Spoltore, la pattumiera ribelle
di Diego Carmignani
RIFIUTI. Il Comune del pescarese, valvola di sfogo degli scarti di tutta la provincia, dice no all'ennesima discarica nell'area.
Circa un mese fa, riportavamo su queste colonne i ghiotti affari intorno al business rifiuti in costante aumento in Abruzzo, con annessi risvolti giudiziari finiti sulle pagine di cronaca negli scorsi giorni. Il fronte, per una volta, non è quello post-sisma aquilano e al centro del teso confronto, che sta coinvolgendo un numero crescente di cittadini, più che gli appalti e gli interessi speculativi, ci sono il diritto alla salute, la tutela dell'ambiente e la corretta gestione delle risorse.
Sfidando la stagione balneare, i limiti di visibilità e soprattutto il vuoto istituzionale (per il quale non occorre però l'arrivo dell'estate), il neonato comitato "No alla discarica di Spoltore", sta attuando un vero battage quotidiano per impedire la realizzazione di una nuova discarica, di proprietà privata, in zona Fosso Grande, caratterizzata da olivi secolari, querce, cereali, ortaggi e situata in una vallata ancora oggetto di rinaturalizzazione dopo la chiusura e l'avvio dei lavori di bonifica del vecchio sito, che continua a rilasciare, dopo ben 20 anni, percolato e metalli pesanti. Si tratta del quarto impianto del genere sul territorio comunale, che significherebbe il colpo di grazia per i coltivatori che lavorano lì da generazioni, ma anche per quelli più "moderni", che hanno investito coraggiosamente in agricoltura biologica, biodinamica e a "chilometro 0". Un business sano e virtuoso che verrebbe sorpassato a destra da un'altra forma di profitto, legata allo smaltimento dei rifiuti, con la compiacenza degli amministratori di Pescara e dintorni, dove la questione discariche sta diventando una brutta grana da convertire possibilmente in opportunità.
A sostegno del comitato (riunitosi straordinariamente anche in questi giorni per premere sull'acceleratore), sono scesi in campo nell'ultimo mese anche le associazioni di consumatori Codacons e Consab, l'assessore all'Ambiente del Comune di Pescara Isabella Del Trecco, nonché il Partito democratico locale, che si è fatto portavoce, tramite un documento inviato alle istituzioni locali, di un malcontento popolare giunto ai limiti della sopportazione.
Di fatto, il comune di Spoltore è diventato nel tempo la pattumiera del pescarese, che ha gonfiato di rifiuti la discarica di Colle Cese, prossima all'esaurimento, e valvola di sfogo per l'intera provincia, sia in termini ambientali che economici. L'assurda scelta del nuovo ennesimo impianto è conseguenza di piani rifiuti mai approvati o attuati nel resto della provincia, che riversa su Spoltore il suo marcio.
Un'iniziativa il palese contrasto con le direttive europee, con la carte dei cittadini e dei consumatori, che va a ridisegnare in peggio la qualità della vita del comprensorio. Via vai giornalieri di camion carichi di rifiuti appestanti, inquinamento da Pm10 e benzene, rumore dei macchinari necessari alla lavorazione dell'immondizia: questo il futuro certo, fatto di danni all'ambiente, alla salute, alle attività umane. E alla già salatissima lista dei conti, si aggiunge anche la beffa: la società Ambiente spa ha approvato le nuove tariffe per lo smaltimento in discarica nei comuni pescaresi. Incrementi dal 14 al 33 per cento destinati a ripercuotersi anche sui cittadini. Ma per quelli già sommersi di scarti non sarà altro che l'ennesimo sgarbo.
http://www.terranews.it/news/2010/08/spoltore-la-pattumiera-ribelle
di Diego Carmignani
RIFIUTI. Il Comune del pescarese, valvola di sfogo degli scarti di tutta la provincia, dice no all'ennesima discarica nell'area.
Circa un mese fa, riportavamo su queste colonne i ghiotti affari intorno al business rifiuti in costante aumento in Abruzzo, con annessi risvolti giudiziari finiti sulle pagine di cronaca negli scorsi giorni. Il fronte, per una volta, non è quello post-sisma aquilano e al centro del teso confronto, che sta coinvolgendo un numero crescente di cittadini, più che gli appalti e gli interessi speculativi, ci sono il diritto alla salute, la tutela dell'ambiente e la corretta gestione delle risorse.
Sfidando la stagione balneare, i limiti di visibilità e soprattutto il vuoto istituzionale (per il quale non occorre però l'arrivo dell'estate), il neonato comitato "No alla discarica di Spoltore", sta attuando un vero battage quotidiano per impedire la realizzazione di una nuova discarica, di proprietà privata, in zona Fosso Grande, caratterizzata da olivi secolari, querce, cereali, ortaggi e situata in una vallata ancora oggetto di rinaturalizzazione dopo la chiusura e l'avvio dei lavori di bonifica del vecchio sito, che continua a rilasciare, dopo ben 20 anni, percolato e metalli pesanti. Si tratta del quarto impianto del genere sul territorio comunale, che significherebbe il colpo di grazia per i coltivatori che lavorano lì da generazioni, ma anche per quelli più "moderni", che hanno investito coraggiosamente in agricoltura biologica, biodinamica e a "chilometro 0". Un business sano e virtuoso che verrebbe sorpassato a destra da un'altra forma di profitto, legata allo smaltimento dei rifiuti, con la compiacenza degli amministratori di Pescara e dintorni, dove la questione discariche sta diventando una brutta grana da convertire possibilmente in opportunità.
A sostegno del comitato (riunitosi straordinariamente anche in questi giorni per premere sull'acceleratore), sono scesi in campo nell'ultimo mese anche le associazioni di consumatori Codacons e Consab, l'assessore all'Ambiente del Comune di Pescara Isabella Del Trecco, nonché il Partito democratico locale, che si è fatto portavoce, tramite un documento inviato alle istituzioni locali, di un malcontento popolare giunto ai limiti della sopportazione.
Di fatto, il comune di Spoltore è diventato nel tempo la pattumiera del pescarese, che ha gonfiato di rifiuti la discarica di Colle Cese, prossima all'esaurimento, e valvola di sfogo per l'intera provincia, sia in termini ambientali che economici. L'assurda scelta del nuovo ennesimo impianto è conseguenza di piani rifiuti mai approvati o attuati nel resto della provincia, che riversa su Spoltore il suo marcio.
Un'iniziativa il palese contrasto con le direttive europee, con la carte dei cittadini e dei consumatori, che va a ridisegnare in peggio la qualità della vita del comprensorio. Via vai giornalieri di camion carichi di rifiuti appestanti, inquinamento da Pm10 e benzene, rumore dei macchinari necessari alla lavorazione dell'immondizia: questo il futuro certo, fatto di danni all'ambiente, alla salute, alle attività umane. E alla già salatissima lista dei conti, si aggiunge anche la beffa: la società Ambiente spa ha approvato le nuove tariffe per lo smaltimento in discarica nei comuni pescaresi. Incrementi dal 14 al 33 per cento destinati a ripercuotersi anche sui cittadini. Ma per quelli già sommersi di scarti non sarà altro che l'ennesimo sgarbo.
http://www.terranews.it/news/2010/08/spoltore-la-pattumiera-ribelle
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