Segnalata dai passanti, la 34enne rischia una multa per violazione di una legge del '75 che vieta di circolare con il volto coperto. E' indagata dalla procura che deciderà se procedere o meno
Una donna di origine egiziana è stata denunciata dai carabinieri perché, a Chivasso (Torino), indossava il velo integrale. Del caso si occupano i magistrati della Procura, che stanno valutando quali provvedimenti prendere. La donna, 34 anni, è regolare in Italia e stava passeggiando insieme al marito. A segnalarla alla pattuglia a piedi sono stati diversi passanti, che hanno indicato ai militari la direzione in cui era andata. L'egiziana, subito dopo il controllo, ha rimesso il velo e ha continuato il suo giro in centro.
LE FOTO
La donna - che da quanto risulta non conosce l'italiano - è stata notata in una strada della città mentre indossava un "velo integrale - afferma il rapporto stilato dall'Arma - con due piccoli riquadri che lasciavano scoperti gli occhi". Il reato, spiega il comandante della compagnia di Chivasso, Dario Ferrara, precisando che il fatto è avvenuto il 12 agosto, è punito con l'arresto da uno a sei mesi e con "l'ammenda da lire cinquantamila a lire duecentomila", rivista in euro. "Sostanzialmente", spiega, la donna "rischia una ammenda. Sarà ora la procura a fare le sue valutazioni, magari anche archiviando il caso".
I carabinieri hanno contestato la violazione della legge 155 del 1975, emanata all'epoca del terrorismo e nota come "legge Reale", che contiene delle "disposizioni sull'ordine pubblico": all'articolo in questione, per esempio, vieta l'uso di caschi o di altri copricapo che rendano "difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico senza giustificato motivo".
I magistrati, guidati dal pubblico ministero Raffaele Guariniello, stanno esaminando la giurisprudenza. I precedenti non sono numerosi ma l'attenzione, per adesso, si è concentrata su una sentenza emessa dal Consiglio di Stato nel 2008. I supremi giudici amministrativi, chiamati a pronunciarsi su un'ordinanza del Comune di Azzano Decimo (Pordenone), esclusero che l'uso del velo violasse quell'articolo della legge "Reale". E' possibile, dunque, che non ci siano gli estremi per continuare l'azione penale. In ogni caso, il nome dell'egiziana è stato iscritto nel registro degli indagati. Da quanto si è appreso, possiede una carta di identità rilasciata dal Comune di Chivasso
http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/08/19/news/egiziana_con_il_velo_denunciata_a_chivasso-6372356/
Una donna di origine egiziana è stata denunciata dai carabinieri perché, a Chivasso (Torino), indossava il velo integrale. Del caso si occupano i magistrati della Procura, che stanno valutando quali provvedimenti prendere. La donna, 34 anni, è regolare in Italia e stava passeggiando insieme al marito. A segnalarla alla pattuglia a piedi sono stati diversi passanti, che hanno indicato ai militari la direzione in cui era andata. L'egiziana, subito dopo il controllo, ha rimesso il velo e ha continuato il suo giro in centro.
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La donna - che da quanto risulta non conosce l'italiano - è stata notata in una strada della città mentre indossava un "velo integrale - afferma il rapporto stilato dall'Arma - con due piccoli riquadri che lasciavano scoperti gli occhi". Il reato, spiega il comandante della compagnia di Chivasso, Dario Ferrara, precisando che il fatto è avvenuto il 12 agosto, è punito con l'arresto da uno a sei mesi e con "l'ammenda da lire cinquantamila a lire duecentomila", rivista in euro. "Sostanzialmente", spiega, la donna "rischia una ammenda. Sarà ora la procura a fare le sue valutazioni, magari anche archiviando il caso".
I carabinieri hanno contestato la violazione della legge 155 del 1975, emanata all'epoca del terrorismo e nota come "legge Reale", che contiene delle "disposizioni sull'ordine pubblico": all'articolo in questione, per esempio, vieta l'uso di caschi o di altri copricapo che rendano "difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico senza giustificato motivo".
I magistrati, guidati dal pubblico ministero Raffaele Guariniello, stanno esaminando la giurisprudenza. I precedenti non sono numerosi ma l'attenzione, per adesso, si è concentrata su una sentenza emessa dal Consiglio di Stato nel 2008. I supremi giudici amministrativi, chiamati a pronunciarsi su un'ordinanza del Comune di Azzano Decimo (Pordenone), esclusero che l'uso del velo violasse quell'articolo della legge "Reale". E' possibile, dunque, che non ci siano gli estremi per continuare l'azione penale. In ogni caso, il nome dell'egiziana è stato iscritto nel registro degli indagati. Da quanto si è appreso, possiede una carta di identità rilasciata dal Comune di Chivasso
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