Cronaca di RedazioneInquinamento: per Legambiente l’Italia è a rischio marea nerapubblicato il 10 agosto 2010Lo afferma uno studio di Goletta Verde, che alza l’allarme sulle rotte petrolifere in entrata e in uscita dal nostro paese. “Siamo i più esposti a disastri ambientali”, afferma l’associazione.
Sono ancora nitide le immagini della tragedia della Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera che ha creato nel Golfo del Messico la “marea nera”, il peggior disastro ambientale di tutti i tempi. Ora, Legambiente, la principale associazione ambientalista italiana, alza il livello d’allarme: una cosa del genere, infatti, potrebbe succedere anche in Italia.CROCEVIA PETROLIFERO – Fatte le debite proporzioni, secondo un rapporto stilato da Goletta Verde, la divisione di Legambiente che ogni anno monitora lo stato dei nostri mari, il Belpaese è molto più esposto di altri al pericolo di una tragedia petrolifera.“Ogni anno”, scrive Goletta Verde, “verso le coste italiane viaggiano ben 178 milioni di tonnellate di petrolio, quasi la meta’ di tutto il greggio che arriva in direzione dei porti del Mediterraneo, crocevia delle petroliere di tutto il mondo”; e dunque, facendo due calcoli, si scopre che il nostro paese “movimenta complessivamente oltre 343 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi all’anno a cui vanno aggiunte le quantita’ di petrolio e affini stoccati in 482 depositi collocati vicino al mare, che hanno una capacita’ di quasi 18 milioni di metri cubi”.L’ITALIA NON E’ PRONTA -Un crocevia, dicevamo, il nostro paese, “al centro di ben 10 rotte all’interno del bacino del Mediterraneo che praticamente includono nel traffico dell’oro nero tutte le Regioni costiere italiane. Con 5 raffinerie, 5 porti, 4 piattaforme e oltre 123 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi movimentati, e’ la Sicilia la regione piu’ interessata, seguita dalla Liguria”. Una situazione che, però, lungi dall’essere tranquilla, desta allarme. “Queste cifre”, afferma Legambiente, “dicono che l’Italia e’ una delle nazioni al mondo piu’ esposte al rischio di incidente ambientale connesso allo sversamento di petrolio e una conferma di questo e’ anche il primato, detenuto dal nostro Paese, del greggio versato nei principali incidenti degli ultimi 25 anni”. E per Vittorio Cogliati Dezza, presidente dell’associazione, il punto è che il nostro paese non sarebbe pronto a gestire un’eventuale emergenza: “C’è molto da fare”, dice, “soprattutto da parte degli enti locali, sul fronte della bonifica delle coste in caso di spiaggiamento di petrolio“.http://www.giornalettismo.com/archives/76189/marea-nera-italia-legambiente/
Sono ancora nitide le immagini della tragedia della Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera che ha creato nel Golfo del Messico la “marea nera”, il peggior disastro ambientale di tutti i tempi. Ora, Legambiente, la principale associazione ambientalista italiana, alza il livello d’allarme: una cosa del genere, infatti, potrebbe succedere anche in Italia.CROCEVIA PETROLIFERO – Fatte le debite proporzioni, secondo un rapporto stilato da Goletta Verde, la divisione di Legambiente che ogni anno monitora lo stato dei nostri mari, il Belpaese è molto più esposto di altri al pericolo di una tragedia petrolifera.“Ogni anno”, scrive Goletta Verde, “verso le coste italiane viaggiano ben 178 milioni di tonnellate di petrolio, quasi la meta’ di tutto il greggio che arriva in direzione dei porti del Mediterraneo, crocevia delle petroliere di tutto il mondo”; e dunque, facendo due calcoli, si scopre che il nostro paese “movimenta complessivamente oltre 343 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi all’anno a cui vanno aggiunte le quantita’ di petrolio e affini stoccati in 482 depositi collocati vicino al mare, che hanno una capacita’ di quasi 18 milioni di metri cubi”.L’ITALIA NON E’ PRONTA -Un crocevia, dicevamo, il nostro paese, “al centro di ben 10 rotte all’interno del bacino del Mediterraneo che praticamente includono nel traffico dell’oro nero tutte le Regioni costiere italiane. Con 5 raffinerie, 5 porti, 4 piattaforme e oltre 123 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi movimentati, e’ la Sicilia la regione piu’ interessata, seguita dalla Liguria”. Una situazione che, però, lungi dall’essere tranquilla, desta allarme. “Queste cifre”, afferma Legambiente, “dicono che l’Italia e’ una delle nazioni al mondo piu’ esposte al rischio di incidente ambientale connesso allo sversamento di petrolio e una conferma di questo e’ anche il primato, detenuto dal nostro Paese, del greggio versato nei principali incidenti degli ultimi 25 anni”. E per Vittorio Cogliati Dezza, presidente dell’associazione, il punto è che il nostro paese non sarebbe pronto a gestire un’eventuale emergenza: “C’è molto da fare”, dice, “soprattutto da parte degli enti locali, sul fronte della bonifica delle coste in caso di spiaggiamento di petrolio“.http://www.giornalettismo.com/archives/76189/marea-nera-italia-legambiente/
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