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domenica 21 marzo 2010

AEQUUS NOX IN CALABRIA


Di Giuseppe Bisceglia


Ho deciso di pubblicare questo particolare articolo per riflettere insieme...

Fabio Storino


Sedetevi, leggete. Magari al sole. Arriva Kukulkàn. E' un vizio di ombre. La pervesione del sole che filtra solo a metà, sfuma. In questi termini andrebbe inquadrata la questione.

In due giorni dell'anno, precisamente tra il 20 e il 21 marzo, e tra il 22 e 23 di ottobre, la lunghezza della notte eguaglia quella del dì. Notte uguale al giorno.

Oggi è il giorno dell'equinozio di primavera nell'emisfero settentrionale, cioè il nostro. Nell'emisfero meridionale la situazione è capovolta e il 21 marzo si celebra l'equinozio d'autunno. In termini scientifici il fenomeno è spiegato in questo modo: "Si definiscono equinozi i due istanti in cui il sole si presenta all'intersezione tra l'eclittica e l'equatore terrestre" Oltre la descrizione astrologica del fenomeno, esiste una storia interessante da raccontare.


Castillo di Chichèn Itzà, complesso archeologico Maya, Messico, penisola dello Yucatan.

Ogni anno nel giorno degli equinozi, Kukulkàn, una delle divinità più importanti delle antiche civiltà centro americane, fa ritorno sulla terra. Migliaia di persone attendono per cinque lunghe ore la completa discesa del serpente piumato (Kukulkàn). La particolare conformazione piramidale del Castillo crea, in coincidenza con la peculiare posizione del sole in questi giorni, un gioco di ombre e, sul lato nordest della costruzione, vengono proiettati sette triangoli di luce: gradualmente prende forma, dalla cima scendendo fino alla base, l'immagine di un serpente. A processo completato verrà dispiegata la sagoma di un serpente lungo 34 metri. Il fenomeno è chiamato "luci e ombre".

Kukulkàn arriva puntualmente al suo appuntamento semestrale, alla sua riunione equinoziale con gli uomini della terra, che benedice e rende generosa di raccolta.

Fonti non precisate, probabilmente risalenti ai primi fondamentalisti della civiltà Maya, affermerebbero che quest'anno Kukulkàn abbia deciso di compiere una lenta discesa in Calabria, per augurarle un nuovo percorso all'insegna della prosperità. Effettivamente alcuni testimoni avrebbero confermato che nell'ultimo periodo ci sia stato un singolare gioco di luci e ombre in questa terra, nonostante l'immenso buio calato da decenni sulla regione del sud Italia., causa una gigantesca frana dopo le piogge apocalittiche degli anni 20.

Il primo triangolo di luce è stato avvistato a Marzi, Cosenza. Un certo Mauro Fiore, originario del posto, ma vissuto in America dall'età di sette anni, ha vinto l'oscar per la miglior fotografia, con il film Avatar di James Cameron. Una grande luce è apparsa sul piccolo paesino al di sotto dei mille abitanti, espandendosi su tutta la regione. Improvvisamente però, è calata l'ombra ed è comparso il triangolo rivelatore. Questa la versione dei testimoni. Gli studiosi della civiltà Maya che stanno analizzando i testi e il fenomeno nei particolari hanno così spiegato la presenza dell'ombra: "Il ragazzo è partito dal basso e facendo gavetta dietro le luci dei film di Spielberg è diventato negli anni novanta direttore della fotografia, lavorando a tanti film di successo. Nessuno se l'era filato neanche di striscio finora. Nessun ringraziamento a posteriori, in stile sogno americano. Kukulkàn non perdona. Triangolo".

Altri due triangoli apparivano sempre nel Cosentino. Per precisione nel capoluogo. Vi raccontiamo questi due e arriviamo alla conclusione. Da precisare anche che di episodi del genere la Calabria è piena, noi ci limitiamo a riportarne tre, tra quelli in cui sempre gli stessi testimoni (e presumibilmente a questo punto seguaci di Kukulkàn), dicono di aver visto apparire il triangolo del serpente.

Via Oberdan, Cosenza vecchia. L'autista del pulmann degli "Smith college chamber singers" aveva da poco lasciato gli artisti in piazza Duomo. Successivamente parcheggiò il bus su via Oberdan e decise di fare una passeggiata nei dintorni, voglioso di ammirare le bellezze di quel piccolo centro storico. Il coro americano era arrivato in città dal Massachusetts per eseguire un concerto gratuito nella chiesa madre. Un sole forte illuminava la giornata. Passarono meno di dieci minuti e l'autista ritornò dal suo giro. Il furgone era ancora parcheggiato nello stesso posto, ma con il parabrezza in frantumi. Mille pezzi di vetro. Non era rimasto nulla: cinque computer, portafogli, zaini e borse erano stati rubati. Anche se in questo caso potrebbe apparire chiaro il significato dell'apparizione, sentiamo comunque il parere degli studiosi: "Strano che sia rimasto il triangolo di luce, in casi come questi, l'ombra avrebbe dovuto scendere inesorabile. Kukulkàn è stato clemente, ingraziato da Kin (il sole), e poi, non avrebbero mai preso anche il pulmann".

Via Panebianco. Cosenza. Pumm. Un colpo secco. Il proiettile gli perforava la coscia destra, attraversandola. Imprecava. Si piegava un po' dal dolore, ma imprecava. E camminava zoppicando. Loro fuggivano rapidi. I due. Uno con la pistola fumante in mano. Si dileguarono. Sulla soglia del tabacchino, il tabaccaio e il sangue. Se un pezzo del serpente è stato avvistato lì? Sembrerebbe di sì. Gli studiosi confermano: "Non è morto e gli hanno lasciato pure i soldi. Kukulkàn non poteva fare di più, sono cani sciolti anche per lui".

Oggi, giorno dell'equinozio di primavera, il serpente piumato Kukulkàn dovrebbe fare la sua comparsa in Calabria. I triangoli di luce sparsi per il territorio tra Cosenza, Catanzaro e Reggio, ne definirebbero la sagoma. La profezia però non finisce qui. Secondo i testi Maya, Kukulkàn resterà in Calabria fino al primo aprile. Si aggirerà strisciando per le coste, i monti, le colline. Finirà i lavori della Salerno - Reggio Calabria.

Sgozzerà nella notte tutti i boss della 'ndrangheta e terrorizzerà i loro figli. Rimetterà in sicurezza tutte le zone franose. Poi, la notte tra il 28 e il 29 marzo, dicono sempre le scritture, mangerà i tre candidati alla presidenza della regione.

Digerirà e dopo tre giorni sputerà qualcosa dalla sua bocca: "sarà un grosso tonno, che sfamerà per un intero anno tutta la Regione. Poi, quando le scorte staranno per finire, inizierà la spartizione clientelare del pesce. E tutto ricomincerà da capo".

Buona Primavera a tutti.

Omaggio alla luna: "Signora Luna", Vinicio Caposella.




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