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venerdì 13 agosto 2010

Cinese, la nuova sfida dei licei lombardi, boom di iscrizioni e caccia ai prof

Per il primo anno di studi negli istituti lomabardi ci sono solo 12 docenti per 1.500 allievi

di FRANCO VANNI

Da settempre nei licei linguistici lombardi il cinese sarà una vera materia, con tanto voto in pagella, in 57 classi distribuite in 18 istituti. Per la prima volta, in alcune scuole, gli stipendi degli insegnanti saranno pagati dal ministero dell'Istruzione e non più dalle scuole stesse. I corsi, che avranno le stesse ore delle altre lingue, potranno partire già dalla prima classe. Ma gli insegnanti con i titoli richiesti - una laurea in cinese e una conoscenza della lingua certificata - non si trovano.
Per i 1.500 studenti iscritti in classi con il cinese come materia, nella Regione i professori ritenuti "idonei all'insegnamento" da una commissione di esperti sinologi sono appena 12. Esauriti quelli (tutte donne), le scuole dovranno arrangiarsi, prendendo a prestito docenti dai corsi privati. "Il ministero ha finalmente inserito il cinese fra le lingue da studiare nei licei linguistici - spiega Gisella Langé, dirigente che si occupa di Lingue alla direzione scolastica regionale - ma si attende che il presidente della Repubblica firmi il decreto che disciplinerà il percorso di studi e i titoli necessari per essere abilitati a insegnare". Un bel pasticcio.

L'intervista "Una lingua su cui investire"

Negli anni passati alcune scuole avevano organizzato corsi "soft" di cinese da 30 ore l'anno, a partire dalla terza classe. Ma erano lezioni facoltative proposte dai singoli istituti, che non lasciavano traccia in pagella e che venivano svolte al di fuori dell'orario scolastico. Alcune scuole non statali, come il liceo linguistico comunale Manzoni, grazie a una sperimentazione hanno poi dato più struttura allo studio del cinese, e nel 2009 si sono avuti i primi diplomati che hanno portato la materia alla maturità. Il preside Pino Polistena un anno fa ha parlato di "esperienza pionieristica".
Ma si fa per dire: in Gran Bretagna il cinese è materia ufficiale nei licei linguistici dal 1952, in Francia dagli anni Settanta. In Italia è stata inserita nel curriculum solo il 15 giugno scorso, quando la riforma delle scuole superiori è divenuta legge. E solo per i licei linguistici: per gli istituti tecnici e professionali rimane il vincolo di insegnare "lingue europee". Se poi i ragazzi vogliono imparare il cinese facciano pure, al pomeriggio.
Fatta la riforma, si tratta ora di fare gli insegnanti. In assenza di una regola certa su chi abbia diritto ad andare in cattedra, in Lombardia si è costituita una commissione di "saggi" guidata dalla direzione scolastica, che ha valutato le competenze di chi prenderà servizio a settembre. Il gruppo è composto da sinologi delle Statale, Cattolica, Bicocca e dell'istituto Confucio, che nel 2009 ha aperto due sedi a Milano.
Su 32 candidati iscritti, hanno passato la selezione in 12, con un alto numero di assenti ai colloqui. E fra i 15 madrelingua che faranno conversazione nelle classi (per 33 delle 100 ore previste ogni anno, 132 dopo la terza) hanno ottenuto l'ok a insegnare in 7 su 15. "Il meccanismo è ancora imperfetto - dice Langé - ma finalmente il cinese nelle scuole statali lombarde è una realtà".

http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/08/13/news/cinese_la_nuova_sfida_dei_licei_boom_di_iscrizioni_e_caccia_ai_prof-6254478/

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