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giovedì 5 agosto 2010

Il biocarburante derivato da alghe può danneggiare l’ambiente più del gasolio

E’ confermato. Il biocarburante derivato dalle alghe non è un’alternativa ecologica al gasolio e alla benzina. O almeno: non lo è necessariamente.

Lo dice uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Energy & Fuels, che analizza la produzione e l’uso del biodiesel ricavato da alghe cresciute nei bioreattori: in sostanza, cilindri trasparenti pieni di acqua.

Ebbene: questo biocarburante danneggia l’ambiente quasi quattro volte più del diesel ricavato dal petrolio. A prima vista sembra impossibile. Eppure…


Il biocarburante derivato dalle alghe sembrava avere un luminoso avvenire. Restituisce all’atmosfera solo l’anidride carbonica – il gas dell’effetto serra – assorbita dalle alghe durante il loro ciclo vitale, mentre i combustibili fossili rimandano in circolo l’anidride carbonica immagazzinata negli organismi vissuti e morti in un passato remotissimo.

Inoltre, al contrario del biocarburante derivato dal mais, le alghe non sottraggono terreno agricolo alla produzione di cibo.

E allora, dov’è che questa magia non funziona? Lo studio pubblicato su Energy & Fuels porta la firma di Anna Stephenson, dell’Università di Cambridge. Ha sviluppato ed applicato un modello al computer per calcolare le emissioni di anidride carbonica nell’intero ciclo di produzione e raffinazione delle alghe.

Quando le alghe crescono nei bioreattori (i cilindri trasparenti), è necessario impiegare energia per pompare acqua nei tubi e girarli affinchè ricevano la giusta quantità di luce solare. E poi ci vuole altra energia per raffinare le alghe e trasformarle in biodiesel.

Le emissioni di anidride carbonica derivanti dall’impiego di questa energia superano di 3,7 volte quelle che si producono estraendo petrolio, trasformandolo in diesel e poi bruciandolo dentro il motore di un’automobile.

Il discorso cambia se le alghe crescono in vasche anzichè nei bioreattori. In questo caso le emissioni di anidride carbonica legate al ciclo produttivo sono pari a un quarto (anzi: un po’ meno) di quelle derivanti dalla produzione e dall’uso del diesel di origine fossile. Il vantaggio ecologico c’è.

O meglio: il vantaggio ecologico potrebbe esserci. Perchè bisognerebbe calcolare un effetto collaterale che lo studio di Anna Stephenson si limita ad indicare senza effettuarne l’analisi completa.

E cioè: nelle vasche le alghe ricevono meno luce, e la produzione è inferiore rispetto a quella ottenuta nei bioreattori. Il processo è ancora conveniente dal punto di vista economico?

Su Energy & Fuels analisi della produzione di biocarburante derivato dalle alghe. L’articolo completo è riservato agli abbonati; il riassunto è di libero accesso

Su Treehugger il biocarburante derivato da alghe cresciute in bioreattori danneggia l’ambiente più del gasolio


http://www.blogeko.it/2010/il-biocarburante-derivato-da-alghe-puo-danneggiare-lambiente-piu-del-gasolio/

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