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domenica 8 agosto 2010

Lombardia. Fedaralismo scolastico, la beffa dei corsi regionali

Manca l’accordo con il Ministero, niente quinto anno e maturità come prometteva il governatore

di FRANCO VANNI

I corsi della Regione non consentiranno agli studenti di fare l'esame di maturità, come invece sbandierato nell'intesa firmata da Formigoni e dalla Gelmini nel marzo 2009. Il quinto anno di studi, che avrebbe portato all'università i 40mila iscritti delle scuole regionali sarebbe dovuto partire a settembre, non si farà. E il "federalismo scolastico", annunciato da Formigoni in campagna elettorale come "obiettivo raggiunto", resta invece al palo.

"Manca l'accordo con il ministero e con le altre Regioni - dice l'assessore alla Formazione del Pirellone, Gianni Rossoni - sono problemi burocratici che saranno superati, il progetto slitta al 2011-2012". Peccato che nessuno abbia informato gli studenti che speravano (o ancora sperano) di completare gli studi con il quinto anno.

Le interviste Lo studente Il manager

A Voghera, Como, Milano, Cremona, centinaia di ragazzi al termine del quarto anno si sono sentiti dire dalla scuola: "Spiacenti, è finita qui". Una brutta sorpresa, tanto più che sul sito della Regione si legge ancora la dichiarazione di Formigoni: "L'intesa ha dato il via libera alla nostra riforma scolastica. Dal 2010-2011 gli studenti potranno accedere a un quinto anno integrativo, per sostenere la maturità e iscriversi all'università". E invece no. "Ci hanno raccontato balle", si sfoga uno studente su Facebook, dove nascono gruppi di ragazzi "traditi" dalla Regione.

Con il quinto anno, per la prima volta in Italia, una Regione avrebbe di fatto potuto fare "in proprio" l'esame di Stato. Ma nelle scorse settimane i tecnici del ministero dell'Istruzione hanno spiegato al Pirellone che per realizzare il sogno di Formigoni bisognerebbe cambiare leggi e regolamenti. E che per consentire a enti privati di portare i ragazzi all'università non basta accreditarli e li finanzi con la "dote scuola", dai 2.500 ai 4.500 euro l'anno per ogni studente iscritto.

Il proclama formigoniano del "federalismo scolastico raggiunto" non ha tratto in inganno solo il sito della Regione e i diciassettenni aspiranti parrucchieri, falegnami e operatori turistici. Anche il ministro Gelmini, firmata l'intesa nel 2009, non si è poi premurata di chiedere ai suoi burocrati se sarebbe stato possibile realizzarle. Ancora il 19 aprile scorso, intervenendo a Milano al Tavolo Lombardia, la Gelmini magnificava "il modello scolastico lombardo, che ha reso omogenei i titoli di studio". Qualcosa si è fatto davvero, ma è un inizio. La Lombardia è la sola Regione italiana che ha introdotto un quarto anno di studi nei suoi corsi professionali, prima solo triennali, per offrire ai ragazzi un "diploma tecnico" riconosciuto. Ma un conto sono i certificati del Pirellone, un altro sarebbe il titolo che vale come quello statale.

Per Sara Valmaggi, consigliera regionale del Pd, "questo pasticcio dimostra che il "modello lombardo per l'istruzione" è solo propaganda e annunci". Luciano Muhlbauer, di Rifondazione comunista, è più drastico: "Di concreto c'è solo il finanziamento alle scuole private, il resto sono chiacchiere". Claudio Arcari, di Flc Cgil, contesta l'impianto dell'intesa: "Il federalismo scolastico - dice - sarebbe un'inutile fuga in avanti".

http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/08/07/news/fedaralismo_scolastico_la_beffa_dei_corsi_regionali-6123138/

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