Cronaca di Dipocheparole
Angelo Vassallo, morto ammazzato: colpevole di fare il sindaco
pubblicato il 6 settembre 2010
Un solo colpo non sarebbe bastato. “Scopriva parecchie cose”, “Si opponeva alle illegalità”, dicono di lui. Insieme al primo cittadino di Acciaroli muore l’amore per la sua terra, l’impegno a fianco dei magistrati, la voglia di cambiare il corso delle cose.
Il rituale è lo stesso. Il boato dei colpi di pistola squarcia il silenzio della notte e l’eco si diffonde rapidamente per le campagne di una zona aperta, periferica e poco abitata, per sua natura mille miglia lontana dal clamore della metropoli. Agguato camorristico. Nessun dubbio. Tanti colpi, a fare da monito al prossimo dissidente. Non una rapina, non un incidente. Tutto architettato, fatto con cura, sistematico. E’ la legge terrificante con la quale deve fare i conti chi col dialogo, la passione, l’impegno prova a fare da sè, a cambiare, in una zona, che è Acciaroli, ma la Campania, ma il Mezzogiorno, dove anche per cambiare, e in meglio, bisogna prima o poi fare i conti con chi quel cambiamento non lo vuole. Ed usa la forza per ribadirlo. Perchè, in fondo, senza quella non ce la farebbe.
AGGUATO CAMORRISTICO – Non è Scampia, non è Napoli, non è la città dove da qualche parte puoi trovare un pusher che vende la roba nascosto dietro un angolo di strada, o dove incontri degrado, miseria, gente che vive di stenti. Acciaroli è un bellissimo paesino di provincia, sul mare, meta ambita da migliaia di villeggianti desiderosi di godersi uno dei migliori mari della regione, e probabilmente del Sud, premiato con tanto di bandiera blu. Ed anche qui, come in quei palazzoni degli anni ‘70 delle periferie metropolitane diventati l’emblema della piccola e della grande criminalità degli anni 2000, per vivere bene c’è bisogno di stare zitti, non guardare oltre il cancello di casa, sapere e far finta di non sapere. Anche qui c’è qualcuno a cui dar conto. Sempre. E il solo chiedersi perchè certe cose debbano andare in un determinato modo può costare caro. Provare a cambiarle può costare la vita.
CONTRO GLI ABUSI EDILIZI – E’ questo quello che dice la gente ad Acciaroli, stamattina, commentando l’uccisione del sindaco Angelo Vassallo, 57 anni, colpito intorno alle 2 di questa mattina mentre era alla guida della sua auto, una Audi station vagon grigia, e rientrava a casa in una stradina dietro la sua abitazione. Sono nove i colpi che i killer hanno riservato ad un uomo “dinamico“, che si batteva per la legalità e contro le ingiustizie. Aveva tradito, insomma, quella staticità che anche una persona stimata, amata, riconosciuta dal popolo al punto di eleggerla primo cittadino, deve fermamente attenersi. Per forza. Privilegiava la difesa dell’ambiente e non gli abusi edilizi rendendo le zone da lui amministrate le più ambite del circondario, si dice ad esempio del sindaco. Non è poco, da queste parti.
AL FIANCO DEL PM – “Negli ultimi tempi era preoccupato e mi teneva costantemente informato sugli sviluppi di alcune vicende. Era un uomo che si batteva contro l’illegalita’ ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava“, dice un sostituto procuratore. “Scopriva parecchie cose si interessava della sua terrra e del Cilento. Si opponeva alle illegalità. Chi lo ha ucciso lo ha ucciso per questo, ne sono ocnvinto“, dice di lui. Basta un colpo per uccidere un uomo. Ma una raffica di colpi in rapida successione significa che si è trattato di qualcosa in più. L’uccisione di un’idea, un modus operandi, una mentalità positiva, nuova, pulita, fresca che alla camorra non piace. Un solo colpo non sarebbe bastato.
http://www.giornalettismo.com/archives/79816/ucciso-sindaco-acciaroli-angelo-vassallo/
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