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domenica 25 luglio 2010

Frattini: “Corte Strasburgo non può togliere diritto di esporre crocifisso”

Il ministro degli Esteri Franco Frattini, durante una tavola rotonda ad Orvieto organizzata ieri dai circoli della fondazione Nuova Italia sul tema Identità cristiana e libertà della Chiesa, si è espresso di nuovo con decisione sulla questione del crocifisso.




Frattini contesta “la decisione di un tribunale di pochi giudici” della Corte di Strasburgo su “come, quando e se noi possiamo esporre un crocifisso”. Il “diritto” di imporre il crocifisso negli uffici pubblici, secondo Frattini, “nessun tribunale ce lo potrà togliere, è un nostro diritto fermo”. “Rispettiamo il diritto di chi non crede” continua “ma rispettiamo anche il diritto dei credenti di esporre i propri simboli”. Attacca quindi la corte di Strasburgo che “ha affermato una cosa offensiva, inaccettabile: il crocifisso sarebbe un simbolo di divisione”. Secondo il ministro invece il crocifisso “è stato nella storia, nei millenni, un simbolo di riconciliazione. Non ci ha divisi ma uniti. È un simbolo nel quale la gente ha cercato la pace”.
Frattini collega il contrasto all’imposizione dei crocifissi negli uffici pubblici ad una sua ‘disavventura’ in un grande magazzino di Bruxelles, dove non trovò in vendita statuette del presepe: “Lì ho letto un cartello in cui c’era scritto ‘Non si vendono simboli religiosi’, quindi le statuette non erano in vendita perchè offendevano chi non crede”, semplifica Frattini.
Tale mentalità, cioè l’idea che “professare la mia religione sia un attacco alle altre religioni” sarebbe “presente non solo a Strasburgo”, ma si “diffonde come un tumore da estirpare”, incalza il ministro. “Questa frase pericolosa va sradicata dalla coscienza non di un tribunale, il che sarebbe – se mi permettete – poca cosa” puntualizza Frattini “ma dalla coscienza di coloro che credono di assimilare un simbolo in cui noi crediamo a un simbolo che divide”.
Frattini annuncia battaglia a livello internazionale. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi infatti “ha portato la questione del diritto di professare la propria religione al Consiglio europeo”, per “ottenere una risoluzione in cui si sottolinei che la libertà di tutte le religioni non è una questione che riguarda solo noi, ma ogni paese del mondo”. Il ministro anticipa inoltre che “il governo italiano preparerà una risoluzione sul diritto della libertà religiosa nel mondo da portare a settembre all’assemblea dell’Onu”.


http://www.uaar.it/news/2010/07/25/frattini-corte-strasburgo-non-puo-togliere-diritto-di-esporre-crocifisso/

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