I vicini di casa della "moschea" nel mirino della Lega «Fanno rumore. E poi hanno più diritti degli italiani»
Ma insomma, che cosa fanno che non va? «Pregano ad alta voce. Alle quattro del mattino li senti che attaccano con le loro preghiere. Non si capisce niente». E poi? «Alla sera, quando hanno finito, restano in strada a parlare ad alta voce. Ogni volta sono facce nuove». Insomma la signora Rosa, che fino pochi istanti prima aveva raccontato che «gli islamici a me non hanno fatto niente», ci ripensa: «Un po' di paura c'è. Sarebbe meglio se qui non ci fossero». E il copione si ripete di citofono in citofono. «Non mi hanno mai dato fastidio - dice una signora, mentre indica dal balcone il punto in cui ogni sera osserva il capannello di islamici - però, insomma...». Però che? «Quindici giorni fa è arrivata la polizia per un controllo dei documenti. C'era un marocchino che si è arrabbiato. Era ubriaco. Il poliziotto è stato bravo a difendersi dagli insulti». Ma si tratta della stessa gente che frequenta la "moschea"? «Questo non lo so. Ma come dire...Abbiamo pure nipotini. E questi stanno qui fuori al mattino presto e alla sera». Se il referendum chiesto dal leghista Luca De Marchi avvenisse davvero a Lunetta, insomma, i no alla moschea non mancherebbero. Nessuno nega la libertà degli islamici di pregare. In fondo, di religioni diverse a Lunetta ce n'è un'infinità. Al sabato e alla domenica è tutto un vociare di salmi, un intonare canti che sanno di Africa e di America. Proprio attaccata alla "moschea clandestina", diventata da qualche giorno uno dei cavalli di battaglia della Lega, c'è la chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni (i mormoni), e subito dopo la chiesa cristiana evangelica pentecostale. La zona del palazzetto dello sport al mattino si riempie di gente dell'Africa. «Se vengono qui per pregare a me non danno fastidio» dice un 49enne che non vuole dire il nome. Però passa qualche secondo e aggiunge: «Ora che ci penso noi cristiani non andiamo certo nel loro paese a fare le chiese». C'è chi dice che gli islamici non li vuole perché spacciano droga, mentre una donna grida con tutta la sua rabbia che «ormai si sente discriminata come italiana. Mi sento una mantovana non di serie B, ma C o D». «Sono trent'anni che abitiamo a Lunetta - dicono marito e moglie- e vuole sapere una cosa? Ormai non mi sembra più di vivere in Italia. Abbiamo speso una vita per pagare questa casa e adesso non ha più valore. Se la volessimo vendere, per comprare qualcosa di più adatto a due anziani, non possiamo farlo. Al massimo la possiamo svendere, ce la pagano 80mila euro. E a chi la puoi rivendere, se non a un marocchino?». Fino a dieci anni lui e lei votavano a sinistra. Ora, raccontano, sono entrambi approdati alla Lega (lei è passata attraverso qualche anno di astensionismo). «Non mi piacciono le sparate di Bossi, né di Calderoli, certo. Però conosco bene i marocchini perché lavoravo in una ditta di pulizie e ormai ci sono soltanto loro. Questi stranieri vogliono solo i diritti, quei diritti che a noi non hanno mai dato. Vogliono la sanità gratis, tutto gratis... E che cosa fa la sinistra? Appoggia questa situazione. Quando hanno costruito il centro islamico qui sotto hanno bucato pareti, fatto lavori in muratura. Ma avevano l'autorizzazione per farlo?» Sotto i portici c'è la sede del Pd in stato di abbandono. L'aria è piena di polvere: dall'altro lato della strada le ruspe stanno procedendo alla demolizione della vecchia Lunetta. L'ex progetto architettonico improntato alla convivenza. «Sa perché abbiamo paura?- confessa una donna- perché un po' alla volta stanno cambiando il nostro modo di vivere, mentre loro resteranno come sono». MUSULMANI A MANTOVA Preghiere in condominio L'allarme lo ha lanciato la Lega Nord dalla festa di partito a Goito. Al dibattito Moschea sì, moschea no, nel quale il sindaco Sodano ha detto che a Mantova non ci saranno mai moschee (distinguendo, però, dai semplici luoghi di culto), il leghista Luca De Marchi ha annunciato un presidio l'11 settembre a Lunetta perché lì è stato individuato un luogo di culto islamico non autorizzato. Il giorno dopo ha precisato: la moschea abusiva sta in un ex appartamento, trasformato forse in una scuola coranica. Il leghista non ha svelato dove. Ma la Gazzetta riesce comunque a individuare la "moschea" e a entrarci: è vicino a via Canneti, è la sede dell'associazione Nuova generazione. Ospita anche alcuni momenti di preghiera. Proprio lì giovedì la Gazzetta ha fatto incontrare De Marchi con alcuni musulmani. Il leghista ha chiesto un referendum sulla "moschea
http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2010/09/04/news/qui-non-e-piu-italia-ecco-la-lunetta-che-ha-paura-dell-islam-2324957
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