Per incentivare le giovani coppie italiane ad abitare nel centro storico, il Comune di Alzano Lombardo aveva previsto anche la concessione di un posto auto gratis. Ma ora è arrivata la bocciatura del provvedimento, anche se la stessa Amministrazione comunale aveva già modificato in modo sostanziale quella delibera.
Il giudice di Bergamo, Monica Bertoncini, ha infatti accolto il ricorso presentato dall'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) e dall'Associazione nazionale oltre le frontiere onlus di Bergamo (Anolf), secondo cui la delibera, del 3 dicembre 2009 n.79, è discriminatoria nei confronti dei residenti stranieri. Il Consiglio comunale di Alzano aveva già fatto marcia indietro e il 14 aprile scorso aveva approvato una nuova delibera in cui il requisito della cittadinanza italiana è stato sostituito con quello della residenza di uno dei due coniugi in Italia da almeno dieci anni e nel Comune da tre. Il giudice ha ritenuto di dover comunque censurare la vecchia delibera del Comune a guida leghista, ordinando alla Giunta di rimuovere dalla modulistica il requisito della cittadinanza e di pubblicare la sentenza sull'Eco di Bergamo, oltre al pagamento delle spese processuali pari a 2.500 euro.
Nella delibera incriminata il Comune prevedeva quattro tipi di agevolazioni per le giovani coppie che acquistano o affittano una casa nel centro storico: il posto auto gratuito su spazio pubblico per 10 anni, l'esonero dalla addizionale comunale Irpef e dalla tassa sui rifiuti per tre anni e contributi per la ristrutturazione o per l'affitto. Il tutto però riservato solo ai cittadini italiani. Asgi e Anolf hanno fatto ricorso sulla base dell'articolo 3 del decreto legislativo 215/03 secondo cui «il principio di parità del trattamento senza distinzione di razza ed origine etnica si applica a tutte le persone» anche nell'ambito delle prestazioni sociali e «nell'accesso a beni e servizi, incluso l'alloggio».
Nella sentenza del 13 luglio 2010, e resa nota oggi (30 luglio), il giudice Monica Bertoncini scrive che la delibera del Comune di Alzano Lombardo "presenta carattere discriminatorio, introducendo una distinzione del tutto arbitraria ed ingiustificata tra cittadini italiani e stranieri. L'esclusione di questi ultimi dalle agevolazioni introdotte per l'acquisto e l'affitto della prima casa non trovano alcuna giustificazione, se non quella di introdurre una preclusione destinata a scriminare, dal novero dei fruitori della previdenza sociale, gli stranieri in quanto tali".
“Quando avevamo adottato quella delibera non pensavamo assolutamente di creare discriminazioni particolari, perché la discriminazione in quel caso poteva essere anche nei confronti degli italiani residenti nei Comuni limitrofi - commenta il sindaco leghista di Alzano Roberto Anelli -. Ci è stato poi suggerito dagli esperti che qualche problema di legittimità quella delibera poteva averlo. E abbiamo superato il problema introducendo la residenza come caratteristica necessaria. L'unico nostro intento era riqualificare e rilanciare il centro storico, non certo fare discriminazioni".
http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=29435
Il giudice di Bergamo, Monica Bertoncini, ha infatti accolto il ricorso presentato dall'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) e dall'Associazione nazionale oltre le frontiere onlus di Bergamo (Anolf), secondo cui la delibera, del 3 dicembre 2009 n.79, è discriminatoria nei confronti dei residenti stranieri. Il Consiglio comunale di Alzano aveva già fatto marcia indietro e il 14 aprile scorso aveva approvato una nuova delibera in cui il requisito della cittadinanza italiana è stato sostituito con quello della residenza di uno dei due coniugi in Italia da almeno dieci anni e nel Comune da tre. Il giudice ha ritenuto di dover comunque censurare la vecchia delibera del Comune a guida leghista, ordinando alla Giunta di rimuovere dalla modulistica il requisito della cittadinanza e di pubblicare la sentenza sull'Eco di Bergamo, oltre al pagamento delle spese processuali pari a 2.500 euro.
Nella delibera incriminata il Comune prevedeva quattro tipi di agevolazioni per le giovani coppie che acquistano o affittano una casa nel centro storico: il posto auto gratuito su spazio pubblico per 10 anni, l'esonero dalla addizionale comunale Irpef e dalla tassa sui rifiuti per tre anni e contributi per la ristrutturazione o per l'affitto. Il tutto però riservato solo ai cittadini italiani. Asgi e Anolf hanno fatto ricorso sulla base dell'articolo 3 del decreto legislativo 215/03 secondo cui «il principio di parità del trattamento senza distinzione di razza ed origine etnica si applica a tutte le persone» anche nell'ambito delle prestazioni sociali e «nell'accesso a beni e servizi, incluso l'alloggio».
Nella sentenza del 13 luglio 2010, e resa nota oggi (30 luglio), il giudice Monica Bertoncini scrive che la delibera del Comune di Alzano Lombardo "presenta carattere discriminatorio, introducendo una distinzione del tutto arbitraria ed ingiustificata tra cittadini italiani e stranieri. L'esclusione di questi ultimi dalle agevolazioni introdotte per l'acquisto e l'affitto della prima casa non trovano alcuna giustificazione, se non quella di introdurre una preclusione destinata a scriminare, dal novero dei fruitori della previdenza sociale, gli stranieri in quanto tali".
“Quando avevamo adottato quella delibera non pensavamo assolutamente di creare discriminazioni particolari, perché la discriminazione in quel caso poteva essere anche nei confronti degli italiani residenti nei Comuni limitrofi - commenta il sindaco leghista di Alzano Roberto Anelli -. Ci è stato poi suggerito dagli esperti che qualche problema di legittimità quella delibera poteva averlo. E abbiamo superato il problema introducendo la residenza come caratteristica necessaria. L'unico nostro intento era riqualificare e rilanciare il centro storico, non certo fare discriminazioni".
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