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domenica 25 luglio 2010

Mozzarelle blu, Granarolo nella bufera

Sequestrate a Rivoli due latticini made in Italy. Analisi in corso. La Coldiretti chiede spiegazioni, il Codacons si rivolge alla Procura e alla Corte dei Conti. La società bolognese, chiamata in causa, si difende: "Dall'azienda tedesca coinvolta nella vicenda noi abbiamo acquistato solo provole dolci. Se sulla confezione è riportata la dicitura 'solo latte fresco italiano' significa che la materia prima è esclusivamente italiana"

In un supermercato di Rivoli per la prima volta sono state trovate due mozzarelle blu, identiche a quelle per cui era scattato l'allarme qualche settimana fa, ma con una differenza sostanziale: erano italiane. Sono ancora in corso gli esami, ma secondo il quotidiano La Stampa che ha dato notizia del sequestro, sembra probabile la presenza dello pseudomonas fluorescens, il batterio che colora di azzurro il latticino. Le due mozzarelle sarebbero della Granarolo, che però smentisce di avere mai acquistato latte dalla società tedesca Milchwerk Jager, azienda al centro delle polemiche perchè fornitrice della materia prima "contaminata" nelle precedenti partite "blu". La difesa non evita il ciclone delle proteste. La Coldiretti chiede chiarezza, il Codacons si rivolge alla Procura e alla Corte dei Conti dell'Emilia Romagna. Si riapre il dibattito sulle etichettature.

La Coldiretti: "Si faccia chiarezza". Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, chiede spiegazioni. "La Granarolo è una società di proprietà della più grande cooperativa italiana del settore e ci saremmo aspettati che lavorasse soltanto prodotto italiano mentre per sua stessa ammissione sappiamo che importa tantissimo latte dall'estero". "Vogliamo capire che tipo di collegamento c'è tra la mozzarella blu, le importazioni di latte dall'estero e i rapporti industriali che ha Granarolo con quella società tedesca in cui è nato il caso. Il modo migliore è di fare chiarezza: con quali marchi di Granarolo - aggiunge Marini - sono venduti questi prodotti stranieri? Possono capitare incidenti di percorso, ma penso che la trasparenza sia fondamentale al pari della perfetta informazione al consumatore".

Il Codacons va in Procura. Il presidente Codacons, Carlo Rienzi, annuncia che depositerà un esposto alle procure di Torino e Bologna e alla Corte dei Conti dell'Emilia Romagna per pubblicità ingannevole. "Qualora fosse vera questa circostanza e i prodotti Granarolo non venissero realizzati esclusivamente con materie prime italiane - spiega - vi sarebbe un danno non solo per i consumatori, ma anche per l'economia nazionale". Il presidente infatti ricorda che le pubblicità dell'azienda relative al "Latte Alta Qualita", parlano di "mucche italiane selezionate", di "filiera garantita e controllata" e di "latte garantito e certificato ogni giorno con controlli più numerosi e approfonditi di quelli di legge". Alle autorità giudiziarie si chiede di verificare se vi siano reati quali la frode in commercio o la truffa aggravata e di avviare un'indagine per accertare possibili danni all'erario connessi alle export e al discredito per il made in Italy.

La risposta della Granarolo. A stretto giro di posta la risposta dell'azienda, che premette di non essere mai stata contattata dalla magistratura di Torino e di non avere mai ricevuto alcuna comunicazione o notifica da parte delle Autorità sanitarie: "Effettuiamo regolarmente analisi, nell'ambito dei sistemi di autocontrollo, sia sul processo produttivo, sia sulle acque, che non evidenziano alcuna irregolarità - si legge in una nota stampa -. Siamo stati sottoposti recentemente a controlli da parte delle Autorità sanitarie, nell'ambito dei quali sono stati prelevati campioni ufficiali (acque e mozzarelle) che sono stati analizzati e risultano perfettamente conformi. Non abbiamo mai acquistato latte, mozzarella, semilavorati o ingredienti dalla società tedesca Jaeger, che invece è stata nostra fornitrice, ma esclusivamente di provole dolci (prodotti finiti confezionati)". Insomma, pur ammettendo il rapporto con la società tedesca, Granarolo ci tiene a precisare: "La nostra mozzarella viene fatta in Italia; se sulla confezione è riportata la dicitura 'solo latte fresco italiano' significa che la materia prima è esclusivamente italiana".

Federconsumatori: "Etichette chiare". La bufera che si è abbattuta sulla Granarolo riapre il dibattito sulla normativa in materia di etichettatura. "Con specifico riferimento ai prodotti lattiero caseari - interviene il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti - la carenza e le lacune della normativa in materia di etichettatura agevolano comportamenti fraudolenti e la produzione e messa in commercio di alimenti contraffatti, sofisticati, adulterati e, talvolta, addirittura pericolosi". Per questo, conclude, sono necessari "una disciplina specifica per assicurare al consumatore l'accesso ad una serie di informazioni" e "l'introduzione dell'obbligo di indicazione della provenienza geografica negli elementi di conoscenza del prodotto alimentare".


http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/07/23/news/mozzarelle_blu_la_granarolo_si_difende_la_facciamo_in_italia_con_latte_italiano-5776554/

1 commenti:

  1. In merito alla vicenda riportata da alcuni organi di informazione, relativa alle due presunte "mozzarelle blu" a marchio Granarolo segnalate in Piemonte, la informo che gli esiti degli accertamenti dei Nas nel nostro stabilimento e sul lotto di produzione non hanno evidenziato alcuna anomalia, confermando l'assoluta regolarità dei processi produttivi e dei prodotti della nostra azienda.
    Noi non ne siamo affatto sorpresi: Granarolo produce da sempre mozzarelle e in stabilimento non abbiamo mai visto una mozzarella blu. Il caso segnalato, da quanto abbiamo appreso, ha riguardato confezioni già aperte di cui non abbiamo mai potuto prendere visione, conservate in condizioni che non conosciamo.
    Purtroppo chi ha alimentato sui media queste suggestioni prive di fondamento, che hanno finito col produrre un danno rilevantissimo all'azienda, non ci porgerà spontaneamente le sue scuse.
    Ma chi lo farà, avrà tutto il nostro apprezzamento
    Cordialmente

    Vittorio Zambrini
    Direttore Qualità, Innovazione, Sicurezza, Ambiente

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