di Francesco Cirillo
Luci spente a Praia a mare. I commercianti vogliono così dimostrare e rendere partecipi tutti della loro crisi. Una crisi che li porta a rendersi conto direttamente come le politiche turistiche fatte fino ad oggi in Calabria siano state sbagliate, ma senza coglierne l’essenza effettiva di tale crisi. Una crisi che certamente non proviene né dalle scelte di alcuni sindaci di istituire isole pedonali come a Diamante, Scalea e Praia stessa, né dalle vendite di ambulanti più o meno abusive.
Il punto è che la Calabria a livello turistico non offre niente. Depliant, fiere,spot,manifesti nelle stazioni, a non finire. Gli assessori al turismo servono a questo. Ma nella pratica tutto è fermo a trent’anni fa. Se vieni in auto le strade sono un deragliamento continuo. Non solo la tanto vituperata autostrada del sole, ma a che le strade interne e secondarie. Per esempio la Lagonegro - Tortora. E’ un imbuto che non finisce mai. E poi da Tortora a Falerna, una sofferenza continua. Guadagnano i comuni di Praia, Belvedere, Bonifati, Longobardi, che ancora continuano a multare con gli autovelox su strade che si dovrebbe camminare a 50-60 orari e che nessuno fa esasperati da una fila continua e lunghissima, oltre che pericolosa perché piena di bivi abusivi e senza segnaletica orizzontale, e che spesso si lascia andare a sorpassi azzardati e pericolosi pur di guadagnare qualche metro e arrivare alla fine. Le uniche ad arrivare intanto sono le multe. Comuni come Belvedere e Bonifati hanno portato bilanci comunali in positivo solo per le multe. Ed i treni ? Quasi tutti soppressi, con stazioni di conseguenza abbandonate. E gli aerei ? Se arrivi a Lametia in aereo poi devi vedere come raggiungere la stazione. Un pullman ogni ora e se hai fretta un taxi che per cinque minuti si prende dieci euro. Un bel biglietto da visita per i turisti. L’aviosuperice di Scalea è in stato di abbandono nonostante l’affidamento ad una ditta di Napoli che non riesce a farla decollare, mentre l’aereoporto di Sibari neanche è arrivato su progetti al comune stesso. Di che turismo vogliamo parlare allora ? Un turismo fatto con i piedi e che vede i commercianti sempre più esasperati.
Alcuni commercianti praiesi se la prendono adesso con i senegalesi ed i cinesi. Dicono che invadono le spiagge, che infastidiscono i turisti, che vendono prodotti falsificati. Come al solito quando si indica la luna l’idiota guarda sempre il dito. In effetti i commercianti dovrebbero un po’ guardarsi meglio attorno. Vedrebbero in tutta la costa tirrenica una schiera di super, iper, mega mercatoni nati un po’ ovunque come funghi negli ultimi anni. Super mercatoni che fanno concorrenza spietata ai piccoli negozi e che vendono di tutto oltre a far concorrenza anche a se stessi. La catena Alvi una delle prime catene di discount giunte sulla costa tirrenica ha chiuso quasi tutti i suoi super mercati a seguito dell’entrata in commercio della MD e della LIDL. Oggi in questi supermercati si trova di tutto, dalla bottiglia di acqua minerale al materassino gonfiabile, alle sedie da giardino alle tende da campeggio. Negli ultimi anni sono decine i piccoli negozi che hanno chiuso battenti e non certo per il senegalese che vende tovaglie. Proprio ad un senegalese, proveniente da Dakar ho chiesto come vanno le vendite. E mi ha detto che vanno malissimo. Che c’è poca gente, che sono troppi anche loro stessi e che si concentrano tutti lungo le spiagge e nessuno più guadagna come una volta. Peraltro anche le condizioni di vita in un piccolo magazzino affittato abusivamente diventano pesanti. Quattro persone strette in pochi metri quadrati, con un cucinino ed un piccolo bagno, affittato per duemila euro per luglio ed agosto. Forse gli affittuari quest’anno verranno salvati proprio da questo popolo ambulante piuttosto che dal turista classico che sceglie sempre altre mete piuttosto che la costa tirrenica e la Calabria in genere. Il mio amico senegalese mi ha detto che l’anno prossimo tenterà altri lidi in altre regioni d’Italia. Qui difficilmente ritornerà, anche perché diventano sempre più pressanti i controlli di vigili urbani e guardia di finanza sulla loro merce oltre che le ordinanze dei sindaci che vietano totalmente la vendita ambulante nei propri paesi.
Insomma di divieto in divieto i paesi si spopolano. Gli assessorati al turismo si sforzano per manifestazioni di ogni genere che attirino turisti ma oramai la frittata è stata fatta. Da una parte la crisi dall’altra la solita vecchia logica del turismo estivo basato solo sull’offerta mare, piuttosto che su un’offerta più variegata quale archeologia,cultura, Bronzi di Riace , montagne, colline, gastronomia. Il calo quest’anno è evidente. Si va dal 30% in meno a punte del 50%. Da Amantea a Tortora adesso si respira. Niente file di auto a Scalea e Diamante, niente assalti alle Isole di Dino e di Cirella di natanti, niente folle oceaniche sui lungomari , niente notti folli sulle spiagge. Alle dieci di sera i paesi sono già deserti. Fino a qualche anno fa si cominciavano ad affollare dalle dieci in poi. E la miseria dei sindaci ad apparire più degli altri nell’immagine turistica si vede anche nell’uscita ultima del sindaco di Cetraro Giuseppe Aieta. Per il sindaco è stato come un fulmine a ciel sereno. Un fulmine positivo. Dopo le navi dei veleni, la Cunsky, la Catania, la Jolly Rosso ecco apparire nel mare di Cetraro lo yacth dei coniugi Mastella. La Sandra Lonardo Mastella e il marito eurodeputato insieme ad attraccare niente di meno che nel porto di Cetraro. Una piccola folla di politicanti locali ha subito attorniato la coppia e li hanno immediatamente accompagnati, con un tipico codazzo di marca democristiana, dal sindaco che ha ben pensato di riceverli nel proprio studio magnificando l’incontro che si è concluso con grandi ragionamenti sul futuro del mondo. Poi i Mastella hanno proseguito per Tropea. Chissà se è stata offerta loro una cena in qualche ristorante del porto o nelle vicinanze, come segno di ospitalità sarebbe stato proprio il minimo. Coincidenza vuole, ma di sicuro il sindaco potrebbe non averlo saputo in tempo, che il vicepresidente dell’antimafia Granata , abbia espresso un serio allarme sulle infiltrazioni mafiose nelle liste regionali. Granata sviscera un elenco di sospetti, fra i quali risulta proprio nelle liste della Campania la nostra signora Lonardo Mastella. Ma queste sono illazioni e le solite sparate di giornalisti comunisti o pagati chissà da chi. Intanto la macchina del turismo si è inceppata. La Feder- alberghi lancia l’allarme. Da diverse indagini turistico-economiche, condotte dai principali protagonisti del settore già dalle prime settimane del 2010 si era previsto il crollo. A livello nazionale tra presenze complessive e presenze ufficiali i dati parlano di una flessione che equivale a circa 10 milioni di pernottamenti in meno e circa 3,5 milioni di arrivi non pervenuti. In termini economici la perdita per il comparto turistico è sul miliardo di euro. I dati Istat rivelano inoltre il grave periodo di crisi per gli albergatori di cui già inevitabilmente si era avvertita la crisi. Non solo le strutture alberghiere hanno ridotto le tariffe, registrando un introito inferiore di 700milioni di euro. Il dato inquietante è che la forza lavoro è stata la prima risorsa a trarne le conseguenze con la perdita del posto di lavoro per il 5% di loro.
E la Feder Alberghi dichiara che ''Finora non e' un bell'agosto - ha detto all'ASCA il presidente di Federalberghi e Confturismo, Bernabo' Bocca - sta andando secondo le aspettative con una grossa concentrazione di vacanzieri nella settimana centrale di agosto e un luglio decisamente negativo. Il mare e' il settore che tira di piu', ma siamo sotto soprattutto nei ricavi perche' la gente va in vacanza, ma cerca di spendere di meno e c'e' un calo nei fatturati delle strutture turistiche. Ora c'e' un punto interrogativo sulla fine di agosto, speriamo ci siano ancora degli indecisi per qualche weekend lungo''. E anche le citta' d'arte, secondo Bocca soffrono un po'.
''Nelle citta' d'arte - ha spiegato - il turismo e' fatto dagli stranieri per lo piu' americani e anche li' non stanno vivendo un bel momento.
La crisi investe anche lo Jonio. Anche in quell’area che ha la fortuna di avere un sito archeologico come quello di Sibari oltre che di un importante Museo e annessi scavi, oltre che città d’arte come Rossano e Crotone, il calo del turismo arriva a punte del 50%.
“Quasi 3 italiani su 4, tra coloro che hanno già fatto o stanno consumando le loro vacanze -prosegue Bocca- hanno scelto l’Italia quale meta ideale per trascorrere un meritato periodo di riposo. “Un segnale forte del gradimento che i nostri connazionali dimostrano -sottolinea il Presidente degli Albergatori italiani- per uno dei Paesi più belli del mondo e per il rapporto qualità-prezzo che le strutture turistiche sono in grado di offrire”. Vediamo un po’ di cifre.
QUANTI IN ITALIA ED ALL’ESTERO – Il 70,3% di italiani ha scelto o sta scegliendo l’Italia per le proprie vacanze estive e l’estero è scelto invece dal 27,3%.
Per chi va all’estero le Grandi Capitali europee fungono ancora da elemento catalizzatore con il 44,6% della domanda (rispetto al 45,7% del 2009).
Perdono fascino le Grandi Capitali extraeuropee (10,7% rispetto al 17,1% del 2009) con il calo in prima linea di New York a causa dell’apprezzamento del Dollaro rispetto all’Euro degli ultimi mesi.
Crescono fortemente le località marine ed esotiche con un 22% di domanda (rispetto al 16,4% del 2009), con il Mar Rosso che assorbe da solo quasi il 25% dei flussi, seguito dalle Canarie.
Continua a consolidarsi infine la quota di mercato di quanti scelgono una crociera passando dal 4,3% del 2009 al 6% di quest’anno e cresce anche la montagna all’estero che dal 2,1% del 2009 sale addirittura al 4,2% di quest’anno.
LE REGIONI PIÙ GETTONATE – La Puglia mantiene anche quest’anno la leadership della classifica tra le regioni più gettonate dagli italiani per le vacanze estive.
La quota di domanda si attesta sul 10,6% (rispetto al 10% del 2009).
Seguono a ruota la Sardegna (9,7% rispetto al 9,6% del 2009), la Sicilia (8,8% rispetto all’8,5% del 2009), e l’Emilia Romagna (8,3% rispetto al 10% del 2009).
Tiene la Toscana con l’8,3% rispetto all’8,5% del 2009.
Esplode il Veneto che incrementa di quasi il 100% la propria quota di mercato, passando dal 4,1% del 2009 all’8,1% di quest’anno.
Stesso rimarchevole aumento esponenziale lo registra l’Abruzzo che cresce di oltre il 130% passando dall’1,5% di quota di mercato di italiani del 2009 al 3,5% di quest’anno, a conferma che la Regione dopo il terremoto gode ampiamente dei favori turistici degli italiani.
Una crescita altrettanto importante si evidenzia per la Campania che passa dal 3,1% del 2009 al 4,2% di quest’anno a conferma che il problema prodotto dall’emergenza rifiuti è stato completamente superato.
I MOVIMENTI PER REGIONE DI PROVENIENZA – Sono 9 su 20 le Regioni italiane che producono a livello di indicatori statistici una movimentazione maggiore di turisti rispetto alle altre.
E tra esse, a seconda della collocazione geografica, è evidente la preferenza per la propria terra di origine o, anche in virtù della maggiore disponibilità economica, la predilezione per altri territori.
Così, mentre i meno fedeli alla loro terra di residenza si mostrano i lombardi, i laziali ed i piemontesi, i toscani (a sorpresa) questa estate stanno preferendo chiaramente i loro lidi e le loro montagne. Ma vediamo nel dettaglio i risultati dell’analisi.
LOMBARDI – Il 4,8% di chi fa vacanze estive rimane in ambito regionale (rispetto al 6,3% del 2009), mentre il 95,2% (rispetto al 93,7% del 2009) parte in direzione soprattutto dell’Emilia Romagna e della Sardegna.
LAZIALI – L’8,9% di chi fa vacanze estive rimane in ambito regionale (rispetto al 14,3% del 2009), mentre il 91,1% (rispetto all’85,7% del 2009) parte in direzione soprattutto della Sardegna.
PIEMONTESI – Il 15% (rispetto all’8,2% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre l’85% (rispetto al 91,8% del 2009) parte in direzione soprattutto della Liguria e della Puglia.
CAMPANI – Il 23,4% (rispetto al 10,5% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre il 76,6% (rispetto all’89,5% del 2009) parte in direzione soprattutto della Calabria e della Puglia.
EMILIANO-ROMAGNOLI – Il 33,3% (rispetto al 40,5% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre il 66,7% (rispetto al 59,5% del 2009) parte in direzione soprattutto della Lombardia e del Veneto.
VENETI – Il 34,8% (rispetto al 20,5% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre il 65,2% (rispetto al 79,5% del 2009) parte in direzione soprattutto dell’Emilia Romagna e del Trentino Alto Adige.
PUGLIESI – In perfetta parità è invece la quota dei pugliesi che per il 50% (rispetto al 37,5% del 2009) rimangono in ambito regionale, mentre il restante 50% (rispetto al 62,5% del 2009) parte in direzione soprattutto dell’Abruzzo e della Campania.
SICILIANI – Il 57,9% (rispetto al 59,4% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre il 42,1% (rispetto al 40,6% del 2009) parte in direzione soprattutto della Lombardia e della Campania.
TOSCANI – Il 64,7% (rispetto al 33,3% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre il 35,3% (rispetto al 66,7% del 2009) parte in direzione soprattutto della Lombardia e del Veneto.
Alla fine della lettura del comunicato della Federalberghi la Calabria resta con un pugno di mosche, le uniche che oramai affollano le nostre spiagge.
Il punto è che la Calabria a livello turistico non offre niente. Depliant, fiere,spot,manifesti nelle stazioni, a non finire. Gli assessori al turismo servono a questo. Ma nella pratica tutto è fermo a trent’anni fa. Se vieni in auto le strade sono un deragliamento continuo. Non solo la tanto vituperata autostrada del sole, ma a che le strade interne e secondarie. Per esempio la Lagonegro - Tortora. E’ un imbuto che non finisce mai. E poi da Tortora a Falerna, una sofferenza continua. Guadagnano i comuni di Praia, Belvedere, Bonifati, Longobardi, che ancora continuano a multare con gli autovelox su strade che si dovrebbe camminare a 50-60 orari e che nessuno fa esasperati da una fila continua e lunghissima, oltre che pericolosa perché piena di bivi abusivi e senza segnaletica orizzontale, e che spesso si lascia andare a sorpassi azzardati e pericolosi pur di guadagnare qualche metro e arrivare alla fine. Le uniche ad arrivare intanto sono le multe. Comuni come Belvedere e Bonifati hanno portato bilanci comunali in positivo solo per le multe. Ed i treni ? Quasi tutti soppressi, con stazioni di conseguenza abbandonate. E gli aerei ? Se arrivi a Lametia in aereo poi devi vedere come raggiungere la stazione. Un pullman ogni ora e se hai fretta un taxi che per cinque minuti si prende dieci euro. Un bel biglietto da visita per i turisti. L’aviosuperice di Scalea è in stato di abbandono nonostante l’affidamento ad una ditta di Napoli che non riesce a farla decollare, mentre l’aereoporto di Sibari neanche è arrivato su progetti al comune stesso. Di che turismo vogliamo parlare allora ? Un turismo fatto con i piedi e che vede i commercianti sempre più esasperati.
Alcuni commercianti praiesi se la prendono adesso con i senegalesi ed i cinesi. Dicono che invadono le spiagge, che infastidiscono i turisti, che vendono prodotti falsificati. Come al solito quando si indica la luna l’idiota guarda sempre il dito. In effetti i commercianti dovrebbero un po’ guardarsi meglio attorno. Vedrebbero in tutta la costa tirrenica una schiera di super, iper, mega mercatoni nati un po’ ovunque come funghi negli ultimi anni. Super mercatoni che fanno concorrenza spietata ai piccoli negozi e che vendono di tutto oltre a far concorrenza anche a se stessi. La catena Alvi una delle prime catene di discount giunte sulla costa tirrenica ha chiuso quasi tutti i suoi super mercati a seguito dell’entrata in commercio della MD e della LIDL. Oggi in questi supermercati si trova di tutto, dalla bottiglia di acqua minerale al materassino gonfiabile, alle sedie da giardino alle tende da campeggio. Negli ultimi anni sono decine i piccoli negozi che hanno chiuso battenti e non certo per il senegalese che vende tovaglie. Proprio ad un senegalese, proveniente da Dakar ho chiesto come vanno le vendite. E mi ha detto che vanno malissimo. Che c’è poca gente, che sono troppi anche loro stessi e che si concentrano tutti lungo le spiagge e nessuno più guadagna come una volta. Peraltro anche le condizioni di vita in un piccolo magazzino affittato abusivamente diventano pesanti. Quattro persone strette in pochi metri quadrati, con un cucinino ed un piccolo bagno, affittato per duemila euro per luglio ed agosto. Forse gli affittuari quest’anno verranno salvati proprio da questo popolo ambulante piuttosto che dal turista classico che sceglie sempre altre mete piuttosto che la costa tirrenica e la Calabria in genere. Il mio amico senegalese mi ha detto che l’anno prossimo tenterà altri lidi in altre regioni d’Italia. Qui difficilmente ritornerà, anche perché diventano sempre più pressanti i controlli di vigili urbani e guardia di finanza sulla loro merce oltre che le ordinanze dei sindaci che vietano totalmente la vendita ambulante nei propri paesi.
Insomma di divieto in divieto i paesi si spopolano. Gli assessorati al turismo si sforzano per manifestazioni di ogni genere che attirino turisti ma oramai la frittata è stata fatta. Da una parte la crisi dall’altra la solita vecchia logica del turismo estivo basato solo sull’offerta mare, piuttosto che su un’offerta più variegata quale archeologia,cultura, Bronzi di Riace , montagne, colline, gastronomia. Il calo quest’anno è evidente. Si va dal 30% in meno a punte del 50%. Da Amantea a Tortora adesso si respira. Niente file di auto a Scalea e Diamante, niente assalti alle Isole di Dino e di Cirella di natanti, niente folle oceaniche sui lungomari , niente notti folli sulle spiagge. Alle dieci di sera i paesi sono già deserti. Fino a qualche anno fa si cominciavano ad affollare dalle dieci in poi. E la miseria dei sindaci ad apparire più degli altri nell’immagine turistica si vede anche nell’uscita ultima del sindaco di Cetraro Giuseppe Aieta. Per il sindaco è stato come un fulmine a ciel sereno. Un fulmine positivo. Dopo le navi dei veleni, la Cunsky, la Catania, la Jolly Rosso ecco apparire nel mare di Cetraro lo yacth dei coniugi Mastella. La Sandra Lonardo Mastella e il marito eurodeputato insieme ad attraccare niente di meno che nel porto di Cetraro. Una piccola folla di politicanti locali ha subito attorniato la coppia e li hanno immediatamente accompagnati, con un tipico codazzo di marca democristiana, dal sindaco che ha ben pensato di riceverli nel proprio studio magnificando l’incontro che si è concluso con grandi ragionamenti sul futuro del mondo. Poi i Mastella hanno proseguito per Tropea. Chissà se è stata offerta loro una cena in qualche ristorante del porto o nelle vicinanze, come segno di ospitalità sarebbe stato proprio il minimo. Coincidenza vuole, ma di sicuro il sindaco potrebbe non averlo saputo in tempo, che il vicepresidente dell’antimafia Granata , abbia espresso un serio allarme sulle infiltrazioni mafiose nelle liste regionali. Granata sviscera un elenco di sospetti, fra i quali risulta proprio nelle liste della Campania la nostra signora Lonardo Mastella. Ma queste sono illazioni e le solite sparate di giornalisti comunisti o pagati chissà da chi. Intanto la macchina del turismo si è inceppata. La Feder- alberghi lancia l’allarme. Da diverse indagini turistico-economiche, condotte dai principali protagonisti del settore già dalle prime settimane del 2010 si era previsto il crollo. A livello nazionale tra presenze complessive e presenze ufficiali i dati parlano di una flessione che equivale a circa 10 milioni di pernottamenti in meno e circa 3,5 milioni di arrivi non pervenuti. In termini economici la perdita per il comparto turistico è sul miliardo di euro. I dati Istat rivelano inoltre il grave periodo di crisi per gli albergatori di cui già inevitabilmente si era avvertita la crisi. Non solo le strutture alberghiere hanno ridotto le tariffe, registrando un introito inferiore di 700milioni di euro. Il dato inquietante è che la forza lavoro è stata la prima risorsa a trarne le conseguenze con la perdita del posto di lavoro per il 5% di loro.
E la Feder Alberghi dichiara che ''Finora non e' un bell'agosto - ha detto all'ASCA il presidente di Federalberghi e Confturismo, Bernabo' Bocca - sta andando secondo le aspettative con una grossa concentrazione di vacanzieri nella settimana centrale di agosto e un luglio decisamente negativo. Il mare e' il settore che tira di piu', ma siamo sotto soprattutto nei ricavi perche' la gente va in vacanza, ma cerca di spendere di meno e c'e' un calo nei fatturati delle strutture turistiche. Ora c'e' un punto interrogativo sulla fine di agosto, speriamo ci siano ancora degli indecisi per qualche weekend lungo''. E anche le citta' d'arte, secondo Bocca soffrono un po'.
''Nelle citta' d'arte - ha spiegato - il turismo e' fatto dagli stranieri per lo piu' americani e anche li' non stanno vivendo un bel momento.
La crisi investe anche lo Jonio. Anche in quell’area che ha la fortuna di avere un sito archeologico come quello di Sibari oltre che di un importante Museo e annessi scavi, oltre che città d’arte come Rossano e Crotone, il calo del turismo arriva a punte del 50%.
“Quasi 3 italiani su 4, tra coloro che hanno già fatto o stanno consumando le loro vacanze -prosegue Bocca- hanno scelto l’Italia quale meta ideale per trascorrere un meritato periodo di riposo. “Un segnale forte del gradimento che i nostri connazionali dimostrano -sottolinea il Presidente degli Albergatori italiani- per uno dei Paesi più belli del mondo e per il rapporto qualità-prezzo che le strutture turistiche sono in grado di offrire”. Vediamo un po’ di cifre.
QUANTI IN ITALIA ED ALL’ESTERO – Il 70,3% di italiani ha scelto o sta scegliendo l’Italia per le proprie vacanze estive e l’estero è scelto invece dal 27,3%.
Per chi va all’estero le Grandi Capitali europee fungono ancora da elemento catalizzatore con il 44,6% della domanda (rispetto al 45,7% del 2009).
Perdono fascino le Grandi Capitali extraeuropee (10,7% rispetto al 17,1% del 2009) con il calo in prima linea di New York a causa dell’apprezzamento del Dollaro rispetto all’Euro degli ultimi mesi.
Crescono fortemente le località marine ed esotiche con un 22% di domanda (rispetto al 16,4% del 2009), con il Mar Rosso che assorbe da solo quasi il 25% dei flussi, seguito dalle Canarie.
Continua a consolidarsi infine la quota di mercato di quanti scelgono una crociera passando dal 4,3% del 2009 al 6% di quest’anno e cresce anche la montagna all’estero che dal 2,1% del 2009 sale addirittura al 4,2% di quest’anno.
LE REGIONI PIÙ GETTONATE – La Puglia mantiene anche quest’anno la leadership della classifica tra le regioni più gettonate dagli italiani per le vacanze estive.
La quota di domanda si attesta sul 10,6% (rispetto al 10% del 2009).
Seguono a ruota la Sardegna (9,7% rispetto al 9,6% del 2009), la Sicilia (8,8% rispetto all’8,5% del 2009), e l’Emilia Romagna (8,3% rispetto al 10% del 2009).
Tiene la Toscana con l’8,3% rispetto all’8,5% del 2009.
Esplode il Veneto che incrementa di quasi il 100% la propria quota di mercato, passando dal 4,1% del 2009 all’8,1% di quest’anno.
Stesso rimarchevole aumento esponenziale lo registra l’Abruzzo che cresce di oltre il 130% passando dall’1,5% di quota di mercato di italiani del 2009 al 3,5% di quest’anno, a conferma che la Regione dopo il terremoto gode ampiamente dei favori turistici degli italiani.
Una crescita altrettanto importante si evidenzia per la Campania che passa dal 3,1% del 2009 al 4,2% di quest’anno a conferma che il problema prodotto dall’emergenza rifiuti è stato completamente superato.
I MOVIMENTI PER REGIONE DI PROVENIENZA – Sono 9 su 20 le Regioni italiane che producono a livello di indicatori statistici una movimentazione maggiore di turisti rispetto alle altre.
E tra esse, a seconda della collocazione geografica, è evidente la preferenza per la propria terra di origine o, anche in virtù della maggiore disponibilità economica, la predilezione per altri territori.
Così, mentre i meno fedeli alla loro terra di residenza si mostrano i lombardi, i laziali ed i piemontesi, i toscani (a sorpresa) questa estate stanno preferendo chiaramente i loro lidi e le loro montagne. Ma vediamo nel dettaglio i risultati dell’analisi.
LOMBARDI – Il 4,8% di chi fa vacanze estive rimane in ambito regionale (rispetto al 6,3% del 2009), mentre il 95,2% (rispetto al 93,7% del 2009) parte in direzione soprattutto dell’Emilia Romagna e della Sardegna.
LAZIALI – L’8,9% di chi fa vacanze estive rimane in ambito regionale (rispetto al 14,3% del 2009), mentre il 91,1% (rispetto all’85,7% del 2009) parte in direzione soprattutto della Sardegna.
PIEMONTESI – Il 15% (rispetto all’8,2% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre l’85% (rispetto al 91,8% del 2009) parte in direzione soprattutto della Liguria e della Puglia.
CAMPANI – Il 23,4% (rispetto al 10,5% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre il 76,6% (rispetto all’89,5% del 2009) parte in direzione soprattutto della Calabria e della Puglia.
EMILIANO-ROMAGNOLI – Il 33,3% (rispetto al 40,5% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre il 66,7% (rispetto al 59,5% del 2009) parte in direzione soprattutto della Lombardia e del Veneto.
VENETI – Il 34,8% (rispetto al 20,5% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre il 65,2% (rispetto al 79,5% del 2009) parte in direzione soprattutto dell’Emilia Romagna e del Trentino Alto Adige.
PUGLIESI – In perfetta parità è invece la quota dei pugliesi che per il 50% (rispetto al 37,5% del 2009) rimangono in ambito regionale, mentre il restante 50% (rispetto al 62,5% del 2009) parte in direzione soprattutto dell’Abruzzo e della Campania.
SICILIANI – Il 57,9% (rispetto al 59,4% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre il 42,1% (rispetto al 40,6% del 2009) parte in direzione soprattutto della Lombardia e della Campania.
TOSCANI – Il 64,7% (rispetto al 33,3% del 2009) rimane in ambito regionale, mentre il 35,3% (rispetto al 66,7% del 2009) parte in direzione soprattutto della Lombardia e del Veneto.
Alla fine della lettura del comunicato della Federalberghi la Calabria resta con un pugno di mosche, le uniche che oramai affollano le nostre spiagge.
in italia tutto è fermo a 30 anni fa non solo il turismo... che tristezza della serie si stava meglio quando si stava peggio
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