I carabinieri riportano a galla reperti fittili del V secolo
Dal mare riaffiorano altri 18 repertinuovo ritrovamento a Bulala
di Fabrizio Parisi
di Fabrizio Parisi
Gela -Il mare continua a custodire tesori di inestimabile valore. L’ultimo ritrovamento risale a ieri mattina. Diciotto reperti fittili, risalenti a epoche differenti, comprese tra il V secolo avanti Cristo e il V secolo dopo Cristo, sono stati recuperati nei fondali del tratto di mare di contrada Bulala, dai carabinieri del reparto territoriale e da quelli del nucleo subacquei di Messina. La zona in cui è avvenuto il ritrovamento è la stessa in cui sono stati scoperti i relitti di antiche navi greche e recuperati altri numerosi oggetti, definiti di rilevante interesse storico.
carabinieri parlano di un ricco sito archeologico tutto da esplorare. I ritrovamenti sono avvenuti attraverso un'attività di collaborazione con la sovrintendenza del mare e il nucleo tutela del patrimonio culturale dei carabinieri di Palermo.Tra frammenti di vasi attici, anfore e vasellame vario, è stato recuperato anche un elmetto delle truppe di sbarco americane risalente alla Seconda guerra mondiale. "Il rinvenimento dei reperti - scrivono gli studiosi - testimonia l'importanza dello specchio d'acqua del golfo di Gela quale punto di incontro di diverse civiltà succedutesi nel corso dei secoli".Il materiale recuperato è già stato consegnato ieri mattina alla soprintendenza al mare nella caserma del reparto territoriale dei carabinieri di via Venezia. L'operazione di recupero dei materiali archeologici sono state condotte con la collaborazione della Soprintendenza del Mare di Palermo, organo periferico dell'Assessorato Regionale Beni Culturali diretto dall'assessore Gaetano Armao e dal Dirigente Generale del Dipartimento Gesualdo Campo.
carabinieri parlano di un ricco sito archeologico tutto da esplorare. I ritrovamenti sono avvenuti attraverso un'attività di collaborazione con la sovrintendenza del mare e il nucleo tutela del patrimonio culturale dei carabinieri di Palermo.Tra frammenti di vasi attici, anfore e vasellame vario, è stato recuperato anche un elmetto delle truppe di sbarco americane risalente alla Seconda guerra mondiale. "Il rinvenimento dei reperti - scrivono gli studiosi - testimonia l'importanza dello specchio d'acqua del golfo di Gela quale punto di incontro di diverse civiltà succedutesi nel corso dei secoli".Il materiale recuperato è già stato consegnato ieri mattina alla soprintendenza al mare nella caserma del reparto territoriale dei carabinieri di via Venezia. L'operazione di recupero dei materiali archeologici sono state condotte con la collaborazione della Soprintendenza del Mare di Palermo, organo periferico dell'Assessorato Regionale Beni Culturali diretto dall'assessore Gaetano Armao e dal Dirigente Generale del Dipartimento Gesualdo Campo.
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