5 ferimenti e 2 sparatorie a Bari e Bitonto a cui va sommato un aumento di scippi, furti negli appartamenti e furti di auto.
Dal 2004 sono stati compiuti nel distretto di Bari 245 omicidi (dei quali 112 nel barese e 133 in provincia di Foggia), 916 tentativi di omicidio (792 nel barese, 124 nel foggiano). A fronte di un organico che sulla carta conta solo 28 sostituti e tre aggiunti come 30 anni fa. I magistrati della Dda barese sono la metà di quelli di Palermo, 64, e meno di un terzo di quelli di Napoli, 107. E’ in atto una “aggressione della criminalità organizzata senza precedenti” ha detto Antonio Laudati, procuratore della Repubblica del Tribunale di Bari, che da mesi ormai ha lanciato l’allarme sulla situazione critica in cui versa il suo ufficio. Gli ultimi delitti inoltre hanno fatto registrare un salto di qualità della criminalità: sono stati commessi, ha spiegato Laudati, dopo un attento studio della vittima, padronanza del territorio e modalità assai professionali dei commandi armati. Non si tratta più di semplici omicidi ma veri e propri messaggi per dire “qui comandiano noi”. Nel Gargano, in provincia di Foggia, vi è una guerra sanguinosissima che da decenni vede contrapposti i clan Libergolis e Romito: in sette anni ci sono stati 141 omicidi. “In alcune giornate agostane molte situazioni sono state egregiamente affrontate con un organico di sostituti procuratori inferiori alle dita della mano – ha detto Laudati – eppure il bollettino di guerra non è inferiore a quello di altre zone dell’Italia meridionale. Anzi dati alla mano si può tranquillamente sostenere che il nostro Distretto è tra i più a rischio a livello nazionale sia sul piano della criminalità organizzata sia sul piano dei delitti che maturano in contesti socio-familiari boder line”. Nonostante le gravi difficoltà della Procura sono state portate a termine importanti operazioni antimafia nella città di Bari e nella provincia grazie al lavoro incessante degli organi inquirenti e delle forze dell’ordine. Il 28 luglio scorso sono state eseguite 46 ordinanze di custodia contro esponenti del clan Strisciuglio, considerato il più pericoloso gruppo criminale del capoluogo che controlla i quartieri Libertà, Borgo Antico, Carbonara, San Girolamo, San Pio, San Paolo, Palese, Santo Spirito con propaggini fino a Bitonto e Giovinazzo e dedito al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi clandestine, da guerra e altro. Il 30 luglio l’operazione Sylos contro il clan Cipriano di Bitonto ha messo in luce un traffico di cocaina, eroina, hashish e marijuana di vaste proporzioni tali da rendere Bitonto uno dei principali centri di smistamento della droga della provincia barese. In questa estate di emergenze con i pochi sostituti a disposizione la Procura barese è costretta a fare delle scelte. Gli inquirenti non riescono a dare a scippi e furti la stessa attenzione investigativa che hanno per gli omicidi, i tentati omicidi, le sparatorie e la guerra di mafia. La maggior parte dei piccoli reati, ha spiegato alla stampa Laudati, “non avrà mai un condannato, non avrà neppure un’indagine, resterà negli archivi delle Forze dell’Ordine e della Procura più a scopi statistici che a scopi investigativi”. “Ritengo che questo non sia giusto – ha proseguito il procuratore – ma continuerà ad essere così se l’organico della Procura consentirà di fronteggiare solo le emergenze ed i gravi fatti di sangue”. Laudati ha assicurato tutto il suo impegno “per dare al Distretto di Bari un Ufficio di Procura degno del prestigio e della crescita della società” con la forte speranza di un sostegno da parte di tutte le istituzioni.
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/30379/78/
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