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martedì 7 settembre 2010

Feltri, l’infame

Feltri, l’infame

di Dipocheparole

Aveva gli occhi iniettati di sangue ieri Gianfranco Fini mentre se la prendeva con quelli che avevano messo in atto una “lapidazione” mediatica della sua famiglia. Quegli “infami”, come li ha chiamati a più riprese il presidente della Camera, che per l’ennesima volta non li ha degnati di una risposta.
Intanto Vittorio Feltri, uno degli “infami”, come da libro Cuore, sorrideva su La7 rispedendo le accuse al mittente. Di sicuro a sentirsi chiamare così ci ha goduto, perché significa che ha colto nel segno. D’altro canto, i componenti della famiglia che sono finiti nel mirino dei giornali di centrodestra sono maggiorenni e vaccinati.
E mentre bazzicavano in Rai cercando di drenare dalla grande mammella appalti pubblici per produzioni televisive di scarso successo, avevano Fini idealmente al fianco; quando si proponevano come mediatori per le case a Montecarlo, Gianfranco era lì, a dare il via libera (anche se poi ha appreso “con disappunto” che in quelle case c’erano andati ad abitare).
Da Pecorelli a Feltri, una sezione della storia giornalistica di questo paese è segnata: avrà sempre il marchio dell’infamia, in gran parte meritato visto che rispondono al riflesso pavloviano del biscottino lanciatogli dal padrone. Eppure, strano a dirsi, condivideranno con la sezione nobile lo stesso destino: infami o no, le loro domande, anche se motivate, sono destinate a rimanere senza risposta.

http://www.giornalettismo.com/archives/79786/feltri-linfame/

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