Barra video

Loading...

giovedì 9 settembre 2010

Detenuto si impicca in carcere. Familiari donano gli organi


Aveva 22 anni l'ultimo detenuto che si è tolto la vita nel carcere di La Spezia. I familiari hanno acconsentito all'espianto. Era nell'istituto di pena da tre mesi per aver plagiato una coetanea. Dall'inizio dell'anno sono 44 i detenuti che si sono suicidati. La denuncia di Ristretti Orizzonti, centro documentazione sulla situazione carceraria: "Si uccide chi conosce il proprio destino e ne teme l'ineluttabilità. Una ragione che spesso molti operatori, anche medici, sembrano non vedere e capire"

di BRUNO PERSANO


E' morto in carcere, impiccato. I genitori hanno acconsentito ad espiantare gli organi: "Ivan avrebbe voluto così: lo ha sempre detto". Aveva 22 anni ed era stato arrestato per aver plagiato una ragazza spezzina. E' il 44esimo detenuto che si suicida in carcere dall'inizio dell'anno.

Si è legato un lenzuolo al collo e si è lasciato cadere dalle inferriate della finestra. Ivan Maggi era detenuto da tre mesi nella casa circondariale di La Spezia. Era stata la madre della sua fidanzata a farlo arrestare.

Una storia di amore nata due anni fa quella tra Ivan e una ragazza coetanea conosciuta a Sarzana. Lasciarono subito la casa dei genitori; dissero che si sarebbero trasferiti a Massa Carrara, ma scelsero la strada: nella bella stagione dormivano sul greto del fiume Magra e quando faceva più freddo si accampavano nei portoni.

"Mia figlia - denunciò la madre - è stata plagiata. Prima non era così. Quell'uomo l'ha rovinata. Arrestatelo". E a fine giugno, il pm ha firmato il mandato per dieci capi d'imputazione. Una personalità difficile quella di Ivan, ribelle e insofferente, già protagonista insieme ad un paio di amici di un gesto sconsiderato: per noia, come lui stesso confessò, colpì con una freccia la testa di un anziano.

In cella, Ivan era depresso. L'ansia dell'imminente processo, fissato per il 4 Ottobre, e l'impossibilità di vedere la sua fidanzata, lo avevano gettato in uno stato di profonda prostazione. Lo seguiva il personale medico ma la direzione del carcere sostiene che "non aveva mai manifestato intenzioni suicide".

Domenica Ivan ha tentato di togliersi la vita. Un agente della Polizia penitenziaria lo ha soccorso ma oramai il ragazzo era in coma. All'ospedale Sant'Andrea, Ivan è morto dopo quattro giorni di agonia.

"Ivan Maggi è il detenuto numero 44 nella lista degli incarcerati suicidi". Ristretti Orizzonti, centro di documentazione sulla situazione carceraria, denuncia che "negli ultimi dieci anni, nelle carceri italiane sono morti quasi 1.700 detenuti, di cui 600 per suicidio". L'anno scorso, gli incarcerati che si sono tolti la vita sono stati 69; un dato simile solo a quello registrato nel 2001.

"Nelle carceri italiane - scrive Ristretti Orizzonti - i detenuti si tolgono la vita con una frequenza 19 volte maggiore rispetto alle persone libere e, spesso, lo fanno negli istituti dove le condizioni di vita sono peggiori, quindi in strutture particolarmente fatiscenti, con poche attività trattamentali, con una scarsa presenza del volontariato. Si uccide chi conosce il proprio destino e ne teme l'ineluttabilità. Una ragione che spesso molti operatori, anche medici, sembrano non vedere e capire". E' morto in carcere, impiccato. I genitori hanno acconsentito ad espiantare gli organi: "Ivan avrebbe voluto così: lo ha sempre detto".


http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/09/09/news/impiccato_in_carcere_donati_gli_organi-6903192/

0 commenti:

Posta un commento