Clandestini e spacciatori vivono in due vagoni. I residenti: è una discarica, stanchi di vivere così
di Andrea Galli
MILANO - Il treno notte, si legge sulle scritte sul muso, è il numero 65103. L'hanno abbandonato al binario 24 della Centrale. Per salirci, come ogni notte fanno i fedeli e abbonati passeggeri - povera gente, tossici, forse qualche clandestino, molti senzatetto - bisogna percorrere quattrocento metri partendo dalla banchina della stazione. Per vedere il treno basta poco, basta mettersi in strada. E non in un angolo nascosto, imboscato, di periferia. Il numero 65103 sta lì, sul ponte di viale Brianza all'angolo con Ferrante Aporti. Visibile, a fuoco, a portata. I residenti ci si affacciano ogni mattina e chi si ferma al semaforo se lo trova davanti in attesa del verde. Ai finestrini del treno ci sono la biancheria, i vestiti, gli asciugamani stesi ad asciugare. Il treno è formato da una sola carrozza, dietro la quale c'è un altro vagone fermo e ugualmente abbandonato (e abitato). Il vagone è composto dai classici scompartimenti, la carrozza ha le cuccette con i letti.
Da fuori, nelle cuccette, si notano indizi di vita: cibo, bottiglie, coperte. Le porte delle cuccette sono in gran parte chiuse: chi le abita, dunque, ha le chiavi, che poi, spiegano i ferrovieri, sono semplici chiavette facilmente riproducibili. Non è insomma un'impresa infilarsi a bordo. Anche perché il portellone d'accesso è bello spalancato. Il puzzo è tremendo, fuoriesce da cuccette e scompartimenti, dove volano stormi di moscerini giganti. Il corridoio però è pulito e c'è una sorta di ordine, nel senso che la cuccetta con i posti 51, 52, 55 e 56 è stata adibita a bagno e quella con i posti 41, 42, 45 e 46 a luogo per i rifiuti. Chiaro, non tutti rispettano quest'ordine: il binario è diventato una distesa di vestiti, scarpe, valigie rotte, escrementi, fornellini, siringhe, medicinali, giornali, fazzoletti, e un paio di ballerine rosse allineate, sembra quasi che qualcuno le abbia appoggiate anziché buttate.
In stazione, sul percorso dalla banchina al treno, c'è un cartello di Trenitalia: «Tutti i veicoli in sosta verranno rimossi in quanto costituiscono ostacolo alle vie di esodo della Stazione». Il cartello forse è stato messo contro chi parcheggia le biciclette. Adesso ce ne sono tre, tutte ancorate a un palo con i lucchetti. Le bici servono, spiegano in Centrale, agli operai che fanno avanti e indietro in direzione dei treni sotto manutenzione fermi a parecchie centinaia di metri di distanza. Gli operai passano accanto ai due vagoni e non se ne curano.
Capita lo stesso ad alcuni residenti di via Ferranti Aporti. Vedono, osservano, e amen. Dei filippini spiegano che questo treno dormitorio di fatto è aperto «da parecchio tempo», che c'è sì movimento di notte «ma anche la mattina presto», e però che in fondo gli ospiti non danno troppo fastidio. Altri cittadini spiegano che i problemi sono più in basso. Arrivando da viale Brianza e prendendo a sinistra via Ferrante Aporti c'è un lungo tratto di strada con all'angolo casette di cartone di clochard e automobili con targhe bulgare dove ci dormono sopra. Altri cittadini mostrano gli accumuli di rifiuti, l'immondizia ovunque, ripetono che aumentano «il degrado e lo schifo», dicono basta, «siamo stanchi». Più su rispetto al livello stradale, sul muro, c'è una targa che ricorda i caduti «volontari della libertà» del '44 Giovanni Pasero e Mario Miraglia, e più su ancora, sopra la targa, ci sono il ponte, il binario 24 e un nuovo asciugamano appeso al finestrino del treno 65103. Qualcheduno sarà tornato a casa.
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_settembre_6/viale-brianza-treno-dormitorio-1703704783194.shtml
di Andrea Galli
MILANO - Il treno notte, si legge sulle scritte sul muso, è il numero 65103. L'hanno abbandonato al binario 24 della Centrale. Per salirci, come ogni notte fanno i fedeli e abbonati passeggeri - povera gente, tossici, forse qualche clandestino, molti senzatetto - bisogna percorrere quattrocento metri partendo dalla banchina della stazione. Per vedere il treno basta poco, basta mettersi in strada. E non in un angolo nascosto, imboscato, di periferia. Il numero 65103 sta lì, sul ponte di viale Brianza all'angolo con Ferrante Aporti. Visibile, a fuoco, a portata. I residenti ci si affacciano ogni mattina e chi si ferma al semaforo se lo trova davanti in attesa del verde. Ai finestrini del treno ci sono la biancheria, i vestiti, gli asciugamani stesi ad asciugare. Il treno è formato da una sola carrozza, dietro la quale c'è un altro vagone fermo e ugualmente abbandonato (e abitato). Il vagone è composto dai classici scompartimenti, la carrozza ha le cuccette con i letti.
Da fuori, nelle cuccette, si notano indizi di vita: cibo, bottiglie, coperte. Le porte delle cuccette sono in gran parte chiuse: chi le abita, dunque, ha le chiavi, che poi, spiegano i ferrovieri, sono semplici chiavette facilmente riproducibili. Non è insomma un'impresa infilarsi a bordo. Anche perché il portellone d'accesso è bello spalancato. Il puzzo è tremendo, fuoriesce da cuccette e scompartimenti, dove volano stormi di moscerini giganti. Il corridoio però è pulito e c'è una sorta di ordine, nel senso che la cuccetta con i posti 51, 52, 55 e 56 è stata adibita a bagno e quella con i posti 41, 42, 45 e 46 a luogo per i rifiuti. Chiaro, non tutti rispettano quest'ordine: il binario è diventato una distesa di vestiti, scarpe, valigie rotte, escrementi, fornellini, siringhe, medicinali, giornali, fazzoletti, e un paio di ballerine rosse allineate, sembra quasi che qualcuno le abbia appoggiate anziché buttate.
In stazione, sul percorso dalla banchina al treno, c'è un cartello di Trenitalia: «Tutti i veicoli in sosta verranno rimossi in quanto costituiscono ostacolo alle vie di esodo della Stazione». Il cartello forse è stato messo contro chi parcheggia le biciclette. Adesso ce ne sono tre, tutte ancorate a un palo con i lucchetti. Le bici servono, spiegano in Centrale, agli operai che fanno avanti e indietro in direzione dei treni sotto manutenzione fermi a parecchie centinaia di metri di distanza. Gli operai passano accanto ai due vagoni e non se ne curano.
Capita lo stesso ad alcuni residenti di via Ferranti Aporti. Vedono, osservano, e amen. Dei filippini spiegano che questo treno dormitorio di fatto è aperto «da parecchio tempo», che c'è sì movimento di notte «ma anche la mattina presto», e però che in fondo gli ospiti non danno troppo fastidio. Altri cittadini spiegano che i problemi sono più in basso. Arrivando da viale Brianza e prendendo a sinistra via Ferrante Aporti c'è un lungo tratto di strada con all'angolo casette di cartone di clochard e automobili con targhe bulgare dove ci dormono sopra. Altri cittadini mostrano gli accumuli di rifiuti, l'immondizia ovunque, ripetono che aumentano «il degrado e lo schifo», dicono basta, «siamo stanchi». Più su rispetto al livello stradale, sul muro, c'è una targa che ricorda i caduti «volontari della libertà» del '44 Giovanni Pasero e Mario Miraglia, e più su ancora, sopra la targa, ci sono il ponte, il binario 24 e un nuovo asciugamano appeso al finestrino del treno 65103. Qualcheduno sarà tornato a casa.
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_settembre_6/viale-brianza-treno-dormitorio-1703704783194.shtml
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