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giovedì 19 novembre 2009

Del muro cosa resta?

1989-2009 Il 9 novembre di vent'anni fa due parole cambiano in un attimo il corso della storia: "Von jetzt", da adesso. La cortina che divide Berlino e non solo crolla, a chiudere un mese di proteste di piazza sempre più partecipate. Qui racconto in breve Il "Mauer" tra letteratura musica e curiosità.

Un modo per avvicinarmi ad un evento così importante e lontano dal "mio tempo".

9 ottobre
A lipsia si svolge la "Rivoluzione pacifica", il primo degli eventi che portarono alla caduta del Muro: fu la più grande manifestazione di proteesta dall'insurrezione del 17 giugno 1952 (quando uno scipero di operai a Berlino fu brutalemnte offocato dal Gruppo di Forze Sovietiche in Germania). Si sfiorò la tragedia: 70 mila prsone, nonostante vigesse l'ordine di sparare, si riunirono stringendo in mano delle candele per rivendicare la libertà nella Ddr.
Migliaia di soldati erano pronti a far fuoco.

18 ottobre
Si dimette Erich Honecker, capo dello Stato e segretario generale del comitato centrale della Sed (Sozialistiche Einheitsparei Ddeutschlands), ilpartito egemonico della Ddr.
Le dimissioni furono provocate dalla netta oppposizione di Gorbaciov, in occasione del quarantesimo della Ddr (7 ottobre), e soprrattutto dalle manifestazioni del 16 ottobre a Lipsia e a Dresda.

23 ottobre
Lipsia si conferma il cuore della protesta contro il regime: 3000 mila persone sfilano per la città e chiedono elezioni libere, libertà di stampa e di riunione. I manifestanti nutrono una prfonda diffidenza nei confronti dei Wendehalse (voltagabbana). Gli annunci dei politci della Ddr sull'amnistia e sulle radicali rifoeme non serviranno ad arrestare la disgregazione del regime.

24 ottobre
Il membro del Politburo, Egon Krenz, sccede a Honecker, Krenz, delfino di Honecker, non fu la persona giusta per sedare le proteste di piazza, sebbene fosse sotenuto da esponenti del partito conosciuti come riformatori, e scegliesse un netto allineamento alle posizioni gorbacioviane.
Tra il 24 ottobre e il 4 novembre si consumò, in ritardo, il sacrificio della nomenklatura della Ddr: dal massimo dirigente dell'economia, Gunter Mittag, ministro da 26 anni, a Erich Mielke, capo della polizia segreta dal 1957.

30 ottobre
Si costituisce un nuovo partito: il Demokratischer Aufbruch, il cui nucleo è costituito da religiosi protestanti. La Chiesa evangelica luterana, in continuazione di un antico appoggio al movimento pacifista disobbediente, ebbe un ruolo significativo nella rivoluzione tedesca, con l'Initiative Frieden und Menschenrechte e i movimenti per i diritti civili (Burgerrechtsbewegungen).

4 novembre
A Berlino Est si svolge un'imponente maifestazione di un milione di persone, durante la quale molti dirigenti della Sed ammettono pubblicamente le proprie colpe e i propri errori. Apparve chiaramente la sfiducia della popolazione nei confronti di Krenz, a cui si rimproveravano i trascorsi come fedelissimo di Honecker. Nello stesso gioro fu concesso ai rifugiati nelle ambasciate della Germania Ovest di Praga e di Varsavia di trasferirsi nella Repubblica federale.

Voci e parole famose:
"Signor Gorbaciov, se lei cerca la pace, venga a questa porta. Abbatta questo muro".-Ronald Reagan 12 giugno 1987
"Ora cresce insieme ciò che deve stare insieme" -Willy Brandt 10 novembre 1989
"Se lavoriamo insieme trasformeremo le regioni dell'Est in paesaggi fioriti" -Helmut Kohl 1 luglio 1990
"Ogni popolo deve determinare da solo le forme della nuova società" -Mikhail Gorbaciov
"Il 1989 è stato l'anno più importante dell storia del mondo dal 1945 in poi (...) Questa non è l'Europa dal cuore grande che soognavano i visionari come Vaclav Havel nel 1989" - Timothy Garton Ash
E in Italia?
Andreotti con una delle sue battute disse: "Amo talmente la Germania che preferisco ne restino due!" e aggiunse: "Rimettere in discussione l'assetto delle frontiere in Europa presenta forse pericoli maggiori della stessa esistenza degli arsenali nucleari". Andreotti temeva il terzo conflitto mondiale. ( settembre 1984)

La musica

Da Rostropovich agli U2 passando per Roger Waters
Estate, 21 agosto 1990. Il muro è solo una cenografia, un telaio dentellato, strappato, ci sono due gru a vegliare la gente di Berlino, presa da un'euforia e un'ubriacatura collettiva di libertà e birra. Al centro la musica che si dirama in tutte le direzioni. C'è un simbolo è presente, visibile da tutti. Un pugno e un martello, icona della fine ma anche dell'inizio metaforicamente nato dalla musica degli Scorpion che il vento del cambiamento lo avevano fischiato in musica rock. La fine e l'inizio, ben rappresentati da un concerto entrato di diritto nella storia.

Il 5 novembre scorso, per ricordare il 9 novembre anche gli U2 hanno suonao gratuitamente davanti la porta di Brandeburgo erigendo però un altro muro per riservare lo show solo ai 10 mila vincitori di un concorso online. Paradossi? O forse eccessi da caos celebrativo che ha donato anche emozioni come la musica del violoncello di Mstilav Rotropovich che suonò Bach di fronte al muro di Berlino che si sgretolava.

Roger Waters era convinto che l'album "The Wall" poteva prendere vita solo dopo la fine di quella triste linea di cemento. L'ora è arrivata, il muro abbattuto. Ma nel frattempo anche la storia dei Pink Floyd. Waters decide così di chiamare alcuni cantanti per andare insieme sul palco, ma Eric Clapton, Bruce Springsteen, Rod Stewart, Peter Gabriel non rispondono.

Ecco che arrivano Cindy Lauper, Sinead O' Connor, Ute Lemper, Van Morrison, Bryan Adams e molti altri per un concerto in mondovisione di oltre due ore, con 500 mila persone in piazza e 52 paesi collegati. Tutti uniti in un gran finale corale con "The Tide is Turnig". "La marea sta cambiando" cantano. E la piazza canta con loro, e anche il cielo sopra Berlino.

Web e dintorni

Trovi chi il muro lo ha distrutto con il proprio scalpello e prova venderne un pezzo e ci scrive anche la data. C'è chi dice che quella notte della "caduta" era presente e porge i cimeli e chi mette all'asta pezzi du muro su ebay, dove nessuno garantisce l'autenticità. Sono passati vent'anni dal giorno della caduta del Muro di Berlino e oggi si trova qualche residuo conservato da gente che vuole ricordare quell'epoca. Su Facebook ci sono due o tre gruppi, con pochi iscritti che vorrebbero ricostruire il muro, mentre c'è chi quel muro in frantumi continua a venderlo...

Cinema e dintorni

Come non citare Wim Wenders? e il suo "Cielo sopra Berlino". "Tutto è Est" recita un suicida sospeso nel vuoto, nel capolavoro del regista tedesco in cui la barriera ideologica vive ad ogni piè sospinto. Arriva Wolfgang Becker con il suo "Goodbye Lenin" più vicino a noi per arco temporale (siamo nel 2003) con le musiche di Jan Tiersen, in un affresco fedele dell'Impero del male in decadenza. Poi arriva Florian Henckel von Donnersmarck con "Le vite degli altri" e vince anche un Oscar. Un film da vedere, dove un bravo regista ripercorre la sua vita attraverso ricordi tragici e reali.

Tratto dal fim "Le vite degli altri"

Bambino e Gerd Wiesler
Davvero tu sei della Stasi?
Ma lo sai che cos'è, la Stasi?
Sì, papà dice che sono degli uomini tanto cattivi che mettono la gente in prigione.
Davvero... E come si chiama?
Come si chiama chi?
La tua palla. Il nome della tua palla.
Ma che domande... Le palle non ce l'hanno un nome!

Poi vi è da citare il film di Alfred Hitchcock con il suo "Il sipario strappato" del 1966 con Paul Newman, un film poco riuscito per molti critici. Ma c'è anche un altro autore da ricordare, Billy Wilder con il suo "Uno, due, tre" film commedia:
« Otto: Ma in questo mondo sono tutti corrotti?!! - Peripetchikoff: Non lo so, non conosco mica tutti! » (dai dialoghi del film)

La guerra è appena finita, non corre buon sangue tra rossi e resto del mondo a Berlino, ma gli affari sono affari. In un flm che ci trasporta in una città divisa non ancora dal cemento dove un funzionario della Coca Cola vende la bibita ai sovietici. Altro che vodka. Però nel 1965 il muro è già realtà e comincia la tragedia.

Letteratura e dintorni

Frasi celebri:

"Il muro che divide Berlino ha poco più di un mese. Corre ininterrotto per strade, fossi, attraversa cimiteri, cortili, appartamenti, piazze. Nessuno, onestamente, crede di vederlo svanire per miracolo, una mattina" -Luigi Barzini jr (Epoce, 4/9/1961)
"A Berlino Est ho visto uno spogliarello che concilia l'abolizione dei reggipetto e la morale di Marx: le fanciulle sono belle, si liberano degli indumenti, mostrano i contorni, ma dietro uno schermo; il partito ammette solo ombre" -Enzo Biagi (La Stampa 30/4/1966)
"Erich Honecker ha evitato d'un pelo di restare schiacciato sotto le macerie del Muro, di cui è stato, sia pure su ordinativo del suo predecessore Walter Ulbricht, il costruttore" -Indro Montanelli (Il giornale 11/11/198)
I comunisti di ieri sono tutti in cattedra di anticomunismo, niente di eccezionale, il trasformismo italico ha avuto ben altri exploit" -Giorgio Bocca (La Repubblica 15/11/1989)

Passati vent'anni da quella notte del 9 novembre 1989 si fa fatica a credere che quell'assurda costruzione sia davvero esistite. Ma in questo ci aiutano a ricordare i tanti libri, saggi e pubblicazioni in uscita che raccontano quel periodo con testimonianze e documenti per dirci cosa è cambiato da allora. Possiamo citare ad esempio "Non si può dividere il cielo" di Luca Falanga che raccoglie storie di umini e donne che non si adeguarono a vivere nella città divisa e che il Muro seppero sfidarlo coraggiosamente. Oppure "L'anno che cambiò il mondo, storia non detta della caduta del Muro" dove vengono raccontati retroscena tra strade e salotti del potere, di quell'anno. O ancora, proiettato nel presente, "Oltre il Muro, Berlino e i linguaggi della riunificazione", raccolta di saggi di studiosi di cinema, architettura, letteratura che segnano il volto della Capitale a due decenni dalla riunificazione della Germania. Poi c'è il libro "La crisi. Il sistema internazionale vent'anni dopo la caduta del Muro di Berlino", dove l'autore Luigi Bonanate da una visione complessiva delle relazioni internazionali degli ultimi vent'anni. Ma possiamo ricordare anche "Il muro di Berlino" dove si racconta di come il gverno comunista della Repbblica democratica tedesca tedesca condizionò la vita di milioni di cittadini controllandone ogni mossa, reprimendo nel sangue ogni moto ribelle e ansia di libertà. Questi e molti altri ricordano a noi che quel muro è esistito.

E in Italia, in questi giorni di celebrazioni cosa è accaduto?
Roma ha ricordato l'evento con la proiezione di un muro sulla scalinata di Trinità dei Monti, iniziativa organizzata dal Campidoglio in collaborazione con l'ambasciata tedesca con spettacoli, dibattiti, convegni e la serata-evento in piazza di Spagna.

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