di Emiliano Fittipaldi
Viale Mazzini fa pubblicità turistica, nascosta nei talk show, prendendo soldi dalle regioni. C'è perfino un listino prezzi segreto, programma per programma: da Uno Mattina a Voyager
(05 agosto 2010)
Pierluigi Diaco e Georgia LuziUn mese fa la giunta del Veneto ha investito 230 mila euro per la finale di "Miss Italia nel mondo" che si svolgerà a Jesolo: RaiUno in cambio s'impegna a organizzare un reportage di 40 minuti per riprendere le bellezze della laguna, Bassano del Grappa, Thiene e Marostica. Un do ut des tra Rai e Regioni che si replica qualche giorno dopo in Puglia, dove Nichi Vendola ha stanziato oltre 400 mila euro dei fondi regionali per sovvenzionare il programma "Okkupati", trasmissione sul mondo del lavoro che va in onda la domenica su RaiTre. "Un regalo del presidente a una trasmissione destinata alla sua auto-apologia, uno schiaffo alle televisioni locali", ha attaccato il consigliere Pdl Nino Marmo. Senza sapere che nelle stesse ore il suo collega di partito e governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, decideva di mettere una fiche da 300 mila euro per l'organizzazione del premio "Rodolfo Valentino", trasmesso il 4 luglio da RaiUno. Secondo qualche oppositore i soldi sarebbero stati praticamente buttati dalla finestra: troppo pochi gli spot sulla Sardegna durante la serata, fatta peraltro a pezzi dal critico televisivo Aldo Grasso: "Sarebbe interessante sapere chi paga queste feste auto-celebrative, e quanto è a carico dei contribuenti", ha scritto. "Nei momenti di crisi e di tagli alle tredicesime, ci sono spese che sono prioritarie e altre di cui forse si può fare a meno".
I conduttori di Uno Mattina Estate
Di tutto, di più. L'importante è fare cassa. In pochi sanno che la Radio televisione italiana bussa alle porte delle Regioni italiane per stringere convenzioni e incamerare denari, ma quasi nessuno conosce le cifre esatte che gli enti versano alla televisione per fare promozione del territorio (e dei politici che lo governano). Alla Rai non bastano i miliardi raccolti con la pubblicità e il canone, ma da tempo punta anche ai soldi della cosiddetta comunicazione istituzionale, espressione neutra ripetuta dai dirigenti di viale Mazzini che sullo schermo si declina in un'infinità di servizi su città da visitare, luoghi turistici da rilanciare e sviolinate sui prodotti tipici. Messaggi conditi, quasi sempre, con interviste garbate ad assessori, sindaci, consiglieri regionali, governatori, presidenti di camere di commercio e chi più ne ha più ne metta. Perché se la Rai è sempre a caccia di euro freschi, ai politici non par vero di poter finire in televisione.
Il fenomeno sembra inarrestabile. I giornalisti in segreto si lamentano, parlando di un conflitto d'interessi che rischia di andare a scapito di un'informazione corretta. Altri ancora credono che si tratti, senza giri di parole, di pubblicità occulta (in genere il finanziamento viene segnalato nei titoli di testa o di coda con la scritta "in collaborazione con"). Ma non c'è critica che tenga. Ministeri e regioni fanno a gara per finire su "Uno Mattina" o "Voyager", passando per i Tg regionali o per trasmissioni tipo "Geo&Geo" e "La vita è in diretta".
I soldi pubblici vengono girati da un ente all'altro attraverso piani commerciali e convenzioni a costi variabili. "Lo fanno con noi perché facciamo pagare molto meno di Mediaset", dicono fonti autorevoli dell'azienda diretta da Mauro Masi. Sarà, ma le cifre sembrano rilevanti: "L'espresso" ha infatti scovato un documento riservato che descrive nel dettaglio quanto bisogna sganciare se si vuole apparire in tv, una sorta di listino-prezzi diviso per programma, ascolto medio e durata di quelle che i maligni chiamano, in gergo, "marchette". Si tratta di una "Proposta di piano di comunicazione" del valore di oltre un milione che la Direzione sviluppo e coordinamento commerciale ha mandato di recente alla Regione Sicilia, un piano - va detto - ancora non approvato.
L'introduzione è invitante, la tv di Stato parla come un bravo venditore: "La valorizzazione della cultura, della storia, delle tradizioni è tra gli obiettivi prioritari della Rai... Il piano comunicativo sarà redatto con il prezioso contributo ideativo della Regione Sicilia, che sarà il benvenuto per integrare il progetto con proposte ritagliate sulle specifiche necessità del territorio". Di seguito, il menu: un intervento di 3-4 minuti su "Uno mattina", contenitore storico di RaiUno, viene quotato 15 mila euro. Quattro gli "interventi" previsti per l'ente, per "un importo totale di 60 mila euro". Più cara "Linea Verde", che ha un ascolto medio tre volte superiore: per una puntata dedicata a un particolare territorio (immaginate un servizio tra le arance di Siracusa o i quartieri di Palermo) ci vogliono 60 mila euro. Per ogni intervento su "Linea Blu edizione 2010", specializzata invece in località affacciate sulla costa, servono invece 25 mila euro: la durata della promozione, però, è di soli due minuti. In pratica, sono 138 euro al secondo tondi tondi.
La lista continua. Gli enti locali che vogliono apparire, con un servizio o un'intervista al politico di turno, sul mitico "Sereno Variabile" di Osvaldo Bevilacqua, definito dalla direzione commerciale Rai "un settimanale dedicato alle proposte turistiche" devono sborsare 18 mila euro per quattro minuti. Ne vanno aggiunti 4 mila se assessori e consiglieri preferiscono, al pubblico di RaiDue, quello della Terza rete: "Geo&Geo" (in media 1,8 milioni di spettatori contro i 900 mila di Bevilacqua) costa 22 mila euro per cinque minuti di servizio. Chi è intenzionato a valersi di Isoradio paga meno: il piano siciliano prevede dieci interventi, ognuno al prezzo di 4 mila euro. La Rai offre anche un pacchetto di 12 magazine dedicati al territorio e trasmessi da Yes Italia, nuovo canale satellitare "dedicato al turismo e al made in Italy", per la modica cifra di 250 mila euro.
Interviste e reportage dai toni entusiasti stanno in realtà spuntando ovunque, perché la Rai vende ogni minuto che può. Lo può fare: le convenzioni con le amministrazioni pubbliche sono basate su leggi e decreti (l'ultima direttiva è del 1994) che di fatto consentono interventi al di fuori dei normali canali pubblicitari. L'entità dell'obolo è legato, nel caso di programmi già esistenti, al loro ascolto medio. Per programmi ad hoc il prezzo dipende dal costo di realizzazione e di trasmissione. Come spiega un decalogo Rai, la tv pubblica fornisce per i propri clienti una vasta gamma di prodotti: si va dall'economica citazione ad opera del conduttore, normalmente "utilizzata in trasmissioni di intrattenimento della fascia preserale e della prima serata", alla più pregiata rubrica, "un momento dedicato con marchio e sigla di identificazione inserito con cadenza settimanale all'interno di un programma televisivo o radiofonico". Fino all'ambitissima location, grazie alla quale un territorio farà la parte del leone in un film tv, un gioco a premi, un evento sportivo.
Nessuna sorpresa, dunque, se la Campania, nel 2009, è stata protagonista di una striscia tutta sua nel programma "Buongiorno regione", gestito dalla testata giornalistica regionale: Bassolino e compagni avevano investito 240 mila euro, nonostante i dubbi sollevati dai giornalisti del Tgr sull'operazione. Nessuno scalpore se Raffaele Lombardo ha stanziato di recente 25 milioni per coprodurre la soap "Agrodolce" su RaiTre, né che la Rai stia cercando di rinnovare con il Piemonte il contributo regionale per mandare in onda la rubrica Tgr Montagne. L'Emilia-Romagna ha da poco staccato un assegno da 200 mila euro per l'edizione 2010 di Miss Italia, mentre la Calabria finanzia il programma estivo di Rai Due "La giostra sul Due" per 360 mila euro. Nella lista dei partner ci sono pure il ministero dell'Interno, quello delle Politiche agricole, il ministero dei Trasporti, persino l'Inail. Il Comune di Milano per lanciare l'Expò 2015 sta trattando un progetto per più iniziative, per un valore di circa 900 mila euro, mentre i consulenti di Cappellacci ipotizzano di sganciare qualche euro anche per la miniserie (in fase di preproduzione) "Dove la trovi una come me?".
I soldi probabilmente non saranno tanti, visto che sei mesi fa altri 300 mila euro sono passati dalle casse della Sardegna al canale di Rai International Yes Italia, anche questo diretto da Bevilacqua.
Nessuno sa se gli investimenti producano risultati. L'esempio virtuoso del Piemonte, dove grazie alla Film Commission ogni euro di finanziamento ha generato un giro d'affari di 22 euro, indica che più che apparire in tv è meglio creare strutture per partecipare alla produzione. Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia hanno scelto un'altra strada: se la prima ha concesso un contributo di 19 mila euro per ospitare la troupe della fiction "Fuori classe" con Luciana Littizzetto (ad Aosta si sono specializzati: a febbraio ne avevano pagati 45 mila per invitare sulle Alpi i protagonisti de "L'isola dei famosi"), a Trieste per la tutela della lingua friulana non badano a spese: 250 mila euro l'anno l'entità della convenzione, parte dei quali utilizzati per tradurre in dialetto tre puntate del cartone animato "La Pimpa".
Proprio in questi giorni, poi, la Rai sta cercando di vendere "Voyager", la trasmissione dei misteri condotta da Roberto Giacobbo. L'anno scorso una puntata si aprì con gli enigmi della Cappella degli Scrovegni di Padova, grazie ad un accordo con il Veneto. Per la nuova edizione si punta invece sulla Sicilia: per 250 mila euro la Regione potrà finanziare una trasmissione che tenterà di dimostrare che l'Itaca cantata nell'Odissea è in realtà Lampedusa, che le piramidi non sono solo egizie ma spuntano anche in provincia di Catania, che nel santuario di Valverde sarebbe custodita un'immagine della Madonna di origine extraterrestre. Lo script si chiude con un dubbio amletico: possibile che Shakespeare fosse siciliano? Una tesi già sentita. In una vecchia puntata di Voyager del febbraio 2009.
Ha collaborato Marco Guzzetti
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