Accompagna il figlio all'asilo in burqa. Bimbi spaventati dalla "maestra nera"
La denuncia delle altre mamme di Sonnino, in provincia di Latina, che stanno organizzando una raccolta di firme per trovare una soluzione "rispettosa di tutti".
di ALESSIA RIPANI
Una mamma in burqa diventa la "maestra nera" che terrorizza i bambini dell'asilo. E a Sonnino, in provincia di Latina, scoppia il caso. Una donna di nazionalità marocchina con indosso l'abito tradizionale da pochi giorni accompagna il proprio figlio alla scuola materna, dove il bambino è iscritto al primo anno. Ma gli altri piccoli, di fronte al velo integrale si spaventano. Questo stando alla denuncia di un gruppo di altre mamme: raccontano le paure dei figli, dicono che sono intimoriti dalla "maestra nera" e non vogliono più andare all'asilo. "Niente contro di lei - spiegano le donne preoccupate - fuori dalla scuola è liberissima di indossare ciò che vuole, ma chiediamo che all'interno dell'istituto si faccia riconoscere".
L'abito indossato dalla mamma marocchina, spesso di colore scuro, è la versione più ortodossa del burqa, il modello che lascia passare la luce solo dalla retina sugli occhi, già al centro di un dibattito internazionale e ora vietato dal governo francese nei luoghi pubblici. La donna vive da circa un anno e mezzo nel centro storico di Sonnino. Le mamme che hanno sollevato la questione sono intenzionate a promuovere una raccolta firme per trovare una soluzione condivisa, naturalmente rispettosa di tutti, per tutelare la serenità dei propri figli.
Da stamattina il caso-burqa anima la cittadina di 7mila abitanti ("aperta e accogliente", giura chi frequenta Sonnino e ci tiene a descriverne l'indole), dove in realtà la signora è molto conosciuta. Da quando è arrivata infatti gira per le strade con il suo abito, e mai prima d'ora aveva destato stupore o allarmato qualcuno. Sorpresa, lei più degli altri, la preside. "Ho saputo della questione solo stamattina - dice - non sapevo di questi turbamenti. Ho accolto io il figlio della donna durante i primi giorni di inserimento, lui piangeva ma lei mi ha rassicurato: i capricci non sarebbero duranti a lungo".
Dietro ai timori delle mamme ci sarebbe solo una questione di sicurezza. Sotto il velo si potrebbe nascondere chiunque, anche dei malintenzionati che coperti dal vestito riuscerebbero a entrare a scuola. Nessuna forzatura nei confronti della religione e delle tradizioni. Anzi, dicono che "ci farebbe piacere poter scambiare qualche parola con lei all’ingresso e all’uscita dei bimbi, anche per entrare in contatto con una realtà diversa dalla nostra. L’unica cosa che chiediamo - dichiarano ai giornalisti delle testate locali che per primi si sono occupati della faccenda - è che dentro l’atrio della scuola scopra almeno gli occhi e la bocca. Con un semplice gesto rassicurerebbe noi mamme sulla sua identità e i nostri figli capirebbero che sotto il vestito scuro non c’è nessuna ‘maestra nera’ ma solo una signora, qui per portare il suo bel bambino all’asilo". Una mamma in burqa diventa la "maestra nera" che terrorizza i bambini dell'asilo. E a Sonnino, in provincia di Latina, scoppia il caso. Una donna di nazionalità marocchina con indosso l'abito tradizionale da pochi giorni accompagna il proprio figlio alla scuola materna, dove il bambino è iscritto al primo anno. Ma gli altri piccoli, di fronte al velo integrale si spaventano. Questo stando alla denuncia di un gruppo di altre mamme: raccontano le paure dei figli, dicono che sono intimoriti dalla "maestra nera" e non vogliono più andare all'asilo. "Niente contro di lei - spiegano le donne preoccupate - fuori dalla scuola è liberissima di indossare ciò che vuole, ma chiediamo che all'interno dell'istituto si faccia riconoscere".L'abito indossato dalla mamma marocchina, spesso di colore scuro, è la versione più ortodossa del burqa, il modello che lascia passare la luce solo dalla retina sugli occhi, già al centro di un dibattito internazionale e ora vietato dal governo francese nei luoghi pubblici. La donna vive da circa un anno e mezzo nel centro storico di Sonnino. Le mamme che hanno sollevato la questione sono intenzionate a promuovere una raccolta firme per trovare una soluzione condivisa, naturalmente rispettosa di tutti, per tutelare la serenità dei propri figli.Da stamattina il caso-burqa anima la cittadina di 7mila abitanti ("aperta e accogliente", giura chi frequenta Sonnino e ci tiene a descriverne l'indole), dove in realtà la signora è molto conosciuta. Da quando è arrivata infatti gira per le strade con il suo abito, e mai prima d'ora aveva destato stupore o allarmato qualcuno. Sorpresa, lei più degli altri, la preside. "Ho saputo della questione solo stamattina - dice - non sapevo di questi turbamenti. Ho accolto io il figlio della donna durante i primi giorni di inserimento, lui piangeva ma lei mi ha rassicurato: i capricci non sarebbero duranti a lungo".Dietro ai timori delle mamme ci sarebbe solo una questione di sicurezza. Sotto il velo si potrebbe nascondere chiunque, anche dei malintenzionati che coperti dal vestito riuscerebbero a entrare a scuola. Nessuna forzatura nei confronti della religione e delle tradizioni. Anzi, dicono che "ci farebbe piacere poter scambiare qualche parola con lei all’ingresso e all’uscita dei bimbi, anche per entrare in contatto con una realtà diversa dalla nostra. L’unica cosa che chiediamo - dichiarano ai giornalisti delle testate locali che per primi si sono occupati della faccenda - è che dentro l’atrio della scuola scopra almeno gli occhi e la bocca. Con un semplice gesto rassicurerebbe noi mamme sulla sua identità e i nostri figli capirebbero che sotto il vestito scuro non c’è nessuna ‘maestra nera’ ma solo una signora, qui per portare il suo bel bambino all’asilo".
http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/09/17/news/bimbi_spaventati_dal_burqa-7166004/?ref=HREC1-2
La denuncia delle altre mamme di Sonnino, in provincia di Latina, che stanno organizzando una raccolta di firme per trovare una soluzione "rispettosa di tutti".
di ALESSIA RIPANI
Una mamma in burqa diventa la "maestra nera" che terrorizza i bambini dell'asilo. E a Sonnino, in provincia di Latina, scoppia il caso. Una donna di nazionalità marocchina con indosso l'abito tradizionale da pochi giorni accompagna il proprio figlio alla scuola materna, dove il bambino è iscritto al primo anno. Ma gli altri piccoli, di fronte al velo integrale si spaventano. Questo stando alla denuncia di un gruppo di altre mamme: raccontano le paure dei figli, dicono che sono intimoriti dalla "maestra nera" e non vogliono più andare all'asilo. "Niente contro di lei - spiegano le donne preoccupate - fuori dalla scuola è liberissima di indossare ciò che vuole, ma chiediamo che all'interno dell'istituto si faccia riconoscere".
L'abito indossato dalla mamma marocchina, spesso di colore scuro, è la versione più ortodossa del burqa, il modello che lascia passare la luce solo dalla retina sugli occhi, già al centro di un dibattito internazionale e ora vietato dal governo francese nei luoghi pubblici. La donna vive da circa un anno e mezzo nel centro storico di Sonnino. Le mamme che hanno sollevato la questione sono intenzionate a promuovere una raccolta firme per trovare una soluzione condivisa, naturalmente rispettosa di tutti, per tutelare la serenità dei propri figli.
Da stamattina il caso-burqa anima la cittadina di 7mila abitanti ("aperta e accogliente", giura chi frequenta Sonnino e ci tiene a descriverne l'indole), dove in realtà la signora è molto conosciuta. Da quando è arrivata infatti gira per le strade con il suo abito, e mai prima d'ora aveva destato stupore o allarmato qualcuno. Sorpresa, lei più degli altri, la preside. "Ho saputo della questione solo stamattina - dice - non sapevo di questi turbamenti. Ho accolto io il figlio della donna durante i primi giorni di inserimento, lui piangeva ma lei mi ha rassicurato: i capricci non sarebbero duranti a lungo".
Dietro ai timori delle mamme ci sarebbe solo una questione di sicurezza. Sotto il velo si potrebbe nascondere chiunque, anche dei malintenzionati che coperti dal vestito riuscerebbero a entrare a scuola. Nessuna forzatura nei confronti della religione e delle tradizioni. Anzi, dicono che "ci farebbe piacere poter scambiare qualche parola con lei all’ingresso e all’uscita dei bimbi, anche per entrare in contatto con una realtà diversa dalla nostra. L’unica cosa che chiediamo - dichiarano ai giornalisti delle testate locali che per primi si sono occupati della faccenda - è che dentro l’atrio della scuola scopra almeno gli occhi e la bocca. Con un semplice gesto rassicurerebbe noi mamme sulla sua identità e i nostri figli capirebbero che sotto il vestito scuro non c’è nessuna ‘maestra nera’ ma solo una signora, qui per portare il suo bel bambino all’asilo". Una mamma in burqa diventa la "maestra nera" che terrorizza i bambini dell'asilo. E a Sonnino, in provincia di Latina, scoppia il caso. Una donna di nazionalità marocchina con indosso l'abito tradizionale da pochi giorni accompagna il proprio figlio alla scuola materna, dove il bambino è iscritto al primo anno. Ma gli altri piccoli, di fronte al velo integrale si spaventano. Questo stando alla denuncia di un gruppo di altre mamme: raccontano le paure dei figli, dicono che sono intimoriti dalla "maestra nera" e non vogliono più andare all'asilo. "Niente contro di lei - spiegano le donne preoccupate - fuori dalla scuola è liberissima di indossare ciò che vuole, ma chiediamo che all'interno dell'istituto si faccia riconoscere".L'abito indossato dalla mamma marocchina, spesso di colore scuro, è la versione più ortodossa del burqa, il modello che lascia passare la luce solo dalla retina sugli occhi, già al centro di un dibattito internazionale e ora vietato dal governo francese nei luoghi pubblici. La donna vive da circa un anno e mezzo nel centro storico di Sonnino. Le mamme che hanno sollevato la questione sono intenzionate a promuovere una raccolta firme per trovare una soluzione condivisa, naturalmente rispettosa di tutti, per tutelare la serenità dei propri figli.Da stamattina il caso-burqa anima la cittadina di 7mila abitanti ("aperta e accogliente", giura chi frequenta Sonnino e ci tiene a descriverne l'indole), dove in realtà la signora è molto conosciuta. Da quando è arrivata infatti gira per le strade con il suo abito, e mai prima d'ora aveva destato stupore o allarmato qualcuno. Sorpresa, lei più degli altri, la preside. "Ho saputo della questione solo stamattina - dice - non sapevo di questi turbamenti. Ho accolto io il figlio della donna durante i primi giorni di inserimento, lui piangeva ma lei mi ha rassicurato: i capricci non sarebbero duranti a lungo".Dietro ai timori delle mamme ci sarebbe solo una questione di sicurezza. Sotto il velo si potrebbe nascondere chiunque, anche dei malintenzionati che coperti dal vestito riuscerebbero a entrare a scuola. Nessuna forzatura nei confronti della religione e delle tradizioni. Anzi, dicono che "ci farebbe piacere poter scambiare qualche parola con lei all’ingresso e all’uscita dei bimbi, anche per entrare in contatto con una realtà diversa dalla nostra. L’unica cosa che chiediamo - dichiarano ai giornalisti delle testate locali che per primi si sono occupati della faccenda - è che dentro l’atrio della scuola scopra almeno gli occhi e la bocca. Con un semplice gesto rassicurerebbe noi mamme sulla sua identità e i nostri figli capirebbero che sotto il vestito scuro non c’è nessuna ‘maestra nera’ ma solo una signora, qui per portare il suo bel bambino all’asilo".
http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/09/17/news/bimbi_spaventati_dal_burqa-7166004/?ref=HREC1-2
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