La dieta delle mucche per ridurre l'effetto serra
di Alessio Nannini
AMBIENTE. I bovini, con pecore e capre, sono responsabili del 37 per cento di tutte le emissioni di metano nel mondo. Ora uno studioso americano ha dimostrato come con l’origano si riesca a diminuire il gas e aumentare la produzione di latte.
Si è sempre fatta molta ironia sulle flatulenze emesse dai bovini o dai grandi animali e il conseguente impatto sull’ambiente, e una parte della stampa pubblicò anni fa e con un certo sarcasmo l’ipotesi di alcuni scienziati cinesi secondo cui l’estinzione dei dinosauri potesse essere stata causata dal metano immesso da loro stessi nell’atmosfera (gli studiosi avevano considerato, a ragione, che una quantità media di cibo compresa tra i 130 e i 260 chilogrammi al giorno potesse generare un considerevole meteorismo atto a cambiare le condizioni climatiche). La scienza effettivamente non ha mai sottovaluto il fenomeno, né in passato né al presente, e anzi sottolinea come i bovini, insieme a capre e pecore, siano responsabili del 37 per cento di tutte le emissioni di metano del pianeta. E questo gas è uno fra i principali responsabili dell’effetto serra, potente ventitré volte l’anidride carbonica sulla capacità di provocare il riscaldamento globale. A conti fatti, un problema per niente risibile, tanto più che nel mondo gli allevamenti sono in forte crescita. Lo studioso Alexander Hristov, professore di nutrizione e prodotti caseari dell’università americana di Penn State, ha forse escogitato una soluzione per ridurre il gravoso impatto da flatulenza. O sarebbe meglio dire che ha la ricetta giusta, perché secondo la sua ricerca durata ben sei anni, basterebbe aggiungere un tocco di origano alla dieta delle mucche. Le emissioni così risulterebbero ridotte di un buon 40 per cento, con conseguente aumento nella produzione di latte nell’ordine di un litro al giorno. Un effetto collaterale che spiega lo stesso Hristov: «La produzione di metano consuma energia. Se il gas viene ridotto, l’energia viene utilizzata per altre cose, come per esempio per fare il latte». L’origano inoltre permette che il metano venga utilizzato come nutriente dalla mucca, con effetti molto positivi sulla produzione del latte. «I peti delle mucche contengono poco metano - argomenta il professore - mentre la gran parte del gas viene prodotta nel bolo e poi emessa attraverso la bocca». La finalità della ricerca era dunque fare in modo che i batteri degli stomaci per i quali passa l’erba ruminata dalle mucche, nell’interagire col cibo, non producessero troppo metano e diossido di carbonio. La migliore risposta fra quelle sperimentate è stata data dall’origano, che peraltro è un elemento assolutamente naturale. I riduttori del metano sono olii essenziali contenuti nella pianta: il geraniolo, il timolo, e il carvacrolo, sostanza questa che dà alla pianta il suo tipico aroma. Attualmente il sistema adottato per ridurre le emissioni di metano dai bovini e dagli altri animali da pascolo, era limitato alla somministrazione di antibiotici, che hanno però la caratteristica di rimanere presenti sia nelle carni che nel latte, e finendo dunque nel corpo di chi consuma questi prodotti. La soluzione naturale del professor Hristov ovvierebbe anche a questo problema.
di Alessio Nannini
AMBIENTE. I bovini, con pecore e capre, sono responsabili del 37 per cento di tutte le emissioni di metano nel mondo. Ora uno studioso americano ha dimostrato come con l’origano si riesca a diminuire il gas e aumentare la produzione di latte.
Si è sempre fatta molta ironia sulle flatulenze emesse dai bovini o dai grandi animali e il conseguente impatto sull’ambiente, e una parte della stampa pubblicò anni fa e con un certo sarcasmo l’ipotesi di alcuni scienziati cinesi secondo cui l’estinzione dei dinosauri potesse essere stata causata dal metano immesso da loro stessi nell’atmosfera (gli studiosi avevano considerato, a ragione, che una quantità media di cibo compresa tra i 130 e i 260 chilogrammi al giorno potesse generare un considerevole meteorismo atto a cambiare le condizioni climatiche). La scienza effettivamente non ha mai sottovaluto il fenomeno, né in passato né al presente, e anzi sottolinea come i bovini, insieme a capre e pecore, siano responsabili del 37 per cento di tutte le emissioni di metano del pianeta. E questo gas è uno fra i principali responsabili dell’effetto serra, potente ventitré volte l’anidride carbonica sulla capacità di provocare il riscaldamento globale. A conti fatti, un problema per niente risibile, tanto più che nel mondo gli allevamenti sono in forte crescita. Lo studioso Alexander Hristov, professore di nutrizione e prodotti caseari dell’università americana di Penn State, ha forse escogitato una soluzione per ridurre il gravoso impatto da flatulenza. O sarebbe meglio dire che ha la ricetta giusta, perché secondo la sua ricerca durata ben sei anni, basterebbe aggiungere un tocco di origano alla dieta delle mucche. Le emissioni così risulterebbero ridotte di un buon 40 per cento, con conseguente aumento nella produzione di latte nell’ordine di un litro al giorno. Un effetto collaterale che spiega lo stesso Hristov: «La produzione di metano consuma energia. Se il gas viene ridotto, l’energia viene utilizzata per altre cose, come per esempio per fare il latte». L’origano inoltre permette che il metano venga utilizzato come nutriente dalla mucca, con effetti molto positivi sulla produzione del latte. «I peti delle mucche contengono poco metano - argomenta il professore - mentre la gran parte del gas viene prodotta nel bolo e poi emessa attraverso la bocca». La finalità della ricerca era dunque fare in modo che i batteri degli stomaci per i quali passa l’erba ruminata dalle mucche, nell’interagire col cibo, non producessero troppo metano e diossido di carbonio. La migliore risposta fra quelle sperimentate è stata data dall’origano, che peraltro è un elemento assolutamente naturale. I riduttori del metano sono olii essenziali contenuti nella pianta: il geraniolo, il timolo, e il carvacrolo, sostanza questa che dà alla pianta il suo tipico aroma. Attualmente il sistema adottato per ridurre le emissioni di metano dai bovini e dagli altri animali da pascolo, era limitato alla somministrazione di antibiotici, che hanno però la caratteristica di rimanere presenti sia nelle carni che nel latte, e finendo dunque nel corpo di chi consuma questi prodotti. La soluzione naturale del professor Hristov ovvierebbe anche a questo problema.
0 commenti:
Posta un commento