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lunedì 6 settembre 2010

Maroni: "Faccio il ministro non il costruttore di moschee"


Il responsabile degli Interni replica da Cernobbio alla richiesta dell'arcivescovo di Milano


"Sono il ministro dell'Interno, non un costruttore di moschee". Così Roberto Maroni ha replicato a una domanda sulla richiesta dell'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, perchè si costruisca subito una moschea nel capoluogo lombardo. "Siamo intervenuti sulla cosiddetta moschea di viale Jenner solo perchè c'era un problema di ordine pubblico", ha ricordato il Ministro limitandosi a "prendere atto" delle dichiarazioni del porporato a più riprese finito nel mirino della Lega che era giunto a definirlo Iman di Milano.

Ma Maroni non rinuncia alla linea dura nei confronti degli immigrati e infatti ai cronisti anticipa che chiederà "alla Commissione europea di avere la possibilita' di espellere i cittadini comunitari che non possono stare in base alla direttiva comunitaria''.

Se il ministro leghista cerca di non esporsi direttamente, non altrettanta cautela dimostrano i suoi compagni di partito e Davide Boni presidente del Consiglio regionale lombardo premettendo di rispettare le dichiarazioni del Cardinale conferma di credere "che i milanesi che quotidianamente vivono a contatto con la comunità musulmana la pensino in maniera diversa: prima di parlare di nuovi luoghi di culto ci deve essere la certezza che i musulmani vogliano davvero integrarsi, rispettando il nostro Paese".

Ricara la dose il parlamentare europeo e consigliere comunale Matteo Salvini: "Se il Cardinale ha fretta e ha già dimenticato l'occupazione del sagrato del Duomo ospiti gli islamici nei suoi immensi palazzi". Per poi aggiungere: "'La moschea non e' una priorità per Milano nè possiamo cedere spazi a chi usa la religione per imporre un modo di vivere arretrato di secoli".

Dal fronte dell'opposizione, il vicepresidente del Consiglio provinciale Filippo Penati nota che "il sindaco Moratti, che ha mostrato tanta accondiscendenza verso i deliri di onnipotenza di Gheddafi in visita in Italia, che non si è scandalizzata neppure di fronte ai suoi richiami alla conversione all'islam, tutto questo sull'altare del business di pochi, continua a ignorare un diritto inalienabile di chi vive e lavora a Milano e professa fede musulmana, il diritto alla preghiera. E questo non è accettabile".

E il candidato dell'opposizione a Palazzo Marino, Stefano Boeri insiste: "Mi riconosco pienamente nelle parole del cardinale Tettamanzi sulla necessità di dare dignità e visibilità al mondo islamico milanese. Non dobbiamo aver paura della dimensione del Sacro, che è una risorsa fondamentale della vita di una grande città; una risorsa preziosa che tocca la sensiblita di migliaia di cittadini e che deve potersi esprimere in spazi adeguati e visibili a tutti. Credo che a Milano debba nascere un grande centro della cultura islamica, una realtà che comprenda, oltre alla moschea, spazi di incontro e aggregazione".

Giuliano Pisapia, che pure si prepara alla sfida con Letizia Moratti, giudica "importantissime le parole del cardinale Tettamanzi sulla necessità di costruire una moschea a Milano e sul dovere di garantire la libertà di culto alle migliaia di cittadini che vivono e lavorano nella nostra città. È triste e deprimente la reazione del ministro Maroni, che dimostra ancora una volta la grave incapacità di affrontare una questione che riguarda la crescita culturale e civile di Milano e dell'intero Paese. La libertà di religione e di pensiero è garantita dalla Costituzione ed è uno dei fondamenti della convivenza civile. Che un ministro della Repubblica vada contro questi principi è intollerabile".

La comunità islamica milanese, per bocca di Abdel Hamid Shaari, presidente del contestato istituto di viale Jenner sottolinea che "il Cardinale Dionigi Tettamanzi è l'unica coscienza morale ed etica rimasta a Milano. Non a caso riusciamo ad avere un dialogo con lui, attraverso i giornali o cordiali scambi di lettere. L'unico ad avere una dialettica normale fatta di tolleranza verso chi la pensa diversamente. Non è così per la politica di questo paese, che non è affatto normale, non dialoga, è di parte, non rispetta la Costituzione e la Carta dei diritti umani, in un clima di intolleranza condita da razzismo e xenofobia, fomentando la paura verso chiunque è 'diverso'".

Glissa sull'argomento il sindaco Letizia Moratti ospite della giornata della cultura ebraica notando che "quest'anno è dedicato alla cultura islamica a Milano. Ci sono tante iniziative finalizzate proprio a far conoscere e a far capire quali sono i valori della cultura islamica. Quindi lavoriamo su questo tema".
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/05/news/maroni_faccio_il_ministro_non_il_costruttore_di_moschee-6777712/

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