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mercoledì 25 novembre 2009

Calabria, luoghi misteriosi


ALTOMONTE (CS)DI QUI PASSO' IL VALOROSO ORLANDO

Orlando fu un valorosissimo cavaliere di Carlo Magno, decantato della leggendaria “Chanson de Roland” (ripresa poi da Ludovico Ariosto). Pare che questo luogo abbia acquisito il nome proprio da Altomonte, saraceno assassino del padre Milone, ucciso da Orlando, mentre, per bere ad una fonte, si tolse l’elmo.

Fu la prima valorosa azione di Orlando. Pare che questa fonte esista ancora oggi e venga chiamata Polla dell’Aspromonte, considerata sacra, perché grazie ad essa la zona fu liberata dagli invasori. Questo episodio è stato riportato come fatto storico realmente accaduto negli archivi comunali di Altomonte, che si tratti di leggenda o meno, chissà…
CAMPANA (CS) - I GIGANTI DI PIETRA
ANTICHE SCULTURE O FENOMENI NATURALI?
Nei pressi della Fossiata a Campana (CS) vi sono due massi molto curiosi perché richiamano delle forme indentificabili con un elefante e un uomo seduto. Sculture o casualità geologiche? La scoperta è stata fatta nel dicembre del 2002 da un giovane architetto di Cosenza, DOMENICO CANINO, mentre era in quella zona alla ricerca di tutt’altro tipo di reperti. Riporto di seguito a confronto due teorie molto interessanti, la prima di Domenico Canino e la seconda di Carmine F.Petrungaro.

TEORIA DI DOMENICO CANINO Una scultura preistorica? Questo territorio, grazie al ritrovamento di molti reperti archeologici, era intensamente popolato fin dall’Età del Ferro. Camminando per i suoi prati è impossibile non fermarsi di fronte a due monoliti di notevole dimensione, distanti tra loro circa tre metri. Ad una prima impressione sembrano scolpiti perchè presentano lineamenti che richiamano figure conosciute. Il primo rappresenta un elefante di cinque metri di altezza, che potrebbe assomigliare anche ad un preistorico mammuth.

L’altro raffigurerebbe fino alle ginocchia, due gambe umane sedute, il resto di un'ipotetica figura umana scomparsa. Intorno vi sono diversi ciottoli forse provenienti dalle stesse statue. Sotto i monoliti è possibile vedere due piccole grotte, lì presenti da sempre, rifugio dei contadini dalle intemperie. L’elefante è la scultura di più semplice identificazione. La flessione delle zampe la fa sembrare in movimento e spiccano dalla figura occhi, proboscide e zanne. Queste ultime, avendo direzione verso il basso, potrebbero indicare l’animale come ELEPHANS ANTIQUUS, estinto però già dodicimila anni fa. Le stesse misure confrontate da Canino sono molto vicine a quelle dei fossili di questa specie di mammuth ritrovato proprio in queste zone e precisamente nel rione di ARCHI DI REGGIO CALABRIA.

La seconda statua, che ricordiamo rappresenta due gambe fino al ginocchio, è alta sei metri e, se effettivamente doveva essere un uomo seduto, sarebbe stata nel complesso una figura davvero gigantesca. La posizione ricorda molto le statue di Memmone a Tebe e quelle di Ramses II nella facciata del Tempio di Abu Simbel in Egitto.

Resta il dubbio, soprattutto perchè le statue sono talmente corrose da poter essere state frutto di uno scherzo della natura, anche se osservandole, si scorgono le figure in maniera talmente nitida da non poter credere che acqua, vento e neve siano riusciti a creare opere così perfette. Inoltre è bene ricordare che se fossero di natura umana, sarebbero tra le più grandi sculture d’Europa.

La mappa del "Magini"
A questo punto Domenico Canino, forte delle sue convinzioni, decise di ricercare un’eventuale presenza di questi colossi in qualche documento del passato. Essendo opere molto grandi pensò di consultare antiche carte geografiche. Ed infatti sulla mappa del 1606 della Calabria Citra di Giovanni Antonio MAGINI, trovò segnata una conformazione in quello stesso punto denominata “Corno del Gigante”. Questa prova indicherebbe senza ombra di dubbio che le statue erano conosciute quattrocento anni fa. Bisogna precisare che la Mappa del Magini era molto famosa e venne utilizzata in tutta Europa. Il caso strano fu che Giovanni Magini non venne mai in Calabria! Questo indicherebbe ulteriormente che le sue mappe furono ricopiate da mappe preesistenti, probabilmente secondo il PROF. ILARIO PRINCIPE, da cartapecora Aragonesi del 1470 – 1515 (detto anche dal PROF. MARCO IULIANO). Purtroppo però ad oggi a queste mappe manca proprio la zona di Sila. Fatto sta che furono moltissime le mappe successive che indicarono quel punto come “Cozzo del Gigante” fino al 1827 quando, in seguito ad un terremoto, sparirono nomi e probabilmente statue.

Ma comunque dopo questi studi le prove che siano realmente statue aumentano. Ma com’erano prima del terremoto? Chi dovevano rappresentare? Esiste qualcuno che le avrebbe nel passato fortuitamente disegnate?

TEORIA DI CARMINE F. PETRUNGARO

Pirro e gli elefanti indiani
Esistono altre interessanti ipotesi da parte di CARMINE F. PETRUNGARO che non vedrebbe le statue di origine preistorica, ma più vicine alla nostra civiltà. Secondo i suoi studi è difficile che sia una scultura di un mammuth, dato che quando i grandi mammiferi si erano spinti fin nel nostro continente, la glaciazione era già in stato avanzato e quindi i primitivi non avrebbero avuto motivo di impegnarsi in un'opera così straordinaria. Inoltre Petrungaro ha saputo trovare una nuova interpretazione della statua che la collocherebbe al periodo delle invasioni di Pirro, che per primo portò gli elefanti in Italia.

Questo generale aveva ereditato la tecnica degli "elefanti da guerra" dagli eserciti dei Diadochi e dalla dinastia seleucide, fondata da Seleuco I, generale di Alessandro il Grande. Secondo Petrungaro l'elefante avrebbe sembianze "indiane", con orecchie piccole, testa larga e zanne quasi verticali. Il re Pirro sbarcò in Puglia nel 281 a.C. con 26.000 uomini e 26 elefanti indiani da combattimento. I Romani che vedevano questi grandi mammiferi per la prima volta, ne furono spaventati ma anche affascinati a tal punto che li chiamarono "i grandi buoi lucani".

Il primo scontro avvenne nei pressi di Eraclea, dove Pirro ebbe la meglio anche se con grosse perdite. Poi passò in Calabria nel 278 a.C. per contrastare i Cartaginesi alleati con i Romani. Vinse nuovamente nominandosi re di tutta la Sicilia, battendo moneta con il proprio nome. A questo punto si potrebbe ipotizzare la motivazione delle stuatue come autentico omaggio a Pirro "il liberatore". Due statue megalitiche che ricordassero il grande re ma anche quegli strani animali quasi divini che il nostro antico popolo aveva avuto modo di incontrare, cosìcchè, una volta tornati nella loro terra, non fossero mai dimenticati.

Quelle di Canino e di Petrungaro sono due visioni molto diverse ed entrambe interessanti che aprono la mente nei confronti di questi reperti unici nel loro genere. Finchè non verranno effettuate ulteriori ricerche sul campo che scoprano monili o addirittura monete che possano datare le statue, ci aggrappiamo alle ipotesi di questi due appassionati studiosi che hanno saputo dare degne spiegazioni di ciò che è a noi incomprensibile.

Per concludere riporto un pensiero di Petrungaro che è a mio avviso davvero molto bello: "Gli "Antichi" e basta? Qualcuno che conosceva la storia si era già posto delle domande nei decenni trascorsi, ma fu deriso o non ascoltato dalla gente che sosteneva e sostiene ancora oggi che, si trattasse soltanto di rocce scolpite dal vento e dall'acqua piovana. I tempi non erano ancora maturi. Quell'elefante era sempre lì ad aspettare il giorno del suo riscatto. Intanto le amministrazioni continuarono ad ignorarlo, come hanno sempre fatto per la ormai consueta abitudine, di ignorare ciò che è caro al cittadino campanese e, il migliore esempio lo si può osservare nel centro storico greco/normanno e nella Cavesea...la speranza resta nei giovani che su larga scala stanno già dando segno di reagire a livello politico, sociale e culturale."

SCALEA (CS) - SANTUARIO DI S.MARIA DEL LAURO SALVATI DALLE ACQUE

Nel '600 capitò che alcuni marinai furono sorpresi da una violenta tempesta, così forte che non gli rimase che pregare la Madonna del Lauro, originaria di Meta di Sorrento, il luogo da cui provenivano. Ecco che corse in loro aiuto placando le acque e salvandoli miracolosamente sulla costa di Scalea. Per ringraziare Maria del felice evento, portarono laddove furono salvati una statua della Madonna del Lauro. Oggi la statua è conservata all'interno del Santuario e l'evento viene ancora festeggiato l'8 settembre.
L'elemento di questo luogo è: L'ACQUA

SCALEA (CS) - TORRE TALAOUN LEGISLATORE SPIETATO LA BATTAGLIA PIU' SANGUINARIA DELL'ANTICHITA'

In principio Torre Talea era un'isola e fu costruita nel XVI secolo come sistema difensivo nei confronti degli attacchi dei turchi. Un tempo era costituita da 337 torri! Vi sono delle grotte dette dello "scoglio", abitate un tempo (30.000 a.C.) dall'uomo preistorico.
Un legislatore spietatoLa leggenda di questo luogo riguarda personaggi dell'Enea e dell'Odissea, di qui passarono infatti Enea ed Ulisse. Inoltre qui morì Draconte, amico e consigliere del re di Itaca, Ulisse, nonchè legislatore spietato della stessa Atene. Infatti istituì la pena di morte anche per reati lievi ed ogni debitore che non fosse riuscito ad estinguere un qualsiasi prestito diventava schiavo del proprio creditore! La battaglia più sanguinaria dell'antichità In questo luogo ci fu una famosa predizione di un oracolo che disse "Presso Draconte Laio molto popolo sarà per perire" e così accadde. Nel 389 a.C. si combatte in questa pianura, la battaglia più sanguinosa dell'antichità tra Lucani e Greci di Thuri, che vede la morte di ben 10.000 persone! I Greci, stanchi delle continue scorrerie dei Lucani, decideso di farla finita attaccandoli nel loro stesso territorio, il Laos, ma furono loro a uscirne sconfitti, fu una vera e propria strage.

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