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lunedì 8 marzo 2010

Lo show e la nave dei veleni


Venerdì 5 marzo


Un giorno come tanti, verrebbe da pensare. Invece no. Almeno per chi è coinvolto in una vicenda triste ed inquietante, oscura e pericolosa, chiamata "nave dei veleni".


Sono passati mesi, sono stati spese parole da più parti, e viste immagini ad hoc e il il cittadino è ancora oggi diviso o poco informato... Ma il tempo passa e qualcuno spera che tutto cancelli. Ma la memoria e la volontà di qualcuno che segue e non dimentica, c'è.

Oggi non sentiamo più nei Tg o nei giornali le vicende legate al ritrovamento di una nave carica di vergognosi veleni provenienti da chissà quali e quante industrie (non è difficile immaginare) con a capo sorridenti amministratori. Non si parla di pentiti (uno in particolare) Francesco Fonti, di libri-inchiesta, di magistrati, indagini e smentite..e tanto altro ancora.


E' vero il tempo passa e si aggiungono sempre nuovi fatti sconcertanti che coinvolgono il nostro Paese, purtroppo. L'elenco è lungo e coinvolge tutti i settori. Ecco perché i media cercano nuovi risvolti per distrarre il suo pubblico, il popolo stanco. E forse, ma questa è una mia personale visione, criticabilissima, ogni giorno ci offrono spettacoli e racconti di cronaca nera sempre più ricchi di particolari, risvolti e smentite sempre pronte all'uso. Telecamere sempre presenti in aula e sui volti di chi ha commesso il delitto di turno...per catturare il sorriso o lo sguardo assente, deciso spesso dal narratore che cerca sempre il tono e l'enfasi migliore. Sembra un libro, invece è la realtà portata sempre all'estremo.


Dall'altra parte lo spettatore inizia a porsi domande e partecipa sempre più alla ricostruzione del caso, alla follia dell'omicida, si cerca un perché, un movente, e la vittima giace coperta da un lenzuolo bianco. Ma è il killer o presunto tale che scatena la curiosità morbosa e non bastano più i servizi dei Tg, le pagine dei giornali, e si creano Talk-show, si parla per ore, si intervista la gente comune e i Vip di turno, anche gli esperti partecipano e diventano parte dello spettacolo e senza più rispetto per le famiglie coinvolte si continua a scavare dentro il dolore, la follia umana, lo strazio catturato dal pianto di chi ha perso qualcuno di caro ed insostituibile...

E mentre tutto scorre e la gente è "distratta", qualcuno agisce e opera come preferisce.

Poi parte l'altro show. Quello dei politici che governano il Paese.



In "mezzo" a tutto ciò poi, vengono fuori vicende come quella di navi cariche di sostanze pericolose (radioattive) fatte affondare nel Mediterraneo e chissà in quanti altri luoghi.
Ed eccoci arrivati ad un altro show, che forse non avrà avuto chissà quale audience (in realtà chi lo ha voluto è convinto del contrario, ma non sono esperto di audience), svoltosi il 5 marzo nel programma Uno mattina sulla Rai, dove erano presenti il sindaco di Diamante, Ernesto Magorno e il primo cittadino di Belvedere marittimo Enrico Granata, intervistati sulla vicenda del rinvenimento di un relitto al largo di Cetraro.


Ma come ricorderete e, in questo ennesimo programma, è stato tutto smentito. Dopo le ricerche della Mare Oceano, inviata dal Ministero dell'Ambiente, il ministro Stefania Prestigiacomo e il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, hanno affermato che il relitto presente nelle acque al largo di Cetraro non era il mercantile "Cunsky" sospettato di essere carico di fusti, ma la nave passeggeri Catania, affondata nel lontano 1917 durante la prima guerra mondiale.


Così, finalmente anche attraverso questa partecipazione in Tv, si è potuto nuovamente affermare il contrario, e visto che siamo in periodo elettorale, qualche ulteriore rassicurazione nei confronti dei cittadini calabresi prima e dei potenziali turisti poi, non fa mai male.


Perché come spesso dichiarato, nei mesi scorsi, chi ha tirato fuori questa vicenda lo ha fatto per screditare una parte politica, accusandola di conoscere la verità e di non aver fatto mai nulla, facendo così leva sulle paure (più che legittime del popolo) e attirare verso la propria parte qualche voto in più, ergendosi come paladini della giustizia e della verità, allarmando e nello stesso tempo rassicurando che attraverso ricerche e fondi tutto si sarebbe risolto.


Ma questo è solo un breve spaccato che sfiora solo la superficie della realtà che si è vissuta, ma serve per indurre alla riflessione più banale ma vera. Non ci devono essere divisioni politiche e discriminatorie nei confronti di problemi che coinvolgono i cittadini di una regione e di un Paese poi.
Adesso si corre in più direzioni. Bisogna risanare il risanabile.


Ecco che il sindaco di Diamante Ernesto Magorno dichiara in una nota: "risulta particolarmente importante la partecipazione ad un programma di grande ascolto come Uno Mattina, perché ci offre uno spazio informativo di straordinaria ampiezza attraverso il quale restituire una corretta informazione agli italiani su di un problema di così vitale importanza per il futuro delle nostre comunità. Il mio auspicio, aggiunge Magorno, è che su di una questione, che ha avuto un così grande impatto sull'opinione pubblica, i mezzi di comunicazione, ed in particolar modo il servizio pubblico della Rai, continuino a supportarci nell'opera di rilancio di un territorio come il nostro. Una terra di riconosciuto pregio dal punto di vista turistico, che dalla vicenda "nave dei veleni" ha subito un gravissimo danno d'immagine e di conseguenza alla sua economia".


Questo caso ha visto coinvolto, nei mesi scorsi, i Sindaci del Tirreno cosentino fortemente impegnati in iniziative volte alla ricerca della verità sull'identità della nave affondata e, sul suo effettivo contenuto, producendo risultati opposti tra loro.
Non sono mancate iniziative a tutela della salute dei cittadini nel comprensorio, ed in difesa del territorio che basa la sua economia sulle attività legate al mare e alla pesca, ma durante l'evolversi della storia, quando qualche primo cittadino, non convinto dalle affermazioni fatte sul ritrovamento del Catania, ha proposto un'autotassazione per fare ulteriori verifiche in mare, (che sinceramente farei più che volentieri), molti altri si sono opposti con gran rabbia.


Ecco lancio il mio appello al popolo calabrese.
Autotassiamoci per raccogliere i fondi necessari e far partire nuove ricerche con una nave oceonografica con attrezzatura adeguata, che non sia la Mare Oceano, e ritorniamo sulle coordinate indicate nel mese di settembre dalla prima nave salpata, inviata dalla regione Calabria.


Dovremmo ritrovare due navi...la Cunsky, ripresa dal Rov durante la prima spedizione e il Catania individuato con fatica dalla Mare Oceano in ben altra posizione...



E ricordate, il problema non è solo/o calabrese. Il problema coinvolge tutti gli italiani. E anche il Mediterraneo.

Ma io prendo in considerazione la Calabria perché è il luogo da cui è nata tutta la vicenda. Da qui dobbiamo iniziare e proseguire, con il coinvolgimento di tutti. Basta con le frasi di circostanza! Basta! Basta morti ed ammalati per cancro, leucemia! Bambini, uomini, donne! In maniera indistinta! Tutti siamo in pericolo! Le sostanze presenti nelle profondità marine una volta libere dai contenitori, si disperdono con le correnti...e poi?

Se non volete pensare a voi stessi, al vostro presente...difficilmente ci sarà il futuro dei nostri figli.

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