La tremenda verità radiologica sta in poche parole. Ogni metro cubo d’aria che respiriamo è oramai invaso da milioni di invisibili nanoparticelle insolubili di uranio 238. Ogni essere vivente è oramai la prossima vittima potenziale delle guerre radiologiche recenti e presenti che hanno disseminato, tra l’altro, più di dieci mila tonnellate di U238 nella biosfera. Non esiste più posto incontaminato su questo pianeta. Non vi è più aria pulita da nessuna parte. Sotto ogni latitudine, ogni essere vivente è soggetto a una contaminazione interna permanente e, nel tempo ognuno ne soffrirà irrimediabilmente le conseguenze patogene. Non vi sono ne frontiere ne barriere che arrestano le nanoparticelle generate durante la combustione dei proiettili all’uranio depleto. Le nanoparticelle non si fermano nelle vicinanze dei campi di battaglia ma, tale i gas, colonizzano l’intera atmosfera australe e boreale e colpiscono in modo indiscriminato tutti. Ovviamente i suicidi comitati di censura scientifica delle università, dei ministeri e degli istituti di sorveglianza radiologica si adoperano al meglio al negazionismo di questi fatti nucleari. Ma negare le particelle non le fa scomparire e non allontana dal cancro ne loro ne i loro figli, incolpevoli quanto i nostri. Soffermarsi pertanto sulla loro incommensurabile stupidità non giova alcunché. In contraddizione totale coi fatti nucleari il loro lenificante parere non basta neppure a sviare il nostro istinto di sopravvivenza. Ognuno è in grado, dopo tutto, di vagliare di testa propria la drammatica realtà dei numeri e di tentare, senza troppe illusioni, di proteggere “alla meno peggio” i suoi.
Paolo Scampa
Presidente dell’AIPRI
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