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mercoledì 24 marzo 2010

Aldo Pecora. Ricostruzione della sua storia

Aldo Pecora conosce le luci della ribalta all'indomani dell'uccisione di Franco Fortugno. Siamo nell'ottobre del 2005. Tutta la Calabria è scossa dall'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale. Pecora è l'ideatore del manifesto "E adesso ammazzateci tutti" (esposto a Locri nel giorno dei funerali di Fortugno) tra l'altro lui si dichiarò amico della famiglia, cosa poi smentita da loro. Comunque da quel momento il manifesto iniziò il suo giro per l'Italia.
E' il momento in cui il movimento catalizza consensi tra i giovani di diverse regioni. Ora Aldo Pecora finisce su un palco insieme a Peppe Scopelliti. Che pochi giorni fa ha detto, a Cosenza, senza mai neppure precisare, che "Il centrosinistra calabrese ha avuto un consigliere morto ammazzato dalla 'ndrangheta. Perché se firmi cambiali alle cosche e poi non le rispetti, quelle non te lo permettono. Ecco perché sparano".
Chissà che ne pensa l'autore dello slogan antimafia più in voga negli ultimi anni? Non basta andare lontano per trovare le "piroette" di Pecora. Che poche setimane addietro solidarizzava con la parlamentare Angela Napoli (componente della Commissione antimafia) per le sue denunce sulla poca trasparenza nelle liste per le elezioni regionali. "Nel mentre alla 'ndrangheta piace far ricordare a tutti la sua esistenza attraverso questi atti minacciosi a volte eclatanti, si legge in un documento del movimento "Ammazzateci tutti", noi dall'altro lato continuiamo la nostra battaglia consapevoli che, oltre alla meritevole opera di contrasto da parte della magistratura e delle forze dell'ordine, oggi la gente onesta di Calabria è finalmente consapevole ed ha tanta voglia di cambiare". Il fatto è che la stessa mafia che minaccia la parlamentare, secondo lei è legata in qualche modo alle liste del candidato presidente del Pdl. Insomma, le conclusioni di Pecora andrebbero bene se non fosse che la stessa Napoli non è proprio vicina a Peppe Scopelliti, visto che ha dichiarato che non voterà per lui, criticando a più riprese la composizione delle liste del centrodestra. Senza dimenticare i tempi in cui le critiche di Pecora erano rivolte a tutta la classe politica calabrese. Ecco le sue dichiarazioni dopo l'arresto di Dionisio Gallo, all'epoca esponente di punta dell'Udc: "L'arresto del consigliere regionale ed ex assessore Dionisio Gallo non ci sgomenta, visto che è solo l'ennesimo schiaffo morale al consiglio regionale più inquisito d'Italia: Gallo, che in atto è il vicepresidente della Commissione regionale antimafia, arrestato anche per corruzione e voto di scambio di titpo mafioso, oltre che preoccupante è un vero e proprio paradosso, che se non fosse per la sua drammaticità apparirebbe persino grottesco".
Un atto d'accusa trasversale insomma. Simile a quello portato avanti dall'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris. L'intesa tra i due è forte e si solidifica nel corso della travagliata inchiesta giudiziaria denominata "Why Not". Pecora scende in campo con petizioni e sit-in contro il trasferimento di De Magistris dalla Procura di Catanzaro. "Facciamo tutto questo, spiega sempre il portavoce di "Ammazzateci tutti" sul suo blog nell'ottobre 2007, per sostenere Pm coraggiosi, che assieme ad eroici carabinieri e poliziotti sottopagati, si ritrovano non solo a combattere contro la 'ndrangheta, ma soprattutto contro la prepotenza e l'arroganza di una classe politica che, anziché mantenere un dignitoso silenzio istituzionale fino all'esito delle indagini, arriva ora la punto di minacciare querele nei confronti di quei cittadini che denunciano il malaffare".
Dev'essere per questo motivo che in un'intervista al Giornale, Pecora dice di aver rifiutato "le offerte di candidature arrivategli da Di Pietro e Veltroni". Avevano evidentemente poco appeal rispetto a Scopelliti e ai suoi fedelissimi. Di Pietro lo ha cercato, poi ci ha provato Veltroni. Ma ci è riuscito solo Scopelliti, probabilmente per il tramite di Gianfranco Fini, che Pecora lo "corteggia", evidentemente ricambiato da mesi. E, per carità, uno può fare tutte le piroette che vuole. Può salire su un palco e commuoversi per Fortugno e poi cinque anni dopo condividerne un altro con chi non sembra stimare molto il consigliere ucciso a palazzo Nieddu. Può mazzolare la politica un giorno sì e l'altro pure e poi sostenere candidati. Può chiedere lo scioglimento del consiglio regionale e accettare un finanziamento della giunta della stessa regione, presieduta da quel Loiero che oggi sfida alleandosi con Beppe.
Uno può pure partire da un corteo silenzioso e finire in un'arena televisiva in cui si strepita per ore sul nulla. Uno può fare di tutto. Basta che si chiami Aldo Pecora. E allora anche le contraddizioni più evidenti si possono spacciare per coerenza. Dipende dal nome. Perché, state certi, se le stesse piroette le avesse fatte qualcun altro, Aldo Pecora lo avrebbe attaccato, sfottuto, fatto a pezzi. E avrebbe avuto ragione.

I pagliacci nella politica sono tanti. Però c'è bisogno di nuovi talenti.

11 commenti:

  1. grazie per le informazioni utilissime!

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  2. figurati, grazie a te ..ad entrambi per aver letto il post ;)

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  3. Nemmeno conosco Aldo Pecora. Fatta questa premessa volevo capire meglio cosa ha detto il sig. Storino. A me proprio niente, se non quello di essere prevenuto nei confronti del Pecora.
    Tutti i cittadini hanno la facoltà di entrare in politica e di sondare le varie correnti.Per cui non ci trovo nulla di strano. Strano mi sembra l'attacco che riceve, mi sembra del tutto gratuito ed ingiustificato. Per me sarebbe da elogiare se è vero che è sceso in piazza per difendere De Magistris.-

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  4. Ho avuto il dispiacere di conoscere Aldo Pecora e posso confermare che la mia esperienza diretta di questo "personaggio" corrisponde perfettamente al "ritratto" fatto sopra da Fabio Storino.

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  5. Risposta al post precedente.
    Il sig. Storino a me non ha detto proprio niente. Questo già l'ho scritto nel post precedente. Figuramioci la sua esperienza diretta di cui solo lei conosce.
    Evidentemente non avete argomenti altrimenti li avreste esposti, visto che chiaramente c'è l'avete con il Pecora.-

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  6. In nome della legalità e della giustizia06 settembre 2010 09:07

    Storino, il tuo articolo è penoso. Anzi, precisiamo, non è un tuo articolo. Questo è infatti uno degli articoli diffamatori dell'ex direttore di Calabria ora, Paolo Pollichieni, facente parte della massoneria deviata calabrese; che proprio per questo ha ricevuto una bella querela.
    E, per favore, non rompete i coglioni diffamando un giovane ragazzo che ha le palle di lottare davvero le mafie, mentre altri hanno solo il "coraggio" di pubblicare un link su Fb o sul proprio blog, come se questo fosse gli attribuisse la funzione di screditare persone che dalla mafia vengono costantemente minacciate ogni giorno.
    Sono un calabrese, cazzo. Un calabrese onesto che si è rotto le palle di rivedere lo stesso copione delle stragi del '92. Lo sapete, vero, che Giovanni Falcone e Borsellino venivano costantemente attaccati dalla stampa siciliana, che era in mano a Cosa nostra e che propugnava le stesse tesi che voi propugnate ora con Aldo Pecora? Dicevano di Falcone che era un arrivista, carrierista; quando se ne andò a lavorare al Ministero non avete idea di quante di queste accuse gli rivolsero. Mentre ora, che la morte di Giovanni e Paolo ha fatto sì che essi diventassero per l'intera opinione pubblica italiana degli eroi, vengono elogiati da tutti. Una volta però, tante di quelle persone che oggi commemorano i due eroi siciliani, ne sparlavano quotidianamente (vedi Leoluca Orlando con Falcone).
    Basta! Basta rivedere sempre lo stesso copione.

    Noi, e mi sento di parlare per tutti i calabresi onesti, appoggiamo e sosteniamo Aldo Pecora: per tutto quello che ha fatto e per tutto quello che sicuramente farà. E se si dovesse candidare lo sosterremo politicamente, convinti che lascerà ogni incarico da quel fantastico movimento che ha creato. Perché di gente come lui ne abbiamo bisogno dappertutto. Viva l'onestà!

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  7. Chi ha mai detto che questo è un mio articolo? Semplicemente l'ho letto su Calabria Ora e ho deciso di pubblicarlo.
    Forse qualcuno ha frainteso, poiché giustamente, come noto manca il link di riferimento..
    Mi scuso per la mancanza della fonte.
    Non per altro.
    Signor In nome della legalità e della giustizia, lei espone un suo pensiero, non tutti condividono. Stia attento a ciò che scrive, secondo Lei, chi non appoggia Aldo Pecora è un delinquente?

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  8. Salve

    anche se in ritardo provo a dire due cose.

    Fabio (mi permetto di darti del tu) sono capitato già altre volte sul tuo sito nelle mie ricerche random (è perchè abbiamo interessi comuni),e non è la prima volta che nasce dell'ambiuità sull'appartenenza delle parole che inserisci. Permettimi...un blogger 'onesto' mette un riferimento se l'articolo non è suo. La scusa del link non regge, se uno non trova il link può comunque indicare in calce (sempre meglio all'inizio) autore e magari anche testata del pezzo. Scusami eh, ma volevo dirtelo già altre volte...ora è capitato perchè già qualcuno ha segnalato la cosa. In ogni caso è un peccato veniale. Sempre meglio che le parole circolino anche così, errabonde, anzicchè non circolino affatto. Solo che ogni volta che leggo una cosa sul tuo sito e non c'è indicato l'autore, copio ed incollo su google un paio di righe del pezzo per capire chi l'abbia scritto. ;)
    Sembra una cosa di poco conto, sapere l'autore effettivo...ma non è così!

    Prendi questo su Aldo Pecora, sapere l'autore aiuta a capire.
    Nota a margine: certo che Calabria Ora ha un direttore meglio dell'altro! Sansonetti (cavallo di troia della sinistra) io lo trovo pessimo.

    Per quanto riguarda il Pecora, penso di non avere una opinione diversa da quello che credo abbia tu (visto l'articolo che hai riportato). Non lo conosco personalmente, ma essendo egli personaggio pubblico (e non credo proprio non abbia fatto nulla per non esserlo) io posso esprimermi per quanto egli mostra di se ed io vedo.
    Io penso che non usciremo, noi calabresi, dalla situazione in cui ci troviamo grazie a personaggi come il succitato...così come non uscirà dalla propria situazione la parte peggiore della Campania grazie a Saviano.
    Che uno dei boss della camorra desiderasse una copia di Gomorra autografata dall'autore, non credo sia da considerare cosa secondaria.
    Qualcosa non torna...gli avversari delle mafie mi sembrano un po' troppo super-eroi televisivi, santi taumaturghi. Dove toccano, portano oro (televisivo ovviamente, ovvero ascolti e quindi incassi) e dove cagano nascono rose. Ma la situazione nei posti di cui parlano non cambia di una virgola. Io ho decine di libri sull'ecomafia precedenti a Gomorra, libri degli anni '90. Dove sono i premi per tali autori?

    La trasmissione Fazio-Saviano è un prodotto Endemol ovvero un venditore di trasmissioni da cui la rai compra. Il proprietario di maggioranza di endemol è Berlusconi. E in tutte quelle trasmissioni non era tanto celata la questione delle dichiarazioni di Brusca ed i Graviano. Qualcosa non torna. Le avrebbero concesse se fossero state veramente pericolose?

    La verità è che questi autori super-eroi televisivi sanno, come lo sappiamo noi, che l'unica condizione perchè le cose cambino è che SIANO LE PERSONE CHE CI VIVONO A DOVER CAMBIARE. E cambiare non è scrivere libri commerciali o dare premi per i temini a scuola alle elementari (salvo circa 10 anni dopo all'esame di stato poi cercare quasi tutti la raccomandazione,cercata dai genitori e voluta da tutto il nucleo, figlio e genitori).
    (continua...)

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  9. Diverse persone hanno dimostrato che Saviano non c'è mai stato in alcune parti di cui parla, trattando in modo ambiguo ed approssimativo vari aspetti di luoghi, vita e vicende.

    Ultima cosa su Falcone e Borsellino. Non diciamo cazzate, Falcone Borsellino erano veramente pericolosi. Lo dimostra il fatto che spessissimo hanno avuto contro lo stesso stato, ovvero il potere costituito. Che per sua definizione è reazionario e avverso ad ogni forma di condanna nel proprio interno!

    Saviano o in misura ridotta altri come per es Pecora chi hanno contro? Io vedo solo porte, studi televisivi e redazioni aperte con molte cerimonie.

    Colui che è inviso al Potere (Potere che è solo uno ma ha tante facce) è contrastato, deriso e reietto e trova con molta difficoltà ascolto. Se non fosse così significa che non costituisce pericolo per chi ha più forza nella violenza.

    Ecco, personaggi come Saviano o Pecora (in tono minore, ma che taaaanto vorrebbe essere pari al primo) non fanno paura al Sistema...sono solo un brand (come si usa dire oggi anche in calabria), un marchio, un simbolo da spillarsi al petto. Pronunziandone il nome ci si sciacqua la bocca, ci si presenta puliti agli occhi del votante teledipendente che lotta davanti alla tv e che cambia il mondo a stortate di bocca durante le generiche condanne televisive.
    Ma questa è solo parvenza di cambiamento.
    "Che tutto cambi affinchè nulla cambi" il vecchio barone nel gattopardo era un profeta.

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  10. Pecora e lecca-lecca alla sua corte infangano tutte le persone che combattono le mafie. Ho conosciuto mooooolto bene il soggetto in questione: lingua biforcuta è il suo vero nome. Quando (se) troverà la sua coscienza dovrà fare i conti con se stesso. Auguri aldo pecora a te e ai cortigiani (penosi) che ti circondano

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