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domenica 22 agosto 2010

Bagnoli, un tuffo negli scarichi del collettore

Bagnoli, bambini giocano alla foce del collettore tra gli scarichi di Agnano. Il Comune di Napoli: non è inquinata, l'unico pericolo sono i metalli pesanti spesso contenuti dei fanghi

Mare negato? Ferie troppo care in tempo di crisi? A Bagnoli c'è chi ignora il divieto di balneazione e si tuffa nel collettore. Quello delle acque provenienti dagli impianti del consorzio di bonifica della Conca di Agnano. L'asta pluviale per legge deve raccogliere esclusivamente solo acque meteoriche. Quella di Bagnoli, all'altezza dell'impianto di sollevamento del Dazio, sversa acque reflue per tutto l'anno provenienti dagli impianti del consorzio di bonifica della Conca di Agnano che vanno a finire direttamente a mare.

BAGNO TERMALE «PROLETARIO» - In questo agosto senza ferie, la spiaggetta bagnolese che va dal lato destro del pontile Nord all'impianto di sollevamento del Dazio - in deroga al divieto di balneazione prescritto - è presa letteralmente d'assalto dai bagnanti che proprio in quella spiaggia hanno l'unica alternativa a una vacanza altrimenti impossibile. Il rigagnolo delle acque reflue calde perché intercetta quelle provenienti dalle Terme di Agnano diventa un'attrattiva irresistibile. Ecco allora bagnanti desiderosi di refrigerio immergersi nelle acque reflue per provare il lusso di un bagno termale a basso costo e bambini ignari del rischio provare a tuffarsi dentro. In effetti le acque che scorrono nell'asta pluviale di Bagnoli, sebbene composte da sola acqua termale, attraversano un lungo percorso prima di sfociare a mare. Un percorso che potrebbe nascondere qualche insidia. In passato il consorzio di bonifica della Conca di Agnano ha iniziato ad operare un progetto di miglioramento della propria rete. Tuttavia la parte terminale dell'asta pluviale rimane tutt'oggi ancora scoperta ed accessibile.

IL COMUNE: NON E' INQUINATA MA CONTIENE METALLI PERICOLOSI - «L'Asta pluviale di Bagnoli non è inquinata ci tiene a precisare il dottor Carafa responsabile del dipartimento "Risorsa Mare" del Comune di Napoli. Il rigagnolo è regolarmente monitorato dall'Arpac; del resto le alte temperature non consentono la proliferazione dei microbatteri. L'unico pericolo è nella possibilità che i fanghi contengano metalli pesanti in tal caso se ingurgitati possono provocare qualche serio problema».

SE LA SI BEVE- Non ci sono particolari rischi per la salute è il commento dal reparto di epidemiologia dall'Asl Napoli 2 nord; bisogna tuttavia necessariamente espellere il quantitativo ingurgitato ed osservare l'evoluzione delle condizioni di chi beve accidentalmente acque reflue. Se a contatto con il mare batteri virali e germi patogeni si disperdono naturalmente, il quantitativo è maggiore all'interno del rigagnolo che fuoriesce dal depuratore.

IL CANALE ANDREBBE INTERRATO - Il canale di scolo delle acque reflue andrebbe interrato- commenta amareggiata una bagnante - l'acqua calda è un'attrattiva irresistibile per molti e capita spesso che nonostante il divieto di balneazione bambini e adulti giocano o fanno il bagno «termale» inconsapevoli di eventuali rischi alla salute nel rigagnolo caldo che sfocia a mare.
(Antonio Cangiano, Corriere Del Mezzogiorno)

http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/08/18/bagnoli-un-tuffo-negli-scarichi-del-collettore/#more-9927

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