Bologna. Ragazza denuncia stalker, i carabinieri contano 6400 telefonate in due mesi
di Gaia De Pascali
BOLOGNA – Una ragazza ventenne di Loiano, in provincia di Bologna, si era recata nelle scorse settimane al locale comando dei Carabinieri con l’intento di denunciare per stalking l’ex convivente che nel frattempo aveva fatto ritorno al Sud. I carabinieri non hanno nemmeno dovuto avviare le indagini perché nei 30 minuti in cui la ragazza ha stazionato nei loro uffici, il suo ex convivente l’ha bombardata con 50 telefonate e 43 sms al cellulare. Messa sotto intercettazione l’utenza privata della ragazza, i militari hanno contato più di 6400 telefonate in meno di due mesi. Ieri la Procura di Bologna, come stabilito dal gip Alberto Gamberini, ha emesso un’ordinanza in cui si impone al ragazzo il divieto di avvicinarsi, e tanto più di vivere a fianco, alla ragazza. Le accuse vanno da stalking ai maltrattamenti, sembra infatti che costui fosse manesco.
La ragazza e lo stalker avevano intrecciato una relazione dalla quale era nata un bambino. Gli episodi di violenza erano cominciati già da qualche anno, precisamente da quando, nel 2008, i due avevano deciso di convivere. La ragazza ha raccontato ai carabinieri che lui ha cominciato a trattarla male davanti agli amici, fino ad arrivare a schiaffeggiarla davanti ai genitori. Solo la gravidanza della donna aveva fermato l’infame comportamento del giovane, ma immediatamente dopo aver partorito erano ricominciate le violenze. Innervositosi non si capisce bene perché una volta le aveva rotto lo specchietto retrovisore della macchina, l’aveva insultata e più tardi le aveva anche dato un violento calcio facendola sbattere contro la saracinesca del garage.
Temendo che il ventenne potesse andare oltre, la ragazza, a maggio di quest’anno, ha deciso di interrompere la loro relazione e di cacciarlo di casa. Da quel momento è cominciato l’incubo per la giovane madre. Migliaia di telefonate infarcite di minacce e ingiurie. Nemmeno la denuncia ai Carabinieri aveva frenato l’ex convivente tornato a vivere al Sud Italia. Le minacce proseguivano e la vita era diventata un incubo, fin quando, a fine agosto, la giovane aveva fatto ritorno in lacrime alla caserma dei carabinieri raccontando che quella notte l’aveva chiamata una parente dell’uomo, avvisandola che il 20enne era in viaggio per Bologna deciso a vendicarsi. A quel punto i carabinieri hanno subito disposto una pattuglia di protezione.
Nei giorni scorsi il giudice Gamberini, della Procura di Bologna, ha ordinato il divieto di dimora a Loiano per il giovane, ritenendola la misura minima necessaria a salvaguardare la giovane. A renderla necessaria, scrive il giudice, è il “numero assai rilevante di molestie, minacce, ingiurie che il 20enne ha messo in atto, ma anche la sua personalità, dotata di un’indole violenta e prevaricatrice e totalmente incapace di relazionarsi in modo adeguato con le persone di sesso opposto”.
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