di Alessio Nannini
ARTICO Nel nord ovest dell’Alaska decine di migliaia di mammiferi, in prevalenza femmine con i cuccioli, sono migrati lungo la terraferma per trovare riposo. Nel mare le banchine iniziano a scarseggiare per il riscaldamento delle acque
L'Alaska, penisola nordamericana resa leggendaria dalla corsa all’oro nel vicino Klondike e dai racconti di chi in essa cercava una risposta che il modernismo gli negava, è oggi teatro di un consumando dramma: quello dei trichechi. Gli scienziati dell’istituto Us geological survey (Usgs), in uno studio pubblicato sulle pagine del Guardian, hanno registrato una correlazione fra il ritiro dei ghiacci artici e una migrazione senza precedenti dei mammiferi sulla terra ferma. I trichechi vivono in territori ai limiti dei ghiacci artici di Siberia, Canada, Lapponia, Kamchatka, Groenlandia e Alaska. E proprio in seguito a un monitoraggio lungo le coste della penisola americana, realizzato attraverso un sistema di riconoscimento elettronico via satellite, i biologi hanno rilevato che fra i diecimila e i ventimila esemplari, per la maggior parte cuccioli e madri, si è spostata del mare di Chukchi, alle coste occidentalie dell’Alaska. E a Point Lay, il centro abitato più grande della zona, così tanti trichechi non si erano mai visti. I precedenti avvistamenti (nel 2007 e nel 2009, anni in cui le temperature del mare erano state particolarmente elevate) erano tali nel numero da non poter parlare di migrazione. Il fenomeno è così spiegato: durante l’estate le femmine si prendevano cura dei cuccioli, usando i blocchi di ghiaccio come luoghi per la sosta dopo la caccia. Ma con lo scongelamento delle banchine, i trichechi sono stati costretti a cercare altri punti per il riposo. Ovvero le coste intorno a Point Lay, dove le autorità locali hanno addirittura sospeso i voli aerei per evitare che il rumore possa impaurire i trichechi (era successo lo scorso anno che un centinaio di esemplari morisse schiacciato nel corso di una frenetica fuga in mare dopo lo spavento per alcuni rumori nelle vicinanze). Tanta premura potrebbe però essere inutile. Lo studio dello Usgs ha evidenziato come i ghiacci artici siano scesi nel mese di agosto al punto da segnare il terzo livello più basso nella storia, indicato come l’intera calotta nel mare di Chukchi potrebbe trovarsi in estate priva di ghiacci entro la fine di questo secolo. Le probabilità di estinzione o grave declino demografico del tricheco entro questa data sono stimate intorno al quaranta per cento, perché la resistenza di un esemplare femmina che non ha possibilità di fermarsi può limitarsi a un massimo di dieci giorni. Per i maschi il periodo è più lungo, in quanto dotati di alcune particolari tasche in corrispondenza di entrambe le aperture dell’esofago, che riempiendosi d’aria li aiutano a restare a galla nonostante la grande mole, che in alcuni casi può raggiungere le tre tonnellate. Proprio la sua imponenza ha permesso al tricheco di respingere due dei suoi tre nemici: l’orso polare, dal quale si difende utilizzando le zanne o cercando di buttarsi in acqua, e l’orca, alla quale sfugge andando verso la terraferma. Il terzo è l’uomo, contro cui nulla può.

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