Ad applaudirlo anche Elisabetta Tulliani: “Io cacciato, sono con la polizia e gli insegnanti che protestano”. Si va avanti per tener fede agli elettori e allo spirito delle origini, annuncia il presidente della Camera. “Ma gli attacchi vengono da infami”.
Finisce con l’0vazione e l’abbraccio del popolo. Fini ha lanciato il dado. Le previsioni che lo davano in ritirata erano sbagliate. Per il governo si prepara un percorso accidentato. E Berlusconi non ne sarà contento.
19,46 - Sta per finire: è il momento del sentimentalismo. “Quando eravamo più giovani, amavamo dire che se un uomo non sa impegnarsi per le sue idee, o non valgono nulla quelle idee, o non vale nulla quell’uomo”. La citazione è da Ezra Pound. “E’ per queste idee che noi andiamo avanti!”.
19,40 – Rivuole persino il ddl anticorruzione, morto tra Palazzo Chigi e parlamento ormai secoli fa.
19,36 – E vai con il quoziente familiare e il welfare per la famiglia monoreddito.
19,34 – “Il futuro nella libertà bisogna costruire. E la prima libertà è far vedere ciò di cui sono capaci. Che fine ha fatto la rivoluzione meritocratica?”.
19,29 – E Fini se la prende anche con l’assenza del ministro dello Sviluppo economico: “Non si tratta di un ministro purchessia, non è uno strapuntino”. Rilanciare l’economia per le liberalizzazioni nei servizi pubblici, che sono essenziali, una politica che fornisca un patto generazionale.
19,25 – “E’ una proposta che so essere provocatoria, ma la sovranita’ popolare significa che le elettrici e gli elettori devono avere il diritto di scegliere i loro parlamentari. E’ semplicemente vergognoso, e faccio mea culpa, che ci sia la lista ‘prendere o lasciare’”
19,18 – “Bisogna smettere di affidare a quel simpatico dottor Stranamore di Ghedini la tutela delle funzioni del capo del governo. Sono a favore del Lodo Alfano e del legittimo impedimento. Alcune riforme sono giuste, quando si parla di giustizia”.
19,12 – Fini ricorda la scomparsa dell’abolizione delle province, la liberalizzazione delle municipalizzate e così via. E’ davvero avvelenato.
19,10 – “Al di là delle polemiche Bossi è un uomo che ha capito molto bene che quella bandiera che ha alzato per primo molti anni fa, quella del federalismo, oggi può essere davvero una bandiera che determinerebbe il compimento di una missione storica per il movimento. Quel federalismo è possibile soltanto se è nell’interesse di tutta l’Italia”.
19,07 – “Un patto di legislatura per riempire di iniziative gli anni che ci separano. Ne siamo convinti perché è avventurismo politico minacciare le elezioni per regolare dei conti interni”.
19,01 - “Se i giornali che mi hanno attaccato sono il Partito dell’Amore, pensate un po’… Di intimidazioni ne abbiamo ricevute, non ci facciamo intimidire da campagne paranoiche e patetiche, perché non si rendono conto del disprezzo che viene dalle persone perbene. Attendiamo fiduciosi e sereni che sia la magistratura a chiarire quali e quante calunnie, diffamazioni e lapidazioni ci hanno mandato. Un atteggiamento infame, perché rivolto alla mia famiglia. Ed è tipico degli infami avere atteggiamenti di questo genere.
18,59 – “Non accadrà che Futuro e Libertà rientri in ciò che non c’è più. Si va avanti con le nostre idee”, dice Fini. “Non possiamo essere trattati come clienti della Standa, che se non cambiano il supermercato saranno premiati. I parlamentari che sono qui hanno voglia di fare politica. Si va avanti con le nostre idee e con le nostre proposte. Senza farci intimidire dal metodo Boffo”.
18,57 – “Il Popolo delle Libertà non c’è più. Oggi c’è il partito del predellino, non il Popolo delle Libertà. Il PdL è Forza Italia allargata a qualche colonnello che ha soltanto cambiato generale, e magari è pronto a cambiarlo ancora”. Ovazione del pubblico!
18,52 – “Continuare con questa dialettica interna non significa certo tradire gli elettori. Ci sono tanti elettori del PdL che sono autenticamente moderati e liberali, che credono per davvero che si debba innanzitutto rispettare l’idea altrui e la ragione prima della politica sia indicare il bene comune, l’interesse della comunità, non quello di una parte. E non capiscono perché sembra quasi che il PdL lavori per alzare steccati, creare conflitti e scontri. Un PdL autenticamente nazionale”.
18,47 - “Non credo che meritasse un gesto stizzito di chi dice che Fini è incompatibile con il PdL. Berlusconi ha il difetto di non aver ben compreso che in una democrazia liberale non ci può essere l’eresia, perché non ci può essere l’ortodossia”.
18,40 – Parla dei dubbi sul federalismo fiscale. E attacca sulle quote latte, per ricordare l’ultimo favore a Bossi arrivato dalla maggioranza. E attacca anche lo spettacolo indecoroso di Gheddafi in Italia: “Conosco bene le ragioni della realpolitik. Ma tutto ciò non può portare alla genuflessione nei confronti di chi non è un maestro e nemmeno un punto di riferimento”.
18,36 – “E’ possibile avanzare delle critiche nel Partito dell’Amore? Dire, ad esempio, che a fronte di un governo che per molti aspetti ha ben operato nella crisi finanziaria, forse si potevano modulare in modo diverso gli interventi. I tagli lineari che hanno determinato due clamorose proteste: mi ha ferito quando a Venezia ho visto le forze di polizia costrette a manifestare il loro dissenso contro quei tagli lineari che li hanno messi in condizioni di non lavorare. Così come non mi è piaciuto che siano stati tagliati quei fondi alla scuola che oggi determinano le proteste di decine di migliaia di insegnanti precari”.
18,33 – Si comincia con Berlusconi. Fini elenca tutte le polemiche avute con Berlusconi nell’ultimo periodo, nega la fuoriuscita o la scissione, e ricorda che c’è stata di fatto “la mia estromissione dal partito che avevo contribuito a fondare, un atto che non ha nulla a che spartire con il pluralismo che deve avere un partito liberale di massa. Un atto che forse è stato ispirato da quel libro nero del Comunismo che ci fu consegnato quando demmo vita ad Alleanza Nazionale. Solo nel peggior comunismo si può buttare fuori dalla porta senza dare la possibilità di replicare”.
18,30 – “Mirabello è la capitale della politica italiana”, e ringrazia Vittorio Lodi, l’organizzazione. “Siamo un popolo che non è qui perché precettato, ma perchè vuole ritrovare un impegno politico all’insegna di valori”.
18,27 - Si comincia. “Grazie. Care amiche e cari amici di Mirabello, ogni qual volta in questi tanti anni ho avuto modo di rivolgermi al popolo prima della destra, poi del centrodestra, ho sempre provato una certa emozione. Perché qui c’è la mia famiglia. E perché qui un uomo indicò al suo popolo la necessità di un salto di generazione”. L’uomo è Almirante. “E la presenza di Mirko Tremaglia rappresenta la continuità con quella tradizione”. Fini ricorda le svolte del popolo della destra, da Alleanza nazionale al Popolo delle Libertà. “L’emozione di ieri è però nulla a confronto con quella di oggi”.
18,22 - Mentre parla Chiara Moroni qualcuno si agita, ma è soltanto per la ressa di telecamere che si è formata attorno al palco.
18,13 - Suonano l’inno d’Italia. Fini canta e sorride. La canzone ufficiale del raduno è Uno in più di Lucio Battisti.
18,03 – Su La7 Vittorio Feltri in collegamento dice che crede che Fini “deciderà di non decidere”. Intanto secondo RaiNews24 il discorso pare spostato alle 18,30.
17,57 - Il popolo urla “Italo, Italo”, mentre lo striscione “All’eroe Mangano preferisco Saviano” fa bella mostra di sé, e un aereo passa con la scritta “Il Sud è con Fini”. Tante bandiere di Alleanza Nazionale.
17, 55 - Si scalda la piazza del popolo di Mirabello riunito in attesa dell’arrivo di Gianfranco Fini alla prima festa Tricolore di Futuro e Liberta’. Tutto lo stato maggiore e i parlamentari del movimento hanno preso posto nelle prime file, dove siede anche la compagna del presidente della Camera Gianfranco Fini Elisabetta Tulliani.
17,44 - Prova microfono da parte dell’organizzatore della festa Luca Bellotti che chiama per nome i deputati e senatori di Futuro e Liberta’, e i loro nomi vengono accompagnati da lunghi applausi, in un tributo di bandiere di Generazione Italia e al suono delle vuvuzuelas. Dal palco risuonano le note della canzone ‘Another brick in the wall’ dei Pink Floyd, dopo la battistiana ‘Uno in piu’.
17,30 - Molti giovani ma anche 30-40enni sono assiepati lungo le transenne della cittadella che ospita la festa Tricolore mentre in cielo un aereo traina un lungo striscione con la scritta ‘Con Fini Futuro e Liberta’. Il presidente della Camera e’ atteso sul palco per le 18-18.30 in quello che molti qui considerano un discorso di svolta per il futuro non solo della legislatura ma della politica italiana.
http://www.giornalettismo.com/archives/79728/mirabello-fini-annuncia-tregua/2/
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