
di Lucia Baroni Marino
Un ulteriore approfondimento sulla figura di san Francesco di Paola giunge da una recente pubblicazione di un giovane scrittore, Fabio Storino, che ha dato recentemente alle stampe la sua prima esperienza libraria, “Viaggiotra due mondi”, presentata nello scorso mese di dicembre al Sant'Agostino alla presenza del sindaco, avvocato Roberto Perrotta. Da un'attenta lettura che rivela un piano di fantasia sperimentale,attraverso cui l'autore incrocia le vicende del taumaturgo con quelle del grande navigatore,Cristoforo Colombo, si desume un intreccio narrativo nuovo che però va a discapito dell'autentica storia del santo protettore della città di Paola. Ma resta comunque salvo l'intento dimetterne ulteriormente in luce la fede, il senso di carità, la santità conquistata durante il suo lungo ed impervio cammino divita nonché la religiosità, attraverso cui l' uomo si libera dal male e dalle passioni insane grazie alla fede in Dio e alla preghiera.Tale aspetto, il punto di partenza dello scrittore (il cui nome misteriosamente e controcorrente non compare sulla prima dicopertina), che ha ambientato la stesura del romanzo verso la fine dell'alto medioevo, al tempo in cui i misteri erano di casa e i grandi astronomi scommettevano sulla sfericità della terra. L'intreccio si snoda attraverso vicende che interessarono padre Armand, un prelato che s'imbatte in una pergamena, occultata sotto il pavimento di una cripta. L'esperienza centrale del romanzo è, dunque, data dall'indagine che scatta al momento del ritrovamento dell'antico documento; dall'atmosfera di ansia che scaturisce da questa scoperta; dal senso di colpa che emerge nell'animo del religioso per aver toccato materialmente con mano qualcosa di inaccessibile sotto la spinta di un'eccessiva curiosità che lo conduce verso il pericolo dell'Inquisizione. Armand è costretto a fuggire e, attraverso una serie di sotterfugi, che gli consentono di cambiare identità, riesce a farla franca. Quando incontra nella città di Genova, Carlo, seguace di san Francesco di Paola, rivela il suo grande segreto ed insieme………………Per ragioni d'opportunità non riveliamo altro al lettore, ma disicuro l'autore ha sviluppato la narrazione per rafforzare la straordinaria figura di san Francesco; per attribuire antichissime origini alla città di Paola (il che è tutto da verificare!); per dire quanto sia stato fondamentale per Cristoforo Colombo vivere la sua cristianità; per dare risalto alle misteriose vicende dei Templari in una descrizione labirintica di situazioni in cui i segni che si susseguono sono tanti ed uno ne cela sempre un altro.
La domanda sorge spontanea: “La falsariga del romanzo si ispira alla superba scrittura di Umberto Eco?” Leggere e dedurre dal proprio punto di vista!
Un ulteriore approfondimento sulla figura di san Francesco di Paola giunge da una recente pubblicazione di un giovane scrittore, Fabio Storino, che ha dato recentemente alle stampe la sua prima esperienza libraria, “Viaggiotra due mondi”, presentata nello scorso mese di dicembre al Sant'Agostino alla presenza del sindaco, avvocato Roberto Perrotta. Da un'attenta lettura che rivela un piano di fantasia sperimentale,attraverso cui l'autore incrocia le vicende del taumaturgo con quelle del grande navigatore,Cristoforo Colombo, si desume un intreccio narrativo nuovo che però va a discapito dell'autentica storia del santo protettore della città di Paola. Ma resta comunque salvo l'intento dimetterne ulteriormente in luce la fede, il senso di carità, la santità conquistata durante il suo lungo ed impervio cammino divita nonché la religiosità, attraverso cui l' uomo si libera dal male e dalle passioni insane grazie alla fede in Dio e alla preghiera.Tale aspetto, il punto di partenza dello scrittore (il cui nome misteriosamente e controcorrente non compare sulla prima dicopertina), che ha ambientato la stesura del romanzo verso la fine dell'alto medioevo, al tempo in cui i misteri erano di casa e i grandi astronomi scommettevano sulla sfericità della terra. L'intreccio si snoda attraverso vicende che interessarono padre Armand, un prelato che s'imbatte in una pergamena, occultata sotto il pavimento di una cripta. L'esperienza centrale del romanzo è, dunque, data dall'indagine che scatta al momento del ritrovamento dell'antico documento; dall'atmosfera di ansia che scaturisce da questa scoperta; dal senso di colpa che emerge nell'animo del religioso per aver toccato materialmente con mano qualcosa di inaccessibile sotto la spinta di un'eccessiva curiosità che lo conduce verso il pericolo dell'Inquisizione. Armand è costretto a fuggire e, attraverso una serie di sotterfugi, che gli consentono di cambiare identità, riesce a farla franca. Quando incontra nella città di Genova, Carlo, seguace di san Francesco di Paola, rivela il suo grande segreto ed insieme………………Per ragioni d'opportunità non riveliamo altro al lettore, ma disicuro l'autore ha sviluppato la narrazione per rafforzare la straordinaria figura di san Francesco; per attribuire antichissime origini alla città di Paola (il che è tutto da verificare!); per dire quanto sia stato fondamentale per Cristoforo Colombo vivere la sua cristianità; per dare risalto alle misteriose vicende dei Templari in una descrizione labirintica di situazioni in cui i segni che si susseguono sono tanti ed uno ne cela sempre un altro.
La domanda sorge spontanea: “La falsariga del romanzo si ispira alla superba scrittura di Umberto Eco?” Leggere e dedurre dal proprio punto di vista!
Che bella scoperta!
RispondiEliminaCiao da Francesca (dell'associazione)
Ciao Francesca grazie!! :-)
RispondiEliminaDopo la lettura del libro, aspetto un commento! :-)
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