Barra video

Loading...

martedì 21 settembre 2010

Lotta alla povertà, Berlusconi diserta summit Onu

Lotta alla povertà, Berlusconi diserta summit Onu

di Umberto De Giovannangeli

Il Cavaliere-Pinocchio diserta il Palazzo di Vetro. Ha parlato il Capo di Stato francese. Domani prenderà la parola il presidente degli Usa. Alla tribuna dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite saliranno decine di Capi di Stato e di Governo. Tra questi non ci sarà il presidente del Consiglio italiano. Un’assenza imbarazzante. Perché a New York, di fronte a una platea mondiale, Silvio Berlusconi avrebbe dovuto dar conto dei tanti impegni proclamati e mai attuati. Avrebbe dovuto spiegare le tante maglie «nere» accumulate dall’Italia quanto a inadempienze internazionali.
Il cavaliere diserta «Come accaduto in altre importanti occasioni, l’assenza del Capo del Governo dimostra che il disinvestimento economico e la continua inadempienza italiana sono sintomo anche di un disinvestimento politico», rileva Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid, presente a New York per seguire il Summit Onu. «Se l’Italia vuole mantenere un ruolo nella nuova geopolitica globale e contribuire equamente alla difficile situazione internazionale - aggiunge De Fraia - dovrà impegnarsi in questi cinque anni a ristabilire la sua credibilità come partner affidabile impegnando in prima persona le più alte cariche dello Stato». L'Italia si presenta al vertice Onu sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio con una «gravissima responsabilità: quasi metà degli aiuti promessi dall'Unione europea ai Paesi più poveri manca all'appello per colpa del nostro governo», ricorda Oxfam Italia nella giornata di apertura del vertice destinato a fare un bilancio dei progressi realizzati finora a livello mondiale.
L’italia infatti, è responsabile di un ammanco del 40% rispetto agli aiuti promessi dall'Unione europea per raggiungere gli otto obiettivi sottoscritti nel 2000, riferisce Oxfam in una nota. «A un appuntamento cruciale come il vertice Onu di New York,l'Italia rischia quindi di perdere la sua residua credibilità davanti al mondo intero», si legge. Dopo il taglio del 31% dei fondi destinati alla cooperazione italiana nel 2009, l'Italia sta riducendo ulteriormente gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo, anche per effetto della manovra finanziaria straordinaria approvata la scorsa estate.
Il crollo degli aiuti ha un impatto devastante su obiettivi essenziali tra quelli concordati in sede Onu, come dimezzare il numero degli affamati o ridurre di due terzi la mortalità infantile nel mondo entro il 2015. Quest'anno, inoltre, l'Italia ha versato solo un quarto degli aiuti stanziati dalla Francia per la lotta contro la fame, mentre ha diminuito del 70% gli aiuti all'istruzione globale e di ben l'80% i fondi per assicurare la parità di genere. Fino al 2007, il ministero degli Esteri spendeva solo l'1% del suo bilancio per migliorare la salute materna e ancora non si sa se e quanto l'Italia ha contribuito all'iniziativa del G8 a favore della salute materno-infantile annunciata a Toronto qualche mese fa. Per non parlare dei due anni di arretrati che il nostro Paese deve ancora versare al Fondo Globale contro le pandemie, continua la Ong, nonostante le promesse solenni di rimediare già entro il 2009. «È ora che l'Italia riconosca che sta mettendo a rischio milioni di vite con il suo comportamento irresponsabile», ammonisce Farida Bena, portavoce di Oxfam Italia. Il Cavaliere lo sa bene. Per questo ha disertato il Summit.

21 settembre 2010

http://www.unita.it/news/sociale/103718/lotta_alla_povert_berlusconi_diserta_summit_onu

0 commenti:

Posta un commento