di Giulia Fresca, 15 agosto 2010
In Calabria, un detto antico recita "la bocca è una ricchezza". Già, perché a parole di cose se ne dicono tante, e si può anche diventarericchi con le fandonie ma, la vera prova, come si sa deriva dai fatti. Il Ministro degli Interni Roberto Maroni, nei giorni scorsi ha snocciolato dati sugli sbarchi dei clandestini sulle coste italiane che, rispetto allo scorso anno sarebbero diminuiti dell'88%. Il Ministero non ha fatto in tempo a citare il "campione" di "Lampedusa, Linosa e Lampione" dove addirittura gli sbarchi, nel periodo considerato riporterebbero una diminuzione del 98%, che due giorni dopo, trentanove clandestini nord africani di sesso maschile sono arrivati proprio a Linosa. Alla ricchezza delle percentuali fa peròda contraltare il dato degli "esseri" umani che traghettano nei nostri mari. Si parla insomma di migliaia di sbarchi ed i numeri vengono immediatamente ripresi con una polemica a distanza dalla Caritas. Secondo Oliviero Forti, responsabile nazionale della Caritas, nonostante i toni trionfalistici del governo e i tanto sbandierati accordi con la Libia del colonnello Gheddafi «c'è un flusso costante euna pressione migratoria che rimane sostanzialmente immutata se non aumentata. In queste ultime settimane, assistiamo alla ripresa degli sbarchi, anche se non nella stessa quantità del passato. Ci chiediamo allora - spiega Forti - come possano avvenire se teoricamente è in vigore un pattugliamento così serrato come è stato annunciato e che in alcuni casi sembra non funzionare. Gli arrivi di Linosa dimostrano chei pattugliamenti non funzionano poi così bene. Anche perché - è l'analisi della Caritas- limitare la questione immigrazione al solo conteggio dei barconi significa guardare con miopia ad un problema che è molto più complesso come dimostrano le nuove tendenze e le nuove rotte (come quelle che portano al Salento». Ed infatti Roberto Maroni parla di barconi ma non va a vedere cosa succede nelle "terre". Un caso per tutti è il caso Rosarno. Cosa succede in questi giorni nell'Inferno nero calabrese?. Qualcuno si è preoccupato di capire, asette mesi di distanza dagli episodi che hanno fatto esplodere il dramma degli invisibile nella nostra nazione, se qualcosa è cambiato, se qualcosa è successo?O davvero si è convinti, come fa Maroni, che siano sufficienti delle tabelle di numeri per sedare ogni ricordo? Purtroppono! E la prova sono le campagne che, in questi giorni, pullulano dimigranti impegnati nella raccolta di pomodori, granturco e cipolle. La Calabria non è solo "arance", ma ci sono anche altri richiami per questi disperati alla ricerca della giornata di lavoro e ciò in attesa dell'uva di settembre, delle arance e delle olive per l'inverno. A suonare l'allarme è stato proprio Domenico Bagnato, commissario prefettizio a Rosarno, che ha evidenziato, due giorni fa, come la «situazione rimane grave a l'allerta è alta», tanto da ipotizzare la creazione di un Centro di Permanenza Temporaneo proprio a Rosarno. Un altro lager insomma. Il prefetto Bagnato in contrapposizione al Ministro Maroni? O forse i migranti in Italia devono ricordare le famose "vacche di Fanfani" che si tolgono da una parte per sommarsi dall'altra? Cosa non si fa per la futura campagna elettorale! La verità è che la Calabria continua ad essere continuamente meta di sbarchi, e non deve meravigliare se qualcuno sfugge al controllo delle guardie costiere, considerato che una regione con 800 km di litorale ha molti "buchi" che diventano porti sicuri per i migranti. L'autunno si prevede caldo sotto diversi fronti e sarebbe il caso che i media nazionali comincino a tornare in Calabria per fare il punto della situazione non soltanto su Rosarno ma su tante altre incongruenze che Articolo 21 continuerà a monitorare. Sette mesi dopo, non c'è più la"Rognetta", ma ci sono ancora i cumuli di materiale della sua demolizione per strada e basta girarsi intorno per vedere braccia nere che lavorano nei campi, braccia di corpi che si ribellano se qualcunosi permette di riprenderli o fotografarli.
http://www.articolo21.org/1602/notizia/i-media-tornino-in-calabria-a-vedere-cosa-succede.html
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